Venezuela, tra caos politico e crisi economica

Pubblicato il 21 dicembre 2015 da redazione

analisi-venezuela

Caos. E’ questo il clima che si respira in un paese che, in questi giorni di pace natalizia, cerca affannosamente di dimenticare i problemi della quotidianità, purtroppo senza riuscirci. A ricordarli ogni mattina sono non solo i titoli dei giornali e tiggì o le lunghe file alle porte dei supermarket e piccoli generi alimentari, in questi giorni insolitamente assortiti se non con tutti i prodotti del carrello della spesa almeno con alcuni di essi; lo sono anche le lunghe trasmissioni, il più delle volte a reti unificate, del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro.

Il Venezuela vive, oggi, una fase di precarietà istituzionale e politica come mai si era vista dal lontano 23 gennaio del 1958. Eppure, di momenti difficili il Paese ne ha vissuti e tantissimi. L’attentato al presidente Romulo Betancourt, all’indomani della riconquistata libertà democratica; gli anni di piombo per l’insurrezione marxista e filo-cubana che caratterizzò la decada del ’60 e parte di quella del ’70; la “crisi del debito estero”, che portò il paese sull’orlo del default; il “Caracazo”, che si concluse con un massacro di cittadini le cui proporzioni ancora oggi sono sconosciute; il “golpe” dell’estinto presidente Chávez, che mise a dura prova le istituzioni democratiche incrinandone le basi.

Grandi e piccoli avvenimenti che sconvolsero la nostra vita e ai quali la Repubblica, la Democrazia, la Società seppero reagire. Mai, a nostro avviso, il paese si era risvegliato dopo una giornata elettorale con la sensazione di aver voltato pagina senza sapere cosa scrivere nel nuovo capitolo della propria storia; con la percezione di aver smarrito il proprio cammino.

Nel Psuv, oggi, la scontro non è solo tra “chavismo” e “madurismo”. Il duello tra le due correnti per il controllo del partito era iniziato già prima, lo stesso giorno in cui l’estinto capo dello Stato ungeva Nicolás Maduro quale erede della “rivoluzione”. Il conflitto, dietro le quinte, pare sia sostanzialmente tra il capo dello Stato e l’attuale presidente del Parlamento.

Tra Nicolás Maduro, indebolito dalla sconfitta alle urne dopo una campagna elettorale condotta in prima persona; e Diosdado Cabello, più fragile dopo la disfatta elettorale nello Stato Monagas. Nicolás Maduro porrebbe sul piatto della bilancia la sua investitura quale capo dello Stato e delfino, decisa dall’estinto presidente Chàvez; e Diosdado Cabello il controllo che ancora avrebbe delle Forze Armate. Quindi, fuori dalle mura di casa, l’unità cementata dalla necessità di arginare l’avversario comune: l’Opposizione; dentro di essa la lotta senza quartiere per il controllo del partito.

Guerra economica, Guerra Politica Elettorale, Parlamento Comunale. Espressioni che lasciano l’amaro in bocca. Il Capo dello Stato, sorpreso dal K.o. fulminante nelle elezioni del 6 dicembre, ha sì riconosciuto la sconfitta ma ha attribuito ogni responsabilità a una presunta “guerra economica” condotta meschinamente dalla destra nazionale con lo “zampino” di quella internazionale.

Sconcertato dai risultati, ha poi cercato di mettere assieme i cocci della sconfitta evocando una presunta “guerra politica elettorale”, denunciando brogli e ordinando un’indagine approfondita per appurare la ragione della valanga di voti nulli. Il “sistema elettorale elettronico e digitalizzato”, improvvisamente, non è più il “migliore del mondo”. Anch’esso può far acqua.

Il capo dello Stato ha gettato ombre se non sul trionfo dell’Opposizione, impossibile da negare, almeno sulla maggioranza assoluta dei due terzi ottenuta da questa. Ma, allo stesso tempo, e inconsciamente, ha gettato dubbi sui risultati delle elezioni precedenti.

