Usa: monta la polemica sulla polizia, 1.000 vittime civili nel 2015

Pubblicato il 27 dicembre 2015 da redazione

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NEW YORK. – La polizia americana finisce di nuovo nel mirino. Solo nel 2015 agenti hanno sparato e ucciso quasi 1.000 civili. Dati che tornano ad alimentare le polemiche sulla polizia violenza e sull’uso eccessivo della forza.

A riaprire il dibattito la morte a Chicago, per mano di un agente, di due afroamericani, un ragazzo di 19 anni con disturbi mentali e una donna di 55 anni madre di cinque figli. Un caso che riaccende le polemiche contro il Dipartimento di Polizia della città, il secondo più grande degli Stati Uniti dopo quello di New York, già al centro di un’indagine federale per il video che mostra un agente bianco sparare per 16 volte contro un ragazzo afroamericano di 17 anni, Laquan McDonald.

Il caso è del 2014 e le autorità della città hanno cercato di mantenere il video segreto fino a qualche settimana fa, quando è stato pubblicato innescando una serie di proteste. L’incidente di Chicago alimenta le tensioni contro la polizia. E riaccende le polemiche a livello nazionale sull’uso eccessivo di forza da parte degli agenti.

Nel 2015 la polizia ha sparato e ucciso quasi 1.000 civili. I casi di un agente bianco che uccide un afroamericano sono il 4%. Le altre vittime avevano armi, disturbi mentali o sono scappate quando la polizia ha intimato loro di fermarsi.

I dettagli dell’ultimo incidente a Chicago sono ancora pochi. La donna, Bettie Jones, è stata uccisa accidentalmente mentre cercava di aprire la porta agli agenti. La polizia è intervenuta per rispondere a una chiamata per rumori molesti e si sarebbe trovata a far fronte a un “soggetto aggressivo che ha spinto l’agente a tirare fuori l’arma” afferma la polizia. Il soggetto era Quintonio LeGrier: il ragazzo si comportava in modo strano, agitandosi al secondo piano dell’edificio in cui abitava il padre con in mano un bastone metallico. La polizia ha sparato e lo ha ucciso.

Il ragazzo era uno studente universitario, con disturbi mentali. Le famiglie di LeGrier e Jones chiedono spiegazioni, soprattutto sull’addestramento degli agenti, forse non adeguatamente preparati per gestire persone con disturbi mentali.

Chiamare la polizia è “come chiamare per aiuto e poi perdere qualcuno. Questo deve finire” afferma Janet Cooksey, la madre di LeGrier. “Dicono che ci sarà un’indagine sull’ incidente, già so come si risolverà. Sappiamo tutti come si risolverà” mette in evidenza il fidanzato di Jones. Le autorità hanno avviato un’indagine.

Ma le polemiche non si fermano. Fino a pochi giorni ci sono state proteste contro la polizia, che sono costate il posto al responsabile del Dipartimento. In molti hanno chiesto anche le dimissioni del sindaco Rahm Emanuel. Le autorità cercano di allentare la tensione. “Capiamo che tutti vogliono risposte sull’accaduto, offriremo tutte le informazioni al momento appropriato, chiediamo pazienza”.

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