La marcia trionfale di Higuain, Nordahl nel mirino

Pubblicato il 18 gennaio 2016 da redazione

Napoli's forward Gonzalo Higuain celebrates after scoring goal of 2-1 during the Italian Serie A soccer match Ssc Napoli vs Us Sassuolo at San Paolo Stadium, Naples, 16 January 2016. ANSA/ CIRO FUSCO

Napoli’s forward Gonzalo Higuain celebrates after scoring goal of 2-1 during the Italian Serie A soccer match Ssc Napoli vs Us Sassuolo at San Paolo Stadium, Naples, 16 January 2016. ANSA/ CIRO FUSCO

ROMA. – Il peccato originale è stato cancellato con una stagione straordinaria. Gonzalo Higuain si è portato dentro per tutta l’estate il magone per quel rigore sbagliato il 31 maggio che è costato al Napoli il posto ai preliminari di Champions League nella gara-spareggio persa in casa con la Lazio.

Ma da allora tutto è cambiato, anche per merito dell’avvento del nuovo tecnico Sarri, con cui ha stabilito un feeling mirabile. Il Pipita ha messo il turbo e a Napoli sembra tornata la febbre scudetto dei tempi di Maradona. Gonzalo Higuain è il condottiero di un team che sta facendo il vuoto in campionato, dopo una lunga fase equilibrata, ma è l’attaccante argentino che fa la differenza. Concluso il girone d’andata con 18 gol in 19 giornate, nella difficile gara col Sassuolo, che l’aveva bastonata in casa, ha migliorato il suo score che ora è di perfetta parità, 20 su 20.

Ma come il vino buono più passa il tempo e più il Pipita migliora: ha realizzato cinque doppiette (sette in totale) nelle ultime sette gare in una stagione da incorniciare in cui segnato 11 gol di destro, 8 di sinistra e uno di testa. I suoi numeri sono superiori quest’anno a quelli di Lewandoski, Suarez, Ronaldo e Messi: 22 gol in 24 partite, 20 su 20 di Serie A. In tre anni di Napoli sono 75 in 129 partite, tanti come i 107 in 190 gare segnati prima al Real Madrid.

Un attaccante completo: fisico, tecnico, furbo, abile di testa, in acrobazia, in progressione come in agguato in area. Uno dei pochi campioni che abbiano scelto di giocare in Italia e di restare dopo un anno deludente per la squadra. I suoi 20 gol lo proiettano all’avanguardia europea, primo nella Scarpa d’Oro seguito da Aubameyang del Dortmund.

Di più hanno segnato, ma in campionati meno competitivi, il brasiliano Texeira dello Shakhtar (22 gol) e il serbo-ungherese Nikolic del Legia Varsavia (21). Ma è soprattutto in Italia che Higuain può inanellare record importanti. Ad esempio proseguendo in questa media di un gol a partita è a rischio il primato dei campionati a 20 squadre che lo svedese del Milan Nordahl ha stabilito nel 1950 con 35 reti mentre come media gol ancora pià intrigante è la prodezza di Valentin Angelillo, argentino dell’Inter, con 33 gol in 34 gare, migliore score dei tornei a 18 squadre.

Alla portata di Higuain è poi anche il traguardo dei 30 gol in campionato, confine quasi invalicabile nel campionato italiano: il tetto è stato superato solo nove volte ma solo sei nei campionati a girone unico e solo uno negli ultimi 57 anni. Ai tempi eroici del calcio ci sono riusciti lo Juventino Hirzen nel 1926 con 35 gol, i torinisti Libonatti e Rossetti nel 1928 con 35 e nel 1929 con 36.

Poi nei tornei a girone unico è toccato a Giuseppe Meazza con l’Inter nel 1939 con 31 gol, allo juventino Borel II nel 1934 con 31, due volte a Nordahl col Milan, 35 gol nel 1950 e 34 nel 1951, allo juventino John Hansen nel 1952 con 30 e ad Angelillo con 33 nel 1959. Negli ultimi anni c’è riuscito solo Luca Toni quando era alla Fiorentina con 31 gol nel 2006. Poi il tetto l’ha sfiorato il predecessore diretto di Higuain nel Napoli, l’uruguayano Cavani con 29 gol nel 2013.

Secondo un tecnico che se ne intende, Marcello Lippi, Higuain in questo momento vale Ronaldo e Messi, i due funamboli del calcio mondiale. I due plurivincitori del Pallone d’oro hanno spesso superato il muro del suono di un gol a partita. Ronaldo nel Real Madri ha segnato 239 gol in 219 gare da quando è arrivato nel 2009.

La media di Messi, in 12 anni di Barcellona, è inferiore al gol a partita ma comunque stratosferica, con 298 gol in 328 gare ma in tre anni ha superato la media di eccellenza con punta di diamante nel 2012 con 73 gol in 60 partite. Higuain ora continua a volare pensando soprattutto a vincere lo scudetto e la classifica marcatori, en plein avvenuto solo 26 volte negli 87 anni di girone unico. E per lui sarebbe un vero trionfo perché nei due scudetti precedenti del Napoli non c’era riuscito neanche Maradona.

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