Dagli studenti degli Istituti Alberghieri le ricette della tradizione natalizia

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ROMA. – Dalla fracchiata abruzzese al frico friulano, dai canederli altoatesini alla ribollita toscana. E’ un “Buone feste” da leccarsi i baffi quello arrivato quest’anno dal ministero dell’Istruzione. Sul sito del dicastero di viale Trastevere, in occasione del Natale, è stato pubblicato un libro di cucina molto originale: “Ricette di altri tempi. La cucina povera”.

La raccolta rappresenta un percorso di storia gastronomica alla riscoperta delle specialità e dei prodotti locali. Le ricette sono state recuperate, in collaborazione con alcuni Istituti scolastici del settore alberghiero e della ristorazione, dalla ricca tradizione della cucina regionale italiana.

Le più grandi creazioni dell’arte culinaria sono avvenute un po’ per caso, un po’ per fantasia, un po’ per necessità: piccoli accorgimenti, trovate geniali e abbinamenti impensati hanno dato vita a una tradizione popolare cosiddetta “cucina povera”, semplice ma gustosa.

La “cucina povera” – si spiega nella prefazione all’agile prontuario (un centinaio di pagine che offrono sul web anche le foto dei piatti descritti) – ha una tradizione antica, è quella del popolo, dei contadini, delle classi povere; essa è espressione dell’arte della cucina che si mescola con un’altra arte, ben conosciuta, quella di arrangiarsi.

Comprende ricette preparate con ingredienti semplici e genuini, secondo la tradizione locale, utilizzando ciò che è disponibile in casa, compresi gli avanzi del giorno prima. Richiede poca spesa e molta fantasia.

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