Roma pari e ancora fischi, Spalletti come Garcia

Pubblicato il 17 gennaio 2016 da redazione

Roma's head coach Luciano Spalletti before the Italian Serie A soccer match As Roma vs Hellas Verona at Olimpico stadium in Rome, 17 January 2016.  ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

Roma’s head coach Luciano Spalletti before the Italian Serie A soccer match As Roma vs Hellas Verona at Olimpico stadium in Rome, 17 January 2016.
ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – Il Verona non vince mai, la Roma non vince più. Nonostante l’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina al posto dello svuotato Garcia, i giallorossi hanno proposto all’Olimpico una fotocopia delle deludenti prestazioni precedenti, incapaci di battere l’ultima in classifica che più volte li ha anche fatti tremare. E ancora una volta l’uscita dal campo si è svolta tra in fischi.

“Dobbiamo vincere subito, non ci sono alibi. Le altre corrono” era stato l’appello-ordine di Spalletti, ma l’1-1 conferma che non basta una sferzata psicologica per fare ripartire la Roma, balbettante in difesa, lenta nella manovra e imprecisa in attacco, dove anche oggi Dzeko si è segnalato come il re dello spreco.

Il tecnico dovrà lavorare molto per raddrizzare la barca ma domenica c’è la Juve che intanto vola e al momento il confronto appare impari. La Roma che in campionato non agguanta i tre punti dal 2-0 al Genoa del 20 dicembre contava di ritrovarsi contro i gialloblù. I tifosi, esortati a loro volta da Spalletti a tornare in massa all’Olimpico per “cominciare insieme la risalita”, non hanno risposto e gli spalti sono apparsi ancora desolatamente sgombri, la spinta alla squadra quasi inesistente.

Per cominciare, Spalletti ripristina il 4-2-3-1 della sua prima esperienza nella capitale. Rilancia in difesa Castan al fianco di Manolas, con ai lati Torosidis e Digne. La cerniera di centrocampo è composta da De Rossi e Pjanic, mentre alle spalle di Dzeko sono schierati Florenzi, Salah e Nainggolan, a sorpresa trequartista.

Nel Verona di Delneri, votato al 3-4-3, esordio per l’ex viola Rebic in attacco a fianco di Pazzini e Wszolek, un tridente che si è rivelato di difficile gestione per giallorossi.

Il primo tempo della Roma non è di quelli da ricordare e l’Olimpico, complice il clima gelido, tace dubbioso. Dopo il nulla in 15′, la prima azione pericolosa è però del Verona, con Wszolek che si invola sulla destra e impegna Szeczesny. Il ritmo dei giallorossi è compassato, niente sangue agli occhi. Dzeko lotta per aprire varchi, Salah e Florenzi corrono ma senza costrutto e la difesa sbanda.

Niente di nuovo, ma nel finale due sprazzi giallorossi cambiano il risultato e, in apparenza, le prospettive. Al 40 Dzeko da due passi coglie il palo e sugli sviluppi dell’azione De Rossi scodella di tacco un assist per Nainggolan, che non sbaglia per la sua prima rete stagionale. Al 44′ Salah di testa manda fuori di poco.

Risponde però subito il Verona a inizio ripresa, con un uno-due da brividi: prima Wszolek si libera in area e costringe Sczsesny al mezzo miracolo e al 5′ il palo salva il portiere battuto da una conclusione velenosa del croato Rebic. Al nono altro palo, questa volta della Roma, su tiro di Salah deviato da Gollini.

Il Verona, ravvivato dall’ingresso di Fares in avanti al posto di Emanuelson, agisce in contropiede e trova il pari su rigore per un dubbio atterramento di Wszolek da parte di Castan in scivolata. Pazzini colpisce la parte bassa della traversa e la palla si insacca. Nella successiva mezz’ora la Roma mantene la pressione ma Salah e Dzeko sbagliano lo sbagliabile e l’ingresso di Iago Falque non incide. Si ricomincia quindi da dove si era lasciato, un punto a partita e intanto le altre corrono.

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