Roma, il ritorno di Spalletti. Finita l’epoca Garcia

Pubblicato il 13 gennaio 2016 da redazione

La Roma cambia tecnico: via Garcia, ecco Spalletti

La Roma cambia tecnico: via Garcia, ecco Spalletti

ROMA. – A volte ritornano, e completano il lavoro raccogliendo successi. A volte invece la minestra riscaldata risulta indigesta. Luciano Spalletti ha ancora un po’ d’amaro in bocca per il congedo dalla Roma dopo due ko in campionato nel 2009, visto che la galoppata del suo successore Claudio Ranieri ha sfiorato lo scudetto nella scia di una super Inter.

Ma il tecnico di Certaldo aveva ottenuto nei suoi quattro anni in giallorosso ottimi riscontri: 11 successi di fila, un gioco scintillante con Totti falso nueve, tre secondi posti, due coppa Italia, una Supercoppa, due quarti di Champions. Quindi tornare a Trigoria per Spalletti significa provare l’assalto al tricolore, per completare un lavoro che ancora i tifosi ricordano con piacere.

Grinta, polso e un gioco piacevole e redditizio, che si giovava però del genio di un Totti con dieci anni di meno. Tornare però è sempre difficile, ma sulla piazza giallorossa può essere beneagurante per il tecnico di Certaldo il ricordo di un suo stimato predecessore, Nils Liedholm. Il Barone, dopo un assaggio dal 1973 al 1977 con un terzo posto, è tornato a Roma dal 1979 al 1984 conquistando lo scudetto e realizzando una cavalcata in Coppa dei Campioni conclusasi male all’Olimpico nella finale persa ai rigori. Poco significativi poi i due ritorni dello svedese ormai anziano.

Al polo opposto c’è invece l’esperienza di Zeman: una primavera di bel gioco tra il 1997 e il 1999, poi il gelido inverno 2012-2013 finito con l’esonero.

Più facili le rimpatriate se si ha a disposizione la panchina vincente della Juventus, ma perfino il Trap si è dovuto accontentare nel secondo periodo (1991-94, una Coppa Uefa) rispetto all’epopea del primo (1976-1986, 13 trofei con sei scudetti, la Coppa Campioni all’Heysel e un’Intercontinentale). Più equilibrato il cammino di Marcello Lippi, anche se è il primo periodo (1994-1999, tre scudetti, Coppa Campioni e Intercontinentale) a fare da traino rispetto al secondo (2001-2004, due scudetti). Più netto il divario nel suo ruolino da timoniere della nazionale: titolo mondiale nel biennio 2004-2008, eliminazione ingloriosa in Sudafrica nel ritorno 2008-2010.

Ma è il Milan la squadra dei rientri plurimi: male è andata ad Arrigo Sacchi dopo l’epopea 1987-1991, padrone d’Italia e d’Europa con una gioco da antologia (uno scudetto, due Coppe Campioni e due Intercontinentali), per poi naufragare nell’11/o posto del 1997. E dire che per tornare all’ovile rossonero aveva lasciato la panchina della nazionale.

Fabio Capello, dopo l’apprendistato nel 1987, è tornato al Milan dal 1991 al 1996 per inanellare successi a catena (quattro scudetti e una Champions), ma il richiamo del 1997 lascia al tecnico l’amaro in bocca e un decimo posto. Uno scudetto rossonero per Liedholm al secondo tentativo (1977-1979) ma si chiudono con l’esonero sia il primo (1963-1966) che il terzo (1987-1989).

Trionfali i primi due periodi di Nereo Rocco (1961-1963 e 1967-1974, con quattro trofei in Italia e cinque all’estero), mentre nel terzo e il quarto, tra il 1976 e il 1977, solo una Coppa Italia.

Male all’Inter Helenio Herrera nel 1973-1974 dopo il cammino tra il 1960 al 1968 che ha segnato la storia del calcio (tre scudetti, due coppe Campioni e due Intercontinentali). Fa gli scongiuri quindi Roberto Mancini tornato il sella dopo i tre scudetti dal 2004 al 2008, ma nel suo primo campionato dopo il subentro del 2015 l’Inter si sta battendo per lo scudetto.