Pare evidente che il Psuv, e il Governo, non vogliano cedere la maggioranza del Parlamento all’Opposizione. E, mentre esigono dal Cne un salvagente con il conteggio dei voti in alcune circoscrizioni, in Parlamento si affrettano ad approvare provvedimenti ad hoc e a eleggere i magistrati del TSJ.

In circostanze normali, in seno al Parlamento già si starebbe procedendo a una transizione pilotata tra chi esce e chi entra. Il “Tavolo dell’Unità” avrebbe già scelto gli integranti della propria commissione. Questa sarebbe composta dai deputati Edgar Zambrano (AD), Miguel Pizarro (PJ), Juan Guaido (VP) e Timoteo Zambrano (UNT). Stando a indiscrezioni, però, il Psuv, avrebbe risposto “picche”.

E il presidente uscente del Parlamento, Diosdado Cabello, avrebbe fatto sapere che non vi sarà nessuna transizione pilotata giacchè non riconoscerebbe i deputati eletti del Tavolo dell’Unità. Una decisione che, se risultasse vera, creerebbe un ulteriore elemento di instabilità ma che, tuttavia, sarebbe perfettamente in linea con quella di approvare un Parlamento Comunale, che dovrebbe se non eclissare almeno diminuire il potere dell’AN.

Il Parlamento Comunale è un vecchio progetto del presidente Chávez; progetto inserito nella riforma Costituzionale che i venezuelani rispedirono al mittente bocciandola in un referendum. Il Parlamento Comunale non è contemplato nella Costituzione del 1999. Ma la sua creazione comunque comporterà difficoltà alla nuova Assemblea Nazionale. Oggi Governo e opposizione giocano una delicata partita a scacchi che potrebbe sfociare nel caos.

L’Opposizione, oggi, si trova a dover affrontare una prova ancor più difficile di quella delle urne. Ieri, contro l’avversario comune rappresentato dal “chavismo”, è riuscita a trovare la motivazione per convergere sotto un solo tetto: il Tavolo dell’Unità.

Oggi, il pericolo è che l’eterogenea coalizione possa implodere. L’elezione della nuova Giunta Direttiva del Parlamento è la mela della discordia. Nomi noti e altri sconosciuti. Ogni schieramento politico, grande o piccolo che sia, vuole avere la sua quota di potere. E le due grandi formazioni, Primero Justicia e Acción Democratica, dietro le quinte, si muovono con discrezione e prudente diplomazia per piazzare il proprio candidato alla presidenza dell’An.

Julio Borges o Ramos Allup? Questi, per il momento i nomi più gettonati. Ma potrebbero apparirne altri a sparigliare le carte in tavola. E’ una partita difficile, assai delicata quella che in questi giorni si gioca in casa della Mud.

Ad aggravare il panorama è lo stallo economico, latente da anni ma che oggi si manifesta in tutta la sua complessità. L’anno venturo sarà assai difficile. Infatti, è improbabile un incremento del prezzo del barile di greggio. E, come si sa, l’economia nazionale dipende ormai in un 95 per cento dall’esportazione dell’oro nero.

Ma la crisi sarà ancor più severa se dovessero risultare certe le voci circa l’ordine di vendere, e obbligare a vendere, quanto hanno in deposito negozi e supermarket. Dagli alimenti agli elettrodomestici, dagli abbigliamenti alle medicine. Se ciò fosse vero, il prossimo anno inizierebbe con una crisi di scarsità di proporzioni ciclopiche.

Mancanza di alimenti, abbigliamenti, elettrodomestici e medicine che non potrebbe essere tamponata immediatamente con le importazioni. Mancanza di ogni bene che il governo e il Psuv, ormai all’Opposizione, attribuirebbero alla nuova Assemblea Nazionale.

