Parigi, giro vite di Valls. L’Osservatore Romano attacca Charlie

Pubblicato il 05 gennaio 2016 da redazione

Copertina anniversario Charlie Hebdo

PARIGI. – E’ imminente un giro di vite antiterrorismo in Francia, mentre l’Osservatore Romano attacca pesantemente Charlie Hebdo e la sua copertina con Dio che fugge con la mitragliatrice, parlando di “fede manipolata”.

L’arsenale antiterrorismo della Francia, un anno dopo l’inizio dell’offensiva della jihad, è quasi pronto. Manuel Valls vuole che le misure straordinarie dello stato di emergenza diventino legge, garantendo più poteri e più protezione alla polizia e maggior discrezionalità ai procuratori. Il progetto di legge di “rafforzamento della lotta alla criminalità organizzata e al suo finanziamento, dell’efficacia e delle garanzie della procedura penale” dovrebbe essere pronto a metà febbraio, anticipa Le Monde.

Non in tempo, quindi, per essere approvato prima della scadenza dei tre mesi di stato d’emergenza, decretato all’indomani delle stragi del 13 novembre. A meno che, fa notare il quotidiano, il presidente François Hollande non decida di prorogare di altri tre mesi lo stato d’emergenza.

Il Paese si interroga sul suo futuro dopo l’ondata terroristica senza precedenti. Cominciata un anno fa con la strage in redazione a Charlie Hebdo, commemorata in questi giorni e in queste ore ai massimi livelli. Sulla copertina del numero in edicola, continuano a infuriare le polemiche ed è di ieri la dura presa di posizione dell’Osservatore Romano. Il giornale del Vaticano boccia la raffigurazione del dio con il mitra e parla di “fede manipolata”.

Ma in Francia si avvia il dibattito sui confini tra diritti civili e pubblica sicurezza che rischia di infuocarsi. Valls non si nasconde dietro un dito e nel preambolo al suo progetto di legge annuncia di voler “rafforzare in modo permanente i mezzi e gli strumenti messi a disposizione dalle autorità amministrative e giudiziarie, al di fuori del quadro giuridico temporaneo dello stato d’emergenza”.

In concreto, queste alcune delle misure certamente nel testo di legge: sarà possibile procedere a perquisizioni notturne nelle indagini preliminari su sospetti terroristi con decisione del prefetto e senza dover passare dal giudice istruttore. Tali perquisizioni potranno essere anche “preventive” se si tratta di “prevenire un rischio di attentato alla vita o all’integrità fisica”.

Non servirà il giudice neppure per intercettare telefonate o spiare computer, per mettere sotto controllo video una abitazione. La polizia sarà autorizzata ad usare le armi in dotazione in modo meno restrittivo di oggi, poliziotti e gendarmi godranno di “irresponsabilità penale” se useranno l’arma “per assoluta necessità di mettere in condizione di non nuocere una persona che ha commesso uno o più crimini e che si ritiene stia per ripetersi”.

Le forze dell’ordine potranno perquisire bagagli e procedere a verifiche dei documenti sistematiche attorno a edifici giudicati a rischio. Oggi, se un automobilista rifiuta la perquisizione del proprio veicolo, la polizia può trattenerlo non più di 30 minuti in attesa di un parere del procuratore. Con la nuova legge, poliziotti e gendarmi potranno aprire qualsiasi bagagliaio “senza alcun intervento superiore”, neppure delle loro stesse gerarchie.

(di Tullio Giannotti/ANSA)

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