Discorso di fine anno del Presidente, da politica plausi e pochi distinguo

Pubblicato il 02 gennaio 2016 da redazione

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 05-06-2014 Roma Cronaca Celebrazione del 200° anniversario di fondazione dell'Arma dei Carabinieri Nella foto Piero Grasso, Matteo Renzi, Sergio Mattarella, Angelino Alfano

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
05-06-2014 Roma
Cronaca
Celebrazione del 200° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri
Nella foto Piero Grasso, Matteo Renzi, Sergio Mattarella, Angelino Alfano

ROMA. – Un discorso diretto al “cuore degli italiani” e segnato da un realismo mirato, per toccare i veri problemi degli italiani: il mondo della politica plaude al primo messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, oltre ad incassare le congratulazioni di tutte le forze di maggioranza, ‘buca’ anche il fronte dell’opposizione che vede, nel passaggio sui migranti, anche un “monito” al governo.

Il primo a complimentarsi, pochi minuti dopo la fine del messaggio, è stato il presidente emerito Giorgio Napolitano. Subito dopo, invece, è stato il premier Matteo Renzi a telefonare al Colle, congratulandosi per un “discorso diretto al cuore degli italiani, e pieno di amore dell’Italia”.

Al premier ha “colpito”, in particolare, “la sottolineatura della lotta contro il pregiudizio e la diffidenza nella vita quotidiana dei bambini, con un occhio partecipe sul tema delle migrazioni e della necessaria integrazione”. Temi che, nel 2015, hanno segnato una delle battaglie più accese dell’Europa a Bruxelles.

E se la presidente della Camera Laura Boldrini osserva come il “mettere al centro le difficoltà e le speranze della vita quotidiana delle persone” abbia “profondo significato politico”, il presidente del Senato, Pietro Grasso, cita il capo dello Stato e ricorda che “siamo tutti chiamati ad aver cura della Repubblica”.

Unanime è il plauso di Pd e Ap, con il ministro dell’Interno Angelino Alfano che rimarca i “meriti riconosciuti di chi si è impegnato per la sicurezza”. Per il presidente del Pd, Matteo Orfini, quello di Mattarella è stato “un discorso forte e autorevole” mentre l’ex segretario Dem Pierluigi Bersani, su twitter, osserva: “Il presidente è uscito dal Palazzo, ha parlato con semplicità e senza politicismi, è andato al cuore dei problemi veri degli italiani. Davvero un bell’esordio”.

E, rispetto all’ultimo discorso di Giorgio Napolitano, ben meno agguerrita è la trincea delle opposizioni. L’unico, vero, attacco frontale arriva da Beppe Grillo che nel suo contro-messaggio definisce Mattarella “un ologramma dell’ologramma”, presidente di un Paese tacciato anch’esso di essere “un ologramma”.

Silenzio invece, dal M5S, sul messaggio del presidente laddove la Lega, con Matteo Salvini, attacca Mattarella per aver “difeso la legge Fornero”, ma, sul tema dei migranti, esulta: “persino lui ci dà regione”. L’accoglienza e il rigore, richiamati dal Capo dello Stato come priorità nelle politiche sull’ìmmigrazione piace anche a Fdi e a FI, con il capogruppo al Senato Paolo Romani che osserva come, anche su lavoro e Sud, dal Colle arrivi un forte “monito” al governo.

Netto anche l’apprezzamento di Sinistra Italiana (“è un discorso nel quale ci riconosciamo pienamente”) laddove Cisl e Uil ringraziano Mattarella per il “richiamo ai valori del lavori”. Di tutt’altro tenore, infine, il commento di Marco Pannella. “Ha espresso il nulla che è quello che in Italia ci dà un regime, e non uno Stato”, è lo strale lanciato dal leader radicale, secondo il quale Mattarella ha ignorato le “violazioni del diritto” per cui l’Italia “è formalmente condannata”.

(di Michele Esposito/ANSA)

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