Voci di corridoio. Per il momento, solo speculazioni. Comunque, considerazioni inquietanti. Così, il Paese chiude il 2015 in un clima di caos, confusione e ansia. C’è solo da sperare che il buon senso prevalga nel 2016. E’ l’augurio di tutti noi.

(Mauro Bafile/Voce)

Ultima ora

22:45Caso Juve-Ultrà: club su Twitter, ‘desecretate Pecoraro’

(ANSA) - TORINO, 27 MAR - "Quello che sta avvenendo è estremamente sbagliato: riportare pezzi di intercettazione, momenti e frasi senza contestualizzarli è fuorviante. Si rischia di far passare per vere cose che non costituiscono fatti provati". L'avvocato Luigi Chiappero, legale della Juventus, interviene così a Jtv nello speciale JTalk dedicato ai presunti rapporti della società bianconera con ultrà ed esponenti della malavita organizzata finito anche sotto la lente della commissione parlamentare Antimafia. "#Desecretate Pecoraro" è l'hashtag twittato dal profilo ufficiale del club bianconero per lanciare la trasmissione. "Un conto sono i fatti, un conto le cose che si dicono al telefono - sostiene Chiappero -. Le intercettazioni sono un fatto delicato, di difficile interpretazione ed è importante contestualizzarle". Il riferimento è al procuratore federale Giuseppe Pecoraro, che sul caso ha deferito la Juve e il suo presidente, Andrea Agnelli, alla giustizia sportiva.

22:45Calcio: Ventura, gli stage stanno dando i loro frutti

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - "La dimostrazione del beneficio degli stage è che alcuni ragazzi che vi hanno partecipato, oggi sono qui. Non ci sono variazioni di programma e non ce ne saranno". Lo ha assicurato Gian Piero Ventura nella conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole con l'Olanda, ad Amsterdam. "I nostri giovani stanno dimostrando di valere - ha aggiunto il ct azzurro - Ce ne sono tanti di bravi e che hanno potenzialità: dobbiamo solo dargli tempo e a quel punto avremo fatto un grande passo per il futuro. Ci sono segnali da un'infinità di giovani e ci sono quindi i presupposti per fare qualcosa di importante: sarà poi il campo, ovviamente, a dire l'ultima parola. Ma questo concetto di fiducia l'ho espresso già tante volte. Vedo entusiasmo ed umiltà: due condizioni fondamentali". Quanto alla gara di domani, il tecnico la vede coma una "occasione per verificare cosa dobbiamo ancora fare e cosa invece abbiamo fatto".

22:08Calcio: Tavecchio, pronto ad andare all’Antimafia

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - "Per quanto riguarda le problematiche in collegamento con la Commissione, io andrò se convocato: noi siamo rispettosi delle istituzioni". Lo ha detto Carlo Tavecchio, presidente della Figc, ad una domanda dopo le dichiarazioni del dg Michele Uva e la risposta della presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. "Siamo in sintonia con quello che l'Antimafia ha già deliberato - ha aggiunto Tavecchio al termine del Consiglio federale svoltosi oggi a Coverciano - La forza di un presidente federale è di non conoscere la porta di accesso della Procura federale: se mi chiedete come si fa ad andare dal procuratore, non vi so accompagnare. Quindi, quando la questione riguarda la Procura, il presidente federale è uno spettatore come voi". Poi, sulla scelta di Alessandro Costacurta come presidente del Comitato organizzatore locale degli Europei Under 21 del 2019: "Una bella notizia. È stato un calciatore di prestigio e di stile. Ha doti invidiabili di comunicazione e inoltre conosce l'attività gestionale".