Per il resto, discreto il ritorno di Bianchi nel Napoli 1992-1993 ma inarrivabili lo scudetto e la Coppa Uefa del ciclo 1985-1989. Tra le grandi squadre europee ottimo il raddoppio scudetto di Capello al Real Madrid nel 1997 e nel 2007, ma per la società il gioco non era all’altezza. Due scudetti , due Champions e l’Intercontinentale per Vicente del Bosque con le merengue nel 1999-2003 dopo l’esperienza di pochi anni prima.

Oltre a Lippi vittorioso in nazionale Pozzo nel terzo e più corposo periodo di gestione azzurra (1929-1948, due titoli mondiali e uno olimpico). In Brasile infine titoli mondiali per Parreira nel secondo dei tre tratti della sua carriera con la nazionale (1991-1994) e per Scolari nel primo dei due periodi alla Selecao (2001-2002).

Ultima ora

13:25Calcio: Pallotta elogia Monchi, mai visto un manager così

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - "Monchi è un 'animale' completamente diverso da quelli che ho visto finora. Quand'era a Siviglia, sapeva che per 15 anni avrebbe dovuto fare i conti con entrate e perdite perché non avevano abbastanza entrate. Per questo è diventato così bravo, trovando giovani giocatori che non doveva pagare un sacco di soldi e con i quali ha creato tanto valore per il club". È il commento entusiastico del presidente della Roma James Pallotta sul nuovo direttore sportivo ingaggiato dal Siviglia. Monchi, ha aggiunto il patron parlando in un'intervista telefonica con l'agenzia Ap da Boston, gli ricorda se stesso quando lavorava come manager di hedge-fund: "Cercavo di comprare a basso costo e vendere ad alto costo". Quindi, passando a parlare del futuro da dirigente dell'ex capitano giallorosso Totti, Pallotta ha detto: "Ha bisogno di un po' di tempo per pensare" in quale area del club voler lavorare. Al riguardo "abbiamo avuto molte conversazioni e siamo aperti ad aiutarlo e a lavorare con lui per il bene suo e del team".

13:21Gerusalemme: concluse preghiere Spianata, clima resta teso

(ANSAmed) - TEL AVIV, 28 LUG - Si sono concluse in un clima di tensione le preghiere islamiche del venerdì nella moschea al-Aqsa di Gerusalemme. Vi hanno preso parte centinaia di fedeli di età superiore ai 50 anni. Attorno alla Città Vecchia di Gerusalemme migliaia di altri fedeli - che non erano stati ammessi nella Spianata dalla polizia israeliana - hanno pregato in strada. Finora non si ha notizia di incidenti.

13:16Sisma L’Aquila: imprenditore Bari,’non ridevo del terremoto’

(ANSA)- BARI, 28 LUG - "Non ho mai riso del terremoto. In quella telefonata parlavo di altro". Lo ha detto con la voce commossa l'imprenditore di Altamura Vito Giuseppe Giustino, interrogato a Bari per rogatoria nell'ambito dell'inchiesta della Procura dell'Aquila su presunte mazzette in 12 appalti pubblici gestiti dai Beni Culturali d'Abruzzo,che lo scorso 19 luglio ha portato all'arresto di 10 persone. Giustino, difeso dagli avvocati Gaetano Castellaneta e Carlo Teot, si è avvalso della facoltà di non rispondere, salvo precisare il contenuto di quella intercettazione telefonica nella quale, secondo l'accusa, rideva al pensiero di nuovi appalti in seguito al terremoto del centro Italia, in particolare Amatrice. Giustino è agli arresti domiciliari per una presunta turbativa d'asta relativa all'appalto vinto dalla cooperativa l'Internazionale (si è ora dimesso da presidente del Cda) per i lavori del teatro comunale dell'Aquila. I difensori chiederanno la revoca della misura cautelare dopo il deposito di una memoria tecnica.

