Un intenso 2016 per il Papa, tanti progetti da completare

Roma 14/02/2014 Festa di San Valentino Papa Francesco riceve in udienza in Piazza San Pietro coppie di fidanzati Ph: Cristian Gennari/Siciliani
Roma 14/02/2014 Festa di San Valentino Papa Francesco riceve in udienza in Piazza San Pietro coppie di fidanzati Ph: Cristian Gennari/Siciliani
Roma 14/02/2014
Festa di San Valentino
Papa Francesco riceve in udienza in Piazza San Pietro coppie di fidanzati
Ph: Cristian Gennari/Siciliani

CITTA’ DEL VATICANO. – E’ come se, dopo tre anni di pontificato, il 2016 rappresentasse l’anno in cui raccogliere finalmente i risultati nei tanti terreni dove papa Francesco ha seminato. E’ un altro anno cruciale quello che attende il Pontefice argentino, ed ancor più importante perché dalla fase della progettualità messa in campo in tanti settori, si deve passare ora a quella della maturazione e della raccolta dei frutti. E su questo Bergoglio, che 10 giorni fa ha compiuto 79 anni, non ha mai nascosto una certa, operosissima fretta.

Dal Giubileo che ora procede spedito – nonostante la coincidenza con l’escalation terroristica su scala globale ne abbia un po’ fiaccato le attese numeriche in termini di pellegrini – alle fila da tirare dei due Sinodi dei Vescovi sulla famiglia, dalla riforma della Curia da condurre in porto alle strategie nei campi della diplomazia e delle azioni di pace: molti sono i fronti che vedono impegnati Bergoglio e la Santa Sede, proprio in un anno, tra l’altro, in cui la “terza guerra mondiale a pezzi” così battezzata dal Pontefice fa sentire sempre più le sue ombre minacciose, accentuate dalle paure e dagli orrori sparsi dal terrorismo islamista, giunti fin nel cuore dell’Europa, e non solo.

Proprio col Giubileo straordinario papa Francesco ha posto la sua Chiesa e il suo pontificato sotto l’insegna della “misericordia”, di un cristianesimo fondato sul perdono, l’accoglienza del diverso, la tenerezza, la comprensione dell’altro, in contrasto con una fede che altri vogliono arcigna, fatta di giudizi e di condanne, che dice più ‘no’ che ‘sì’.

E non è un caso che proprio nell’Anno giubilare, con tutta probabilità questo febbraio, Bergoglio pubblicherà l’esortazione che scaturisce dal doppio Sinodo sulla famiglia: e anche qui la misericordia sarà protagonista, in particolare verso le situazioni delle famiglie “irregolari”, come anche verso i divorziati risposati, per il cui ritorno ai sacramenti è stata studiata la soluzione del “caso per caso”, in un’ottica “penitenziale”, da affidare alla valutazione del confessore sotto l’egida del vescovo diocesano.

Nel 2016, proprio per i tanti impegni del Giubileo, Francesco limiterà il numero dei viaggi: per ora sono in programma il Messico dal 12 al 18 febbraio (una “costola” di quello dello scorso settembre a Cuba e negli Usa) e la Polonia il prossimo luglio per la Gmg di Cracovia, anche questo un evento dell’Anno Santo, in quanto “Giubileo dei giovani”.

Rinviata al 2017, invece (quando il cardinale arcivescovo Angelo Scola avrà già compiuto 75 anni), la visita che era stata fissata per il 7 maggio a Milano. E altre in Italia per ora non sono in vista. Un grande evento giubilare sarà anche la canonizzazione di Madre Teresa, prevista per il prossimo 4 settembre nell’anniversario della morte: i vescovi indiani hanno chiesto che si faccia a Calcutta, e si vedrà cosa deciderà il Papa.

Sempre nel nuovo anno prenderà forma pressoché definitiva la riforma della Curia, anche se sessioni del “Consiglio dei nove cardinali” (C9) sono state programmate fino a tutto dicembre 2016: dopo le già costituite Segreterie per l’Economia e per le Comunicazioni (in quest’ultimo campo ci saranno avvicendamenti, come quello già annunciato del giornalista ex-Fox News Greg Burke al posto di padre Ciro Benedettini alla vice-direzione della Sala stampa vaticana), vedranno la luce due nuovi dicasteri, il “laici, famiglia e vita”, con l’accorpamento dei rispettivi Pontifici Consigli e Accademia, e il “giustizia, pace e migrazioni”, anch’esso frutto di fusioni di attuali Consigli.

Non rappresenterà un ostacolo per la riforma, anzi un incentivo ad andare avanti, come ha detto lo stesso Bergoglio, l’esito dello scandalo “Vatileaks 2”, con la conclusione del processo con cinque imputati, in procinto di riprendere a febbraio dopo gli accertamenti tecnici richiesti dalla difesa.

In attesa di un possibile Concistoro per la nomina di nuovi cardinali (nel 2016 ben dieci porporati compiranno gli 80 anni, portando il numero degli elettori a soli 107, ben al di sotto del ‘tetto’ di 120 fissato da Paolo VI e confermato da Giovanni Paolo II), per Bergoglio restano ferme sul tavolo di lavoro le priorità dei rapporti con le altre religioni, dell’azione diplomatica e della pace.

Il Giubileo ha tra i caposaldi anche quello del dialogo con ebrei e musulmani, e se il 17 gennaio il Papa andrà in visita alla Sinagoga di Roma, terzo Pontefice nella storia, non è escluso anche un gesto altamente simbolico verso l’Islam.

Nella diplomazia, in cui la Santa Sede è tornata fortemente attiva – un anno fa veniva annunciato lo storico disgelo tra Cuba e Stati Uniti cui il Vaticano ha ampiamente contribuito -, c’è un dossier che per papa Francesco è fondamentale: la Cina. Il dialogo con Pechino è ripreso dopo anni di gelo, ed è possibile che importanti novità maturino.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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