21:50Pd: Emiliano, rischio è consegnare Paese a governo M5s-Lega

(ANSA) - BARI, 27 MAR - "Noi stiamo rischiando, ed è una delle ragioni fondamentali di questa mozione, di consegnare l'Italia a una maggioranza di populismi anomala, che potrebbe perfino obbligare il movimento cinquestelle e la destra salviniana a collaborare per il governo del Paese". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia e candidato alla segreteria Pd, Michele Emiliano, presentando la sua mozione a Bari. "Questa mozione - ha aggiunto - è l'unico strumento di governo dell'Italia. E' l'unica che può provare a far vincere al Pd le prossime elezioni. L'unica che dialoga con rispetto di tutti i mondi, esclusa la destra, di riferimento del fronte progressista". Emiliano ha aggiunto che "probabilmente a febbraio dell'anno prossimo andremo a elezioni, e in quella occasione non ci sono i pacchi delle tessere, non puoi chiamare i romeni a votare alle primarie, lì vanno a votare gli italiani". "E a febbraio dell'anno prossimo dobbiamo presentare un Pd capace di essere vicino agli italiani, capace di risolvere i problemi".

21:31De Luca: niente scuse alla ‘signora dei 5 Stelle’

(ANSA) - SANTA MARIA A VICO (CASERTA), 27 MAR - Niente scuse alla "signora dei Cinque Stelle" Valeria Ciarambino, anzi, i grillini "vadano al diavolo": al contrario, rilancia il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che oggi, durante un incontro tenuto alla Scuola Giovanni XXIII di Santa Maria a Vico (Caserta), è tornato sulla polemica scoppiata venerdì durante la seduta del Consiglio Regionale quando aveva definito "chiattona" la capogruppo M5s in consiglio regionale Ciarambino.

21:28Calcio: caso Barzagli, Ventura “sorpreso a 360 gradi”

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - "Sono rimasto molto stupito, a 360 gradi". Così il ct degli azzurri, Gian Piero Ventura, commenta il caso Barzagli e la polemica seguente alla vigilia di Olanda-Italia. "Il giocatore è venuto, ha disputato una partita importante e poi mi ha chiesto se poteva andare via in anticipo per problemi con la moglie - ha aggiunto Ventura -. Una cosa anomala ma abbiamo deciso di andargli incontro. Quello che è successo dopo non lo so. Ho visto la foto mi ha stupito, ma Andrea mi ha chiamato, ha chiarito. Altrimenti sarei rimasto deluso". Sorpresa, e un po' di rabbia, per le critiche ricevute da Sacchi sul gioco degli azzurri nella gara con l'Albania: "Ho provato delusione e curiosità dopo aver letto le critiche. Delusione perchè ho sempre apprezzato Arrigo, curiosità perchè mi sembra che abbia fatto un po' di confusione. Ho rivisto alcune partite dell'Italia a inizio di Usa '94: con l'Irlanda il primo tiro è arrivato al 70'. Altro era il gioco del Milan. A volte magari serve un un pizzico di riflessione in più".

21:09Calcio: De Rossi, anche nel 2006 il Mondiale era un sogno

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - "Inseguiamo certamente il sogno del Mondiale, altrimenti non saremmo qui. Ricordo nel 2006, quando eravamo con Lippi, il titolo non era una cosa vicina, ma poi è successo". Lo ha detto Daniele De Rossi nella conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole con l'Olanda, ad Amsterdam. "Vedo dei giovani destinati a stare a lungo in Nazionale - ha aggiunto il 33enne centrocampista - Donnarumma e Belotti sono già a livelli altissimi. Poi c'è Gagliardini: non ha ancora esordito e non voglio portargli sfortuna, ma io già tempo fa capii che avrebbe fatto strada. Non siamo la Nazionale del 2006, però c'è continuità con quella di Conte: siamo quelli lì, con quella mentalità, e i nuovi arrivati si stanno adattando a quella linea. Compreso l'allenatore. La mia carriera con poche vittorie nella Roma? Non ho rimpianti. È una scelta che ho fatto consapevolmente, anche se dal punto di vista professionale poteva non essere la migliore. Ma le mie soddisfazioni me le sono tolte con la Nazionale e qualcuna anche con la Roma".

Archivio Ultima ora