Renzi pronto a sfidare sfiducia. Boschi, non lascio

Il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e Andrea Orlando (d) alla Camera in occasione della votazione finale del disegno di legge sulle riforme costituzionali, Roma, 11 Gennaio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI
Il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e Andrea Orlando (d) alla Camera in occasione della votazione finale del disegno di legge sulle riforme costituzionali, Roma, 11 Gennaio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI
Il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e Andrea Orlando (d) alla Camera in occasione della votazione finale del disegno di legge sulle riforme costituzionali, Roma, 11 Gennaio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

ROMA.- Matteo Renzi ha preferito restare a Palazzo Chigi mentre alla Camera i suoi festeggiavano il via libera alla riforma costituzionale. Ci metterà la faccia, invece, martedì prossimo il premier presentandosi a Montecitorio dove si voterà la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra contro il governo sul caso banche. Vicenda sulla quale torna il ministro Maria Elena Boschi, al rientro sulla scena mediatica per dimostrare ai critici di non avere nulla da nascondere: “Le opposizioni fanno il loro gioco politico ma il governo è intervenuto non per salvare una banca ma i correntisti di 4 banche”.

La mozione di sfiducia, che vede uniti Fi, Lega e Fdi, sarà l’occasione per far tornare al centro della polemica politica la vicenda del salvataggio delle quattro banche e del conflitto d’interessi che le opposizioni imputano al governo. A quanto si apprende, infatti, sembra sfumare la commissione parlamentare d’inchiesta che lo stesso Renzi aveva auspicato per fare luce sugli ultimi dieci anni di intrecci tra politica e banche. La motivazione che, spiegano esponenti di maggioranza, spingerebbe a rinviare la costituzione della commissione parlamentare sarebbe quella di non intralciare il lavoro della magistratura.

Boschi chiarisce che sulla commissione di inchiesta “il governo non ha assunto alcuna iniziativa, è un’iniziativa parlamentare di maggioranza e opposizione e vedremo nei prossimi mesi – dice – con quali poteri”.

In vista della mozione di sfiducia, il premier si prepara alla sfida: “parlerò con molta chiarezza e determinazione”, assicura. Renzi rivendicherà il decreto salva-banche e la correttezza del governo. D’altra parte lo stesso ministro Boschi ha chiarito in tv che un eventuale avviso di garanzia al padre non avrebbe “impatto” sulla sua carriera politica: “La responsabilità penale è personale”. E sottolinea “il fatto paradossale che in una vicenda che vive il sistema bancario italiano e coinvolge altre banche, si continui a parlare solo ed esclusivamente di Banca Etruria”.

Come dimostra il voto sulle riforme, anche la sfiducia al governo non sarà a livello numerico un’impasse per l’esecutivo. Ma il premier sfrutterà l’appuntamento per rivendicare quanto fatto dal governo. E per indicare i traguardi del 2016, il referendum sul ddl Boschi in primis, l’attuazione della riforma della P.A con i primi decreti attuativi venerdì in cdm. Ma anche il pressing sull’Europa per allargare le maglie della flessibilità e dimostrare che è ora di invertire la rotta rispetto all’austerità.

“E’ finito il tempo dei compiti a casa – ha ribadito ancora Renzi – l’Italia chiede rispetto e che le regole valgano per tutti. Dalla politica energetica agli aiuti di stato, noi chiediamo regole uguali per tutti”.

Anche sul sistema bancario il premier non ha rinunciato all’idea di far sentire la voce dell’Italia in Ue per chiedere parità di trattamento rispetto ad altri paesi. Nel frattempo, proprio per dimostrare che il governo va avanti nelle riforme, resta confermato entro gennaio l’arrivo in consiglio dei ministri della riforma, via decreto, delle banche di credito cooperativo.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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