Cina, addio al figlio unico in nome della crescita

Pubblicato il 27 dicembre 2015 da redazione

A file photo shows newborn babies in the nursery at the Hong Kong Adventist Hospital, Hong Kong, China, 08 March 2012.   ANSA/ALEX HOFFORD

A file photo shows newborn babies in the nursery at the Hong Kong Adventist Hospital, Hong Kong, China, 08 March 2012. ANSA/ALEX HOFFORD

ROMA. – Finisce l’era del figlio unico in Cina. L’Assemblea Nazionale del Popolo ha adottato la legge che autorizza le coppie ad avere due figli, annunciata alla fine di ottobre dal Plenum del Comitato centrale del Partito Comunista e, in contemporanea, ha varato la prima legge contro le violenze domestiche che conferisce protezione legale alle vittime di abusi tradizionalmente tenuti sotto silenzio.

Dopo 35 anni cambia il modello di pianificazione familiare con l’obiettivo di contrastare l’invecchiamento della popolazione, correggere lo squilibrio di genere causato dagli aborti selettivi delle coppie che preferivano avere un figlio maschio e aggiungere 30 milioni di persone alla forza lavoro antro il 2050 quando – secondo le proiezioni – un quarto dei cittadini cinesi avrà più di 65 anni.

L’imposizione alle coppie di non avere più di un figlio è stata un successo, secondo la valutazione delle autorità: se non fosse stata varata questa legge e non fosse stata applicata severamente – con multe, licenziamenti dai posti pubblici e aborti forzati – la popolazione, che è di 1,39 miliardi di persone, ne conterebbe oggi 400 milioni in più.

Ma quella che era una scelta nata per contrastare la povertà ora è diventata un ostacolo alla crescita e all’espansione del mercato interno. Di qui il cambio di rotta, deciso il 29 ottobre, formalizzato ieri e in vigore dal primo gennaio 2016, ma che già nel 2013 era stato ‘annunciato’ da un allentamento della politica del figlio unico.

Era stato lo stesso presidente Xi Jinping, ai primi di novembre, a precisare che l’abbandono della politica del figlio unico potrà portare a “ridurre la pressione di una popolazione che sta invecchiando e a incrementare la forza lavoro”.

Xi aveva sottolineato che senza una crescita di almeno il 6,5% all’anno non sarà possibile raggiungere l’obiettivo fissato dal Comitato centrale di un raddoppio in termini assoluti entro il 2020 del Pil e del reddito pro capite che oggi è di 7.800 dollari l’anno (contro i 55 mila degli Usa e i 36 mila del Giappone).

Ma il problema, ora, è che nulla assicura che la “legge dei due figli” porti ad un aumento della popolazione. Le giovani coppie, soprattutto nelle realtà urbane, scelgono in maggioranza di avere un solo figlio, secondo i sociologi, per il costo della vita nelle metropoli, dove, per esempio – i prezzi degli appartamenti e dell’istruzione possono essere affrontati solo se entrambi genitori contribuiscono al reddito della famiglia.

(di Eloisa Gallinaro/ANSA)

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