Il Cremlino dona per Capodanno un libro con le profezie di Putin

Pubblicato il 28 dicembre 2015 da redazione

putin

MOSCA. – Dopo le profezie di Nostradamus, quelle di Vladimir Putin. E’ più o meno l’idea che sta alla base del volume ‘Parole che cambiano il mondo’ – ovvero una raccolta dei principali discorsi e interventi pronunciati dal presidente russo nel corso degli anni a partire dal 2003 – visto che, come nota l’ideatore ed editore del libro, Anton Volodin, “le dichiarazioni di Putin tendono a divenire realtà”.

Meglio dunque prendere nota. Tanto che un altro Volodin – Vyacheslav, capo del dipartimento della Politica Interna dell’ufficio del Presidente – ha ben pensato di inviarlo come ‘regalo di fine anno’ a politici e funzionari sparsi in tutta la Russia.

“Volodin ci ha parlato del libro: ha detto che dovrebbe stare sulla scrivania di ogni politico”, racconta al quotidiano economico Rbk una fonte presente a un incontro con oltre 50 membri delle alte istituzioni russe. Cosa che, con ogni probabilità, avverrà per davvero. Il libro infatti è stato spedito a deputati, governatori regionali, alti funzionari e rappresentanti della società civile.

Il biglietto che lo accompagna, scritto dall’influente capo della Politica Interna, che ricopre anche la carica di primo vice presidente dell’ufficio di amministrazione di Putin, nota che vada inteso come una guida “ai valori e ai principi” che ispirano il Cremlino.

Anton Volodin – presidente del movimento giovanile pro-Putin ‘Rete’ – si spinge invece oltre: “Le parole di Putin possono essere descritte come profezie”, dice a Rbk. Un esempio. Il libro si apre con il discorso di Putin all’Onu nel 2003. La ‘profezia’ – evidenziata in grassetto – in questo caso è contenuta nella frase “la distruzione delle istituzioni-chiave per la sicurezza internazionale sono una garanzia per gettare il mondo nel caos”.

Il commento che accompagna il passaggio è chiaro: “Se chi sedeva all’Assemblea Generale avesse ascoltato queste parole il mondo oggi sarebbe un luogo diverso”. ‘Rete’, va detto, riceve regolarmente fondi dal Cremlino e secondo il blogger e dissidente Alexei Navalni lo scorso giugno il movimento ha beneficiato di altri 70 milioni di rubli in donazioni attraverso varie Ong.

Secondo ‘Rete’, ad ogni modo, i fondi statali non sono stati usati per pubblicare il libro. Che, paradossalmente, si è rivelato una specie di boomerang per il Cremlino. Sul web, infatti, si è scatenata la classica contro-informazione a colpi di battute ed è nato un hashtag su Twitter – #zitatiPutina – per raccogliere le ‘profezie’ che non hanno trovato spazio nella raccolta. Come quella secondo cui l’economia mondiale “sarebbe crollata” se il prezzo del petrolio fosse sceso “sotto gli 80 dollari al barile”.

Seguono poi frasi famose di Putin che, sebbene non possano essere catalogate come ‘profezie’, certamente restano nelle mente dei russi: da “noi abbiamo le leggi, ma la vita è più complicata” a “Nemtsov ha scelto la via della lotta politica ma questo non significa che una persona debba essere necessariamente uccisa”.

Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha comunque bloccato sul nascere ogni possibile ‘speculazione’ dichiarando di non “sapere nulla” del libro e di non poter dunque rispondere alle domande dei giornalisti.

(di Mattia Bernardo Bagnoli/ANSA)

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