L’Italia Creativa vale 47 miliardi e dà lavoro a 1 milione di persone

Pubblicato il 21 gennaio 2016 da redazione

ItaliaCreativa

MILANO. – Cultura e creatività valgono in Italia 47 miliardi di ricavi l’anno, il 2,9% del pil, e danno lavoro a 1 milione di persone, il 4,5% cioè della forza lavoro. E’ la fotografia che emerge dallo studio ‘Italia Creativa’ realizzato da Ernst & Young con le principali associazioni di categoria, guidate da Mibact e Siae. L’analisi è stata presentata a Milano in un convegno in Triennale al quale ha partecipato anche il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini, oltre a molti esponenti dell’industria.

L’indagine, realizzata su dati 2014, segnala che nel settore l’86% dei ricavi, pari a circa 40,1 miliardi e al 2,5% del pil, e l’85% degli occupati, pari al 3,8% della forza lavoro, sono diretti. Derivano cioè da attività legate direttamente alla filiera creativa, quali la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi. Evidenzia quindi il divario, e l’opportunità, che emerge dal confronto con l’Europa, dove il settore vale tra il 3,1 e il 3,5% del pil.

Altrove la configurazione industriale e magari le abitudini di consumo possono avere anche caratteristiche diverse; guardando però alla Francia, uno dei paesi a noi più vicini e comparabili nell’ambito della filiera creativa secondo l’analisi, si nota come cultura e della creatività pesino in Italia lo 0,9% del pil in meno: colmando tale divario ci sarebbero 15 miliardi di ricavi e 300mila posti di lavoro in più.

L’Italia ha fatto “uno straordinario lavoro per la tutela e per la valorizzazione del patrimonio che i nostri padri ci hanno lasciato”, ha affermato Franceschini, ma allo stesso tempo “abbiamo investito poco sul presente”, con investimenti non sufficienti sui giovani “negli anni”. “Oggi abbiamo fatte scelte molto diverse”, con 114 milioni di fondi europei messi per l’industria culturale e creativa e con la carta per i diciottenni che “spinge il consumo culturale”, ha ricordato.

“Abbiamo dimenticato che anche il Colosseo è stato contemporaneