Le auto si fermano a Milano, ma lo smog aumenta

Una panoramica del centro di Milano, giovedì 28 gennaio 2010. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA
Una panoramica del centro di Milano, giovedì 28 gennaio 2010.  DANIEL DAL ZENNARO/ANSA
Una panoramica del centro di Milano, giovedì 28 gennaio 2010. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA

MILANO. – La tabellina sulla qualità dell’aria in Lombardia viene diffusa in mattinata e i numerini in neretto, quelli che evidenziano lo sforamento del Pm10, sembrano risaltare ancora più sinistri. A Milano sono gli stessi dei giorni precedenti. Anzi, persino peggiori.

Nonostante il blocco delle auto dalle 10 alle 16, la concentrazione di polveri sottili è infatti aumentata. Il Pm10 tocca quota 67 microgrammi al metro cubo in zona Pascal (l’altro ieri era 57), aumenta di 3 punti nella centrale Senato (da 63 a 66). Sembra quasi ironico il dato di Busto Arsizio, città del varesotto dove non è stato attuato alcun blocco. L’altro ieri era la città maglia nera in Lombardia con 126 microgrammi al metro cubo, ieri è sceso a 75.

“Questo forse vuol dire che il Pm10 non dipende dalle auto che circolano?”, ironizza il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. “Le valutazioni andranno fatte solo dopo le tre giornate di blocco”, replica subito il Comune di Milano che si è trovato quasi da solo in questa battaglia, seguito da 13 paesi su 120 della cosiddetta Città Metropolitana.

“Il blocco fatto così non serve a nulla’, ribattono in tanti, tra i primi il governatore lombardo Roberto Maroni, secondo il quale servono 2 miliardi per misure strutturali, e Mariastella Gelmini, vice coordinatore vicario di Forza Italia alla Camera.

Milano l’altroieri ha vissuto il suo 99/o giorno con il Pm10 fuorilegge (il limite normativo è di 35), e il 34/o consecutivo sottolinea l’Arpa, Azienda Regionale per la Protezione dell’ambiente, che si occupa delle rilevazioni e o poi diffonde quotidianamente i dati. Certo è lontano il record di 162 giorni del 2002, ma la città si era abituata ad annate meno negative, come i 68 dello scorso anno e gli 81 del 2013.

“I primi dati dell’Arpa restituiscono un quadro sostanzialmente simile alle giornate festive precedenti – dicono dal Comune – Valutazioni più puntuali andranno ovviamente fatte a conclusione delle tre giornate, ma la misura è stata già utile a contenere i livelli di inquinanti nell’aria in una fase di alta pressione”.

Senza il blocco, in altre parole, i numerini in neretto sulla tabellina Arpa potevano essere ancora più negativi. La stessa Arpa nella sue previsioni meteo non sembra dare speranze immediate di miglioramento. Perturbazioni e vento che potrebbero contribuire a disperdere le polvere sottili non arriveranno prima del 2 gennaio.

Intanto ieri, secondo giorno di blocco dalle 10 alle 16, i vigili urbani hanno effettuato 1700 controlli (200 in più di ieri) e sanzionato 310 trasgressori (ieri 300). Oggi ancora motori fermi.

(di Marisa Alagia/ANSA)