Un milione di arrivi in Europa nel 2015, 3.700 morti in mare

Pubblicato il 22 dicembre 2015 da redazione

A young man gestures after disembarking from a dinghy at a beach on the Greek island of Lesbos after crossing the Aegean sea from the Turkish coast, Saturday, Nov. 14, 2015. (ANSA/AP Photo/Santi Palacios)

A young man gestures after disembarking from a dinghy at a beach on the Greek island of Lesbos after crossing the Aegean sea from the Turkish coast, Saturday, Nov. 14, 2015. (ANSA/AP Photo/Santi Palacios)

BRUXELLES. – Il flusso di migranti più elevato dalla Seconda guerra mondiale, quattro volte le cifre dell’anno scorso. Un’onda lunga un milione di persone, di cui la metà siriani, che nel 2015 ha attraversato il Mediterraneo per cercare rifugio in Europa sbarcando sulle coste dell’Italia e della Grecia. E almeno 3.700 sono morti annegati nelle sue acque. Gli ultimi 11, tra cui tre bambini, ieri in Turchia dove una barca che tentava di raggiungere l’isola greca di Samos si è capovolta.

E’ la fotografia scattata negli ultimi dati dell’anno resi noti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni insieme all’Unhcr, che chiedono un sistema di migrazione “legale e sicura”. L’Italia si è vista arrivare 144.200 migranti negli ultimi 12 mesi. Ma non bisogna parlare di invasione, ha però sottolineato il premier Matteo Renzi, invitando ad agire invece di trincerarsi dietro “slogan”.

E proprio ieri è stato aperto l’hotspot di Trapani per la registrazione dei migranti come richiesto dall’Ue, invitata però dal ministro dell’interno Angelino Alfano a fare i rimpatri, “altrimenti il sistema collassa”.

Al 21 dicembre, secondo i dati Oim e Unhcr, sono stati 972mila i migranti ad aver attraversato il Mediterraneo, e oltre 34mila sono arrivati in Bulgaria e Grecia dopo esser passati via terra dalla Turchia. Sono invece 3.692 le persone morte o disperse in mare.

“Il totale rappresenta il flusso migratorio più elevato dalla Seconda guerra mondiale”, ricorda l’Oim: l’anno scorso i migranti erano stati un quarto, 219mila. E di questo milione di persone, “una persona su due, cioè mezzo milione di persone”, sono “siriani che scappavano dalla guerra”. Degli altri, il 20% sono afghani e il 7% iracheni.

Dei 144mila sbarcati in Italia, 129mila arrivano dalla Libia, e sono ben il 12,9% in meno rispetto al 2014. Alfano ha spiegato che si tratta di eritrei (+10,3%), e soprattutto nigeriani (+124,1) e somali (+95,3%).

“C’è una minoranza di partiti politici italiani che fa polemica e dice che c’è un’invasione di migranti”, ha attaccato Renzi, portando ad esempio il Libano che “è 15 volte più piccolo dell’Italia, ha quattro milioni di abitanti, non sessanta, eppure accoglie con grandi valori umani e grande senso della civiltà un milione e mezzo di rifugiati, dieci volte il numero accolto dall’Italia quest’anno. Questo dà il senso delle proporzioni”.

Il messaggio del premier è chiaro: bisogna “smettere con gli slogan e iniziare a fare le cose concrete per affrontare il problema rifugiati”. L’Italia, con l’apertura dell’hotspot di Trapani, cerca intanto di rispondere alle richieste di Bruxelles, che una settimana fa ha aperto una procedura d’infrazione per il mancato raccoglimento delle impronte digitali dei migranti.

E sono ripresi anche i ricollocamenti Ue: 24 rifugiati, di cui 20 eritrei e 4 siriani, sono stati trasferiti ieri dall’Italia in Finlandia, facendo salire a 184 i ricollocati ‘italiani’. La cifra complessiva, però, resta drammaticamente bassa: inclusi quelli dalla Grecia, sono appena 266 i ricollocamenti totali in due mesi, sui 160mila previsti in due anni.

Il presidente Usa Barack Obama, intanto, ha annunciato per il prossimo anno un summit Onu sulla crisi globale dell’immigrazione. Sempre che non sia troppo tardi.

(di Lucia Sali/ANSA)

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