Il “Tavolo dell’Unità” potrebbe incrementare il numero dei Magistrati della Corte Suprema

Pubblicato il 27 dicembre 2015 da redazione

Colectivos en marcha

Colectivos en marcha

CARACAS – Non si sa se il destino finale del corteo convocato dai Colectivos “Trabajadores Hijos e Hijas de la Revolución”, “Resistencia Antimperialista”, “Foro Energético”, “Terepaima”, “Vive”; dai movimenti “Corriente Revolucionaria Bolívar y Zamora” e dal partito “Patria Para Todos”, sarà la sede del Parlamento.

Ma certamente l’annuncio di una grande manifestazione “a sostegno della Rivoluzione e in difesa delle conquiste della classe popolare”, il giorno dell’insediamento del nuovo Parlamento composto in maggioranza con le forze di opposizione, suona come una minaccia e non contribuisce a creare il clima sereno post-elettorale che in epoca natalizia vorrebbero tutti i venezuelani.

E’ ancor meno rassicurante che la “grande manifestazione” sia stata convocata dai Colectivos che (non tutti fortunatamente) sono considerati il “braccio armato” del Psuv e alla vigilia e all’indomani delle elezioni parlamentari, hanno seminato il panico un po’ ovunque con le loro scorribande.

Il 2015 pare destinato a spegnersi lentamente in un contesto politico di aspro confronto ravvivato dalla decisione dell’attuale Assemblea Nazionale di nominare 13 Magistrati e 21 Supplenti della Corte Suprema di Giustizia. Un’elezione atipica, realizzata apparentemente in gran fretta dal Parlamento ancora controllato dal Psuv, per assicurarsi la maggioranza filo-governativa nella Magistratura.

La decisione polemica è stata immediatamente analizzata e deplorata dai deputati della nuova maggioranza parlamentare, che assumerà le funzioni il 5 gennaio, e il segretario Esecutivo del “Tavolo dell’Unità” ha già dichiarato che, se necessario, la nuova maggioranza parlamentare potrebbe seguire l’esempio del Psuv e, come fatto anni fa dall’AN a maggioranza “chavista” provvedere alla riforma della Magistratura e all’incremento del numero degli integranti della Corte Suprema così da assicurare all’organismo indipendenza e autonomia.

Politica nazionale, quindi, in fibrillazione. E il paese, complice anche l’acuta crisi economica, sull’orlo del baratro. Analisti ed esperti nei fenomeni sociali avvertono circa il pericolo che la rabbia e l’impotenza delle classi popolari, ormai alla fame, possano sfociare in manifestazioni di intolleranza politica; espressioni di malcontento di tale violenza da obbligare l’intervento risolutivo delle Forze dell’Ordine e, chissà, come già accaduto in passato, l’azione dell’Esercito e la decisione di decretare il “coprifuoco a livello nazionale”.

Ad aggravare la congiuntura politica, l’aspra polemica aperta dal partito di Leopoldo López (il leader radicale condannato a quasi 14 anni di carcere). Voluntad Popular, in questi giorni ha sferrato un attaccato a fondo contro l’ex candidato alla presidenza della Repubblica e Governatore dello Stato Miranda, Henrique Capriles Radonski, reo di essersi detto contrario alla “Salida”, la proposta di Leopoldo López e dei suoi simpatizzanti.

Mentre Carlos Vecchio, ha accusato il leader dell’ala moderata dell’opposizione di non aver avuto il coraggio di difendere il suo trionfo, nelle scorse elezioni presidenziali; Leopoldo López Gil, padre di Leopoldo López, ha attaccato duramente Capriles Radonski “ringraziando il cielo”, in un twitt, “che Capriles sia solo Governatore”.

La polemica corre il rischio di dividere la già debole opposizione tra “falchi” e “colombe”, tra simpatizzanti della linea dura, difesa dall’ala radicale della Mud, quella più moderata, sostenuta dai maggiori partiti dell’Opposizione.

Dal canto suo, Ismael García, neo-deputato all’AN, non ha dato grande importanza all’elezione dei nuovi magistrati, definendola “un’azione disperata” e ha ribadito che tra le prime leggi approvate dal Parlamento vi dovrà essere quella che consegni definitivamente il titolo di proprietà delle case della “Misión Vivienda” ai venezuelani.

(Mauro Bafile/Voce)

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