Trivelle: governo-Regioni, è strappo dopo il decreto sulle Tremiti

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni. ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE
Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni. ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE
Nella foto distribuita dall’ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni.
ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE

BARI. – Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, difende a spada tratta il provvedimento sulle attività petrolifere in Adriatico. “Ma quali nuove trivellazioni? Si sono volute collegare, surrettiziamente, cose che non c’entrano nulla l’una con l’altra”, perché l’autorizzazione riguarda “rilievi, non trivellazioni e sempre oltre le 12 miglia dalla costa”.

La Regione Puglia replica duro. “Se c’era buona fede” nell’incontro tra governo e Regioni su permessi per le trivellazioni e istanze referendarie, “il decreto del 22 dicembre andrebbe ritirato”, ha detto il governatore pugliese, Michele Emiliano.

Ha scatenato un putiferio l’autorizzazione rilasciata il 22 dicembre scorso dal Ministero alla Petroceltic Italia per ricerche di idrocarburi al largo delle Isole Tremiti con il metodo ‘air gun’, tanto da far intervenire persino il premier Matteo Renzi.

“Ho letto di potenziali trivellazioni – ha dichiarato a Repubblica Tv – ed ho letto il comunicato stampa di Federica Guidi che dice che non c’è nessuna trivellazione, ma è solo attività di ricerca. Bisogna verificare se si tratta di allarmi veri o finti. Leggo tante cose che non sono vere”.

Ma su questo tema il feeling con il presidente della Regione Puglia sembra essersi rotto. “Se il governo ci fa la cortesia di farci capire cosa vuole fare – ha rincarato Emiliano – noi faremo presente che nel programma del centrosinistra in Puglia tutto il popolo pugliese ha votato perché le trivellazioni non si svolgano nel nostro territorio”.

E mentre il Verde Angelo Bonelli chiede l’intervento del Capo dello Stato, sei regioni (Basilicata, Veneto, Puglia, Marche, Liguria e Sardegna) hanno firmato la procura per sollevare il conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale. E’ stata rinviata al 19 gennaio prossimo la camera di consiglio della Consulta che deve esaminare, tra l’altro, l’ammissibilità del referendum sulle trivelle promosso da dieci Regioni.

I referendum in origine erano sei: dopo le modifiche della normativa in materia apportate con la Legge di Stabilità, la Cassazione ha dato l’ok solo ad un quesito, quello contro la proroga delle concessioni per tutta la durata del giacimento.

(di Paolo Melchiorre/ANSA)

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