Maduro decreta lo stato di emergenza economica

Vicepresidente del área económica y ministro de Economía productiva, Luis Salas, en la lectura del decreto
Vicepresidente del área económica y ministro de Economía productiva, Luis Salas, en la lectura del decreto
Vicepresidente del área económica y ministro de Economía productiva, Luis Salas, en la lectura del decreto

CARACAS. – Il presidente Nicolás Maduro, ha proclamato lo “stato di emergenza economica” nel paese, firmando un decreto che stabilisce un periodo di 60 giorni per “proteggere i diritti sociali all’educazione, la salute, la casa e lo sport di tutti i venezuelani”.

Poche ore prima della prima comparizione di Maduro all’Assemblea Nazionale, ora in mano all’opposizione, la misura è stata annunciata dal ministro dell’Economia, Luis Salas, secondo il quale l’obiettivo del decreto è quello di “costruire un Venezuela produttivo e indipendente, come tutti lo vogliamo”.

La Costituzione prevede che il decreto entrerà in vigore dopo essere consegnato al Parlamento al massimo 8 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale per essere considerato e votato, ma uno dei suoi articoli stabilisce che è entrato in vigore oggi stesso.

Nel frattempo la Banca Centrale del Venezuela, che non diffondeva dati macroeconomici da oltre un anno, ha annunciato che durante i primi nove mesi dell’anno scorso il tasso di inflazione accumulata in Venezuela è stato del 108,7%, mentre su base annua ha raggiunto il 141,5% sullo stesso periodo, durante il quale il Pil ha registrato una contrazione del 7,1%.

“Questi risultati si registrano in un contesto generale caratterizzato dalla riduzione dei beni di consumo finale, dovuta alla riduzione delle esportazioni e della produzione nazionale, il che a sua volta è dovuto alla caduta dei prezzi internazionali del petrolio”, ha indicato l’organismo in un comunicato ufficiale.

I dati della Banca Centrale sono stati resi noti dopo che Nicolás Maduro ha decretato lo stato di emergenza economica e ore prima che si presenti per la prima volta davanti al Parlamento, ora in mano all’opposizione, per il consueto rapporto sulla gestione del suo governo durante il 2015.

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