13:14Nomadi davanti a Municipio Napoli, no a sgombero campi

(ANSA) - NAPOLI, 28 LUG - Donne e bambini nomadi in piazza a Napoli per dire no allo sgombero disposto dalla Procura di due campi della periferia cittadina. I manifestanti si sono riuniti davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Municipio, chiedendo all'amministrazione cittadina di intervenire per evitare che decine di famiglie vengano cacciate dai due siti senza una proposta abitativa alternativa. ''Circa 150 famiglie che dopo l'ennesimo sgombero erano riuscite a trovare 'casa' nell'area dell'ex Manifattura tabacchi dovranno abbandonare nei prossimi giorni il campo - spiega il padre comboniano Alex Zanotelli presente alla manifestazione - e la stessa sorte toccherà per altri 500 ospiti del campo di Scampia. E' incomprensibile per me che la Procura di Napoli continui ad emanare decreti di demolizione dei campi per 'giuste' ragioni senza offrire alternative a queste persone''. ''Un accanimento - dice Zanotelli - che vede negli sgomberi dei campi l'unica soluzione applicabile".

12:52‘Mio fratello è stato ucciso’, polizia blocca il funerale

(ANSA) - TORINO, 28 LUG - Prima di morire, in ospedale, aveva scritto un messaggio ai suoi cari: "mi hanno picchiato". E ora la sorella chiede di far luce sulle ultime ore della vita dell'uomo. "Ho paura che sia stato ucciso", è il suo sospetto. La squadra mobile di Torino, che indaga sulla vicenda, ha così bloccato il funerale di Christian Fuentes Sanchez, peruviano 40enne trovato svenuto in strada venerdì notte e morto lunedì in ospedale. Dalle prime ricostruzioni sembra che il 40enne, dopo essere stato a cena con alcuni amici in un locale peruviano, fosse andato in un bar di via Lauro Rossi, dove sarebbe scoppiato un litigio. La polizia ha acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona per capire cos'è successo e la Procura ha disposto l'autopsia per determinare la natura delle lesioni riscontrate sul corpo dell'uomo. Il decesso di Christian sarebbe stato causato da morte cerebrale, ma la sorella è anche convinta che per salvare suo fratello non sia stato fatto tutto il possibile. (ANSA).

12:47Calcio: Pallotta, mercato del Milan? Follia, non ha i soldi

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - "È uno scherzo, è pazzia, non ha senso. non hanno i soldi. Sono sconvolto dall'Uefa". Il presidente della Roma James Pallotta commenta con stupore il mercato del Milan che, con i circa 200 milioni di euro spesi finora, è il più esoso dell'estate. Il consorzio cinese che ha rilevato il club rossonero, secondo quanto riportato dalla Ap, è stato acquisito grazie al sostegno del fondo azionario statunitense Elliott. Il cui ceo Paul Singer, spiega Pallotta, "è un mio amico e arriverà a possedere il club", perché i cinesi "hanno un debito".

12:35F.1: Ungheria, Ricciardo davanti nelle prime libere

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - Il pilota della Red Bull Daniel Ricciardo ha ottenuto il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Ungheria di Formula 1, a Budapest. In 1'18"486, l'australiano ha preceduto di 234 millesimi il ferrarista Kimi Raikkonen e di 372 il rivale della Mercedes Lewis Hamilton. L'altro pilota della Rossa, Sebastian Vettel, è sesto (+1"077), preceduto dal compagno di squadra di Hamilton, il finlandese Valtteri Bottas (+0"762). Quarto crono per la seconda Red Bull, condotta dall'olandese Max Verstappen (+0"676). Da segnalare un fuori pista senza conseguenze per Vettel intorno alla mezz'ora e, pochi minuti dopo, una bandiera rossa per lo schianto contro le barriere ad una curva di Antonio Giovinazzi, su Haas: anche in questo caso, pilota indenne, ma non lo stesso per la vettura.

Archivio Ultima ora