All’inferno e ritorno, Juve e Roma da ribaltone

Juventus' Stephan Lichtsteiner (3L) jubilates with his teammates after scoring the goal during the Italy Cup quarter final soccer match SS Lazio vs Juventus FC at Olimpico stadium in Rome, Italy, 20 January 2016. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Juventus' Stephan Lichtsteiner (3L) jubilates with his teammates after scoring the goal during the Italy Cup quarter final soccer match SS Lazio vs Juventus FC at Olimpico stadium in Rome, Italy, 20 January 2016. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Juventus’ Stephan Lichtsteiner (3L) jubilates with his teammates after scoring the goal during the Italy Cup quarter final soccer match SS Lazio vs Juventus FC at Olimpico stadium in Rome, Italy, 20 January 2016.
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

ROMA. – Dagli altari alla polvere e viceversa. Roma e Juve, che incrociano i guantoni nel posticipo di domenica sera, sono reduci dalle montagne russe di una stagione agli antipodi, che certifica come nel calcio tutto è transitorio e ribaltabile. La Juve mostra orgogliosa la sua cavalcata imperiosa di dieci successi di fila in campionato, impreziosita dal turno passato in Champions e dalla semifinale in Coppa Italia conquistata violando l’Olimpico, massimo risultato col minimo sforzo e firma dell’ex Lichtsteiner.

Tutto sembra ora sfumato e quasi irreale, ma l’inizio bianconero è stato disastroso trovando la controprova proprio contro i giallorossi di Garcia, vittoriosi 2-1 con sigillo di Dzeko, il goleador ricco e famoso che sembrava destinato a una stagione boom. Invece la Juve ha continuato per un po’ a deragliare, ma poi Allegri ha trovato il bandolo della matassa rimettendo in carreggiata la squadra: sembrava comunque una stagione di transizione e invece la rimonta ha assunto le dimensioni di una marcia trionfale, e ora solo il Napoli sembra in grado di contenderle il quinto scudetto consecutivo.

Destino opposto per la Roma che Garcia e un mercato di colpi in attacco sembravano avere trasformato nella favorita della stagione. Invece qualche scricchiolio sinistro qua e là, la disfatta di Barcellona e una serie interminabile di pareggi hanno portato a una crisi da cui non è ancora uscita. Garcia è andato via da signore ma avendo fallito il salto di qualità dopo due stagioni comunque positive. Al suo posto è tornato un medico amico, conoscitore dell’ambiente come Luciano Spalletti che ha bisogno di tempo per rimettere in sesto la macchina giallorossa.

Sarà un derby tra due allenatori toscani nati a 80 km di distanza, quelli che separano Livorno da Certaldo, che vede la Juve nettamente favorita. Ma la storia, la rivalità, l’orgoglio dei giallorossi convincono Allegri e la squadra ad andarci coi piedi di piombo nell’affrontare la sfida. Non a caso la Roma con le squadre che la precedono in classifica ha ottenuto due vittorie, un pari e una sconfitta un po’ sfortunata (con l’Inter).

Il problema di Spalletti sarà quello di assestare, in attesa degli aggiustamenti di mercato, una fase difensiva incerta riposizionando i compiti dei quattro pilastri De Rossi, Pjanic, Nainggolan e Florenzi. La Juve gioca sul velluto, tutto ora le riesce facile anche grazie alle perle di Dybala, il talento argentino sbocciato anche ad alti livelli dopo la splendida gavetta di Palermo.

Sarà un po’ il duello anomalo tra lui e Dzeko una delle chiavi della partita visto che il bosniaco non riesce a capitalizzare le occasioni che gli capitano come col Verona. Ma se si sblocca lui e l’attacco riprende a segnare come nella prima fase della stagione, per la Roma può tornare la primavera riprendendo a competere per un posto Champions.

Spalletti fa però gli scongiuri perché i suoi confronti con la Juve da tecnico della Roma sono stati i passato molto negativi: due vittorie, due pari e sette sconfitte. In campionato è andata ancora peggio, non ha mai vinto: due pari e cinque ko, l’ultimo poi, 1-3 del 30 agosto 2009 gli è costato la panchina dopo due giornate in una stagione comunque positiva per la Roma che, condotta da Ranieri, ha conteso lo scudetto all’Inter fino all’ultima giornata.

Equilibrato ma positivo il bilancio invece dei confronti tra Spalletti e Allegri: una vittoria e un pari quando Max nel 2008-2009 era al timone del Cagliari, una vittoria per uno tra Milan e Zenit nella Champions 2012-2013 con rossoneri qualificati agli ottavi e russi retrocessi in Europa League. Nelle due gare col Cagliari a segnare è stato Francesco Totti, e non è detto che Spalletti non ricorra alla classe del vecchio campione in almeno uno spezzone della sfida di domenica.

Condividi: