Marò: l’arbitrato non finirà prima dell’agosto 2018

Pubblicato il 21 gennaio 2016 da redazione

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ROMA. – Ci vorranno almeno altri due anni e mezzo per sapere come finirà la vicenda dei due marò. I tempi dell’arbitrato internazionale, cui è ricorsa l’Italia dopo oltre tre anni di nulla di fatto nel tentativo di un accordo con l’India, sono infatti lunghi e non termineranno prima dell’agosto del 2018. L’indicazione che ha innescato nuove polemiche – Forza Italia parla di “tempi folli” – emerge dal calendario fissato dal Tribunale arbitrale nella prima riunione procedurale, le cui decisioni sono state pubblicate nei giorni scorsi.

Il caso dei due fucilieri sparisce intanto dal testo di una risoluzione sui ‘cittadini europei prigionieri in India’ che sarà presentata all’europarlamento. La loro vicenda, che insieme a quella di altri 6 soldati britannici e 14 estoni, era prevista nel testo del documento è stata stralciata alla vigilia.

Per evitare che inquinasse i già tesi rapporti con Delhi, è la versione ‘soft’, mentre un’altra lettura fornita da altre fonti parlamentari parla della contrarietà degli altri Paesi interessati – lettoni in prima linea – a veder accomunare i casi dei loro militari accusati di reati meno gravi con quello dei due fucilieri italiani, su cui pesa un accusa penalmente più rilevante, quella di omicidio.

Il testo – il cui titolo è passato da ‘Risoluzione sui cittadini Ue prigionieri in India, in particolare italiani, estoni e britannici’ a ‘Risoluzione sui marinai estoni e britannici prigionieri in India’ – è firmato da PPE, S&D, ALDE, Conservatori e EFDD. Pur sottoscritto dai principali gruppi dell’emiciclo, la risoluzione potrebbe essere comunque ritirata domani prima del voto perché considerata troppo blando.

Anche se i marò sono stati cancellati dalla risoluzione comune del Parlamento Ue, la Lega Nord “discuterà” del caso domani nella plenaria, ha promesso l’eurodeputato del Carroccio Mario Borghezio. Tornando al lavoro del tribunale arbitrale più a stretto giro si dovrebbe invece sapere se Salvatore Girone, il fuciliere ancora a New Delhi dopo il rientro in Italia di Massimiliano Latorre per problemi di salute, potrà lasciare l’India e attendere la fine della procedura in Italia.

Il Tribunale ha infatti confermato che esaminerà – come anticipato dall’ANSA nei giorni scorsi – la richiesta italiana di farlo rientrare in patria il 30 e 31 marzo prossimi. In quella sede si dovrà decidere se il marò, ancora in libertà vigilata in India, potrà tornare e rimanere nel suo Paese per tutta la durata della procedura arbitrale. Su questo punto il Tribunale dovrebbe decidere in un paio di settimane.

Il governo italiano aveva chiesto il 12 dicembre scorso al Tribunale “di riconoscere e proteggere alcuni diritti fondamentali (del Fuciliere di Marina) anche prima della soluzione definitiva della controversia”. Controversia che vede l’Italia e l’India contendersi la giurisdizione del caso che vede Girone e Latorre accusati da Delhi di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio 2012 in un’operazione antipirateria a bordo dell’Enrica Lexie al largo del Kerala.

Tornando alla procedura arbitrale, secondo quanto stabilito lunedì dal Tribunale, l’Italia dovrà presentare una Memoria scritta – con la propria esposizione dei fatti e la propria richiesta al Tribunale – il 16 settembre 2016, mentre l’India presenterà la sua il 31 marzo 2017. Di seguito è prevista una replica italiana il 28 luglio 2017 e, ancora, una controreplica indiana l’1 dicembre 2017.

A quel punto, nel caso Delhi abbia presentato obiezioni di giurisdizione o ammissibilità, il governo italiano avrà ancora la possibilità di contro-replicare il 2 febbraio 2018. Il Tribunale, secondo le regole stabilite, avrà quindi sei mesi di tempo per decidere, arrivando così all’estate del 2018, ma si riserva di poter allungare i tempi per la presentazione delle rispettive dichiarazioni “in accordo con le Parti”.

“Trentadue mesi per concludere la procedura arbitrale sono una follia”, tuona Elvira Savino, deputata pugliese di Forza Italia, sottolineando che “questo lunghissimo lasso di tempo non farà che aumentare la preoccupazione dei due nostri fucilieri di Marina e delle loro famiglie che aspettano da anni giustizia”. “Lunghi o corti che siano – ha tagliato corto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni – sono i tempi della giustizia arbitrale. Noi ci auguriamo che questo periodo possa vedere Latorre e Girone in Italia. Su questo ci sarà una prima riposta del tribunale arbitrale a marzo”.

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