Approvate le riforme dal Senato. Ora la parola passa agli italiani

Pubblicato il 20 gennaio 2016 da redazione

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene in Senato durante il voto finale del Ddl Riforme Costituzionali (seconda deliberazione del Senato), Roma, 20 Gennaio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene in Senato durante il voto finale del Ddl Riforme Costituzionali (seconda deliberazione del Senato), Roma, 20 Gennaio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

ROMA. – Via libera dal Senato al ddl sulle riforme costituzionali con uno ‘score’ finora mai raggiunto, vale a dire 180 sì, ma con la maggioranza di governo che non avrebbe raggiunto il ‘tetto’ minimo di voti senza l’aiuto di 22 senatori di Ala, Fare! e di Fi. Matteo Renzi, ha ringraziato i senatori che hanno raggiunto “un obiettivo che molti ritenevano impossibile”, vale a dire l’autoriforma del Senato.

Il premier ha ribadito la sua volontà di dimettersi in caso di sconfitta al referendum costituzionale di ottobre, in vista del quale sono nati due nuovi Comitati “per il no”, uno promosso da Fi, Lega e Fdi e un altro da alcuni senatori centristi.

Il voto dell’Assemblea di Palazzo Madama è il primo della seconda lettura conforme prevista dall’articolo 138 della Carta per le riforme costituzionali, cui seguirà quello definitivo della Camera ad aprile. Occorreva la maggioranza assoluta che in Senato è di 161 voti (315 senatori eletti e 6 a vita). I sì sono stati ben 180 (contro i 178 della precedente votazione, il 13 ottobre), ma la maggioranza assoluta è stata superata con il contributo di 17 senatori di Ala, il gruppo di Denis Verdini, le 3 senatrici di Fare!, il movimento di Flavio Tosi, e di due senatori di Fi, Bernabò Bocca e Riccardo Villari, che già in precedenza si erano espressi in questo modo.

Ala, con Lucio Barani, ha rivendicato di essere “determinante”, mentre i bersaniani, con Miguel Gotor, hanno affermato che questi risultati “aprono la strada a una stagione di trasformismo e annunciano una lunga e profonda palude in cui il Pd non può e non deve smarrire la propria identità riformista”.

Renzi ha solennizzato questo passaggio intervenendo in Senato al termine della discussione generale. Un discorso dai toni alti, assai diverso da quello con cui il 28 febbraio del 2014 chiese la fiducia per il suo governo, con le mani in tasca e augurandosi che il suo fosse l’ultimo governo a chiedere la fiducia in Senato. Il premier ha ringraziato i senatori per essersi “autoriformati”, facendo “riguadagnare alla politica la fiducia dei cittadini”.

E dopo aver ricordato i passi avanti dell’Italia negli ultimi due anni, non ha attribuito al solo governo il merito: “grazie al vostro impegno le cose stanno cambiando”. Ma alla fine del suo discorso Renzi ha ribadito “ufficialmente” la propria intenzione “di porre fine alla propria esperienza politica” nel caso di vittoria del “no” al referendum costituzionale di ottobre. E agli applausi ironici dei senatori di M5s e Lega, Renzi ha prontamente risposto: “sarà affascinante vedere le stesse facce gaudenti di adesso, quando, il giorno dopo il referendum sulla riforma, avremo dimostrato da che parte sta l’Italia”.

Curiosa una citazione del libro di Giulio Tremonti (“Uscita di sicurezza”) presente in aula: “noi considerati dilettanti abbiamo costruito un Arca di Noè, i professionisti il Titanic”. Ma che il referendum non sarà un pranzo di gala lo si è capito allorché, in una sala di Palazzo Madama, si sono susseguite le conferenze stampa di tre “comitati per il no”, di cui due nuovi di zecca, dopo il primo dei costituzionalisti “di sinistra” (Alessandro Pace, Gustavo Zagrebelski, Stefano Rodotà) partito i giorni scorsi.

Proprio per differenziarsi da esso Fi ne ha promosso uno guidato da due ex presidenti della Consulta, Annibale Marini e Alfonso Quaranta. Ed anche tre senatori di area centrista, Mario Mauro, Carlo Giovanardi e Luigi Compagna ne hanno varato uno tutto loro, indirizzato soprattutto al mondo ex Dc e moderato.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

Ultima ora

00:04Calcio: Cristiano Ronaldo premiato come miglior giocatore

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Cristiano Ronaldo ha ricevuto il Best Fifa Awards come miglior giocatore della scorsa stagione, nel corso della cerimonia di premiazione svoltasi a Londra. La stella del Real Madrid e della nazionale portoghese, vincitore dell'ultima edizione della Champions League, ha battuto la concorrenza di altri due 'marziani' del calcio come Neymar (da questa stagione al Psg) e Messi (Barcellona). Il premio come miglior allenatore è andato al tecnico del Real Madrid, Zinedine Zidane, che ha superato due tecnici italiani: Massimiliano Allegri ed Antonio Conte, vincitori rispettivamente del campionato italiano con la Juventus e della Premier inglese con il Chelsea.

23:14Calcio: Serie B, Brescia-Bari 2-1

(ANSA) - BRESCIA, 23 OTT - Prima vittoria per il Brescia di Marino ai danni di un Brescia che in trasferta continua a non ingranare. L'anticipo dell'undicesima giornata di Serie B finisce 2-1 con la squadra di casa che passa al 17' con un gol di Caracciolo che infila Micaj con un diagonale in progressione. Il pareggio del Bari al 33' con Galano che batte Minelli di testa sotto misura. All'8' st Brescia di nuovo avanti con un autogol di Capradossi a deviare un innocuo cross di Furlan. Il Brescia sale a 13 punti in classifica, il Bari resta a 16.

22:01Calcio: Tavecchio, Var da valutare in base ai dati

(ANSA) - MILANO, 23 OTT - "Il Var si valuta sulle statistiche, non sulle dichiarazioni dei singoli. Bisogna vedere quanti elementi sono stati giudicati, quanti sono stati ritenuti errori e quanti quindi sono stati ripristinati nella legalità'". Così il presidente della Figc Carlo Tavecchio, a margine della consegna delle 'Stelle al Merito Sociale' al teatro Dal Verme di Milano, commenta le ultime polemiche scatenate dalla video assistenza agli arbitri, con Montella protagonista ("mi gioco la carriera"). "Certamente è un periodo di studio - aggiunge Tavecchio - dovete tenere conto che ci sono dieci campi di calcio e almeno tre arbitri che controllano: in totale sono 30 arbitri che devono avere una preparazione molto particolare e non è semplice. Ma il Var sarà il futuro del controllo del calcio".

21:56Calcio: Best Fifa Awards, Buffon miglior portiere

(ANSA) - LONDRA, 23 OTT - Gianluigi Buffon è stato votato miglior portiere al mondo della passata stagione. Il n.1 della Juventus si è aggiudicato il 'The best Fifa awards', ed è stato preferito a Keylor Navas e Manuel Neuer. "Sono felice e orgoglioso di aver ricevuto questo premio alla mia età - le parole di un Buffon commosso -. Ringrazio il mio club, il mio allenatore, e i miei compagni perché mi hanno aiutato a vincerlo. L'ultima stagione è stata fantastica, ma non abbastanza per vincere in Europa. Vorrei chiudere la carriera con una grande vittoria".

21:52Calcio: Bonucci, squadra è con Montella

(ANSA) - MILANO, 23 OTT - "Nel calcio moderno gli allenatori sono sempre messi in discussione ma la squadra è con Montella: vogliamo uscire da questo momento tutti insieme": così il capitano del Milan, Leonardo Bonucci, schierandosi con l'allenatore. "Ieri anche in dieci si è vista la voglia di rispondere sul campo alle critiche che ci stanno piovendo addosso dopo il grande mercato e le aspettative iniziali - ha detto a Premium Sport -. Dobbiamo rimanere uniti, credere nel lavoro: sono molto fiducioso e positivo per quello che verrà".

21:42Insulti antisemiti: Tavecchio, fatto inqualificabile

(ANSA) - MILANO, 23 OTT - "I volantini antisemiti offendono una comunità e tutto il nostro Paese. E' un atteggiamento inqualificabile". Così il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, a margine della consegna delle 'Stelle al Merito Sociale' al teatro Dal Verme di Milano, commenta le scritte antisemite apparse ieri sera allo stadio Olimpico di Roma durante la partita Lazio-Cagliari.

21:10Battisti, ‘se sarò estradato in Italia mi uccideranno’

(ANSA) - BRASILIA, 23 OTT - Nel caso in cui fossi estradato in Italia, "gli agenti penitenziari italiani hanno detto che mi uccideranno": lo ha detto alla stampa brasiliana Cesare Battisti alla vigilia della riunione del Supremo Tribunale brasiliano, ricordando "l'odio alimentato in tutti questi anni da una parte dei media e dalle forze politiche italiane. Quelli che mi vogliono uccidere sono quelli che dovranno avere cura di me in carcere... ho paura della violenza fisica da parte dell'Italia", ha aggiunto l'ex terrorista dei Pac condannato all'ergastolo per quattro omicidi. Battisti ha tuttavia affermato: "Sto aspettando la risposta del Supremo Tribunal Federal, credo sarà positiva. Stiamo parlando della legge, e secondo la legge la mia estradizione è impossibile. Un decreto non può essere derogato dopo cinque anni" dall'approvazione, ha detto alla stampa brasiliana Battisti. Domani è in programma a Brasilia un'udienza dell'Alta corte che esaminerà l'habeas corpus richiesto dai legali di Battisti.

Archivio Ultima ora