Ucciso il capo dei ribelli jihadisti in Siria

Ucciso in un raid avvenuto alle porte di Damasco di Zahran Allush, capo della più importante formazione dell'opposizione islamista nella regione, il Jaysh al Islam
Ucciso in un raid avvenuto alle porte di Damasco di Zahran Allush, capo della più importante formazione dell'opposizione islamista nella regione, il Jaysh al Islam
Ucciso in un raid avvenuto alle porte di Damasco di Zahran Allush, capo della più importante formazione dell’opposizione islamista nella regione, il Jaysh al Islam

BEIRUT. – Potrebbe portare un duro colpo ai nuovi negoziati di Ginevra sulla Siria, ancor prima del loro inizio il mese prossimo, l’uccisione in un raid avvenuto alle porte di Damasco di Zahran Allush, capo della più importante formazione dell’opposizione islamista nella regione, il Jaysh al Islam (Esercito dell’Islam).

Forte di 20 mila miliziani e sostenuto dall’Arabia Saudita, l’organizzazione è nemica dell’Isis, ma si ispira pur sempre ad un’ideologia fondamentalista ed è accusata di violenze contro gli alawiti, seguaci della stessa setta sciita del presidente Bashar al Assad. Tuttavia, alcune settimane fa, Allush aveva partecipato ad una riunione delle forze di opposizione a Riad per preparare la strategia in vista dell’avvio dei colloqui a gennaio con una delegazione governativa, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

“L’attacco è un tentativo di far fallire gli sforzi dell’Onu per una soluzione politica”, ha affermato in un comunicato la Coalizione nazionale delle forze rivoluzionarie e dell’opposizione.

Allush è stato ucciso con 13 persone, tra cui altri cinque dirigenti del Jaysh al Islam, in un raid a Otaya, nella regione della Ghuta orientale. Il regime siriano, che considera l’Esercito dell’Islam un’organizzazione terroristica, si è assunto la paternità dell’azione, ma all’interno dell’opposizione diverse voci l’hanno attribuita ai russi.

Secondo la tv Al Manar del movimento sciita libanese Hezbollah, Allush aveva avuto un ruolo anche in una tregua per consentire la partenza di circa 2.000 jihadisti, compresi miliziani dell’Isis e del Fronte Al Nusra, assediati nel campo palestinese di Yarmuk, alla periferia di Damasco. E proprio la sua uccisione avrebbe ritardato le partenze, che sarebbero dovute cominciare già ieri. Dai colloqui di Ginevra, oltre all’Isis e ad Al Nusra, branca siriana di Al Qaida, saranno esclusi i gruppi ‘terroristi’.

Secondo l’agenzia russa Novosti, che cita il vice ministro degli Esteri Gennady Gatilov, Mosca e Washington hanno già trovato un’intesa sulle formazioni da elencare come tali in un’apposita lista, ma sulla sua composizione non sono state fornite indiscrezioni.

Nessun nome è stato fatto nemmeno dopo l’annuncio di Alexander Bortnikov, capo del Servizio di sicurezza federale russo, secondo il quale Mosca ha individuato i gruppi che hanno organizzato l’attentato contro l’aereo russo in Egitto, esploso in volo lo scorso ottobre con a bordo 224 persone.

Altri 25 cristiani di rito assiro, presi in ostaggio dall’Isis in Siria da oltre 10 mesi, sono intanto stati rilasciati. I prigionieri facevano parte di un gruppo di 230 cristiani catturati dai miliziani del Califfato che lo scorso febbraio nella valle del Khabur. Fino ad oggi 140 ne sono stati rilasciati dietro il pagamento di ingenti riscatti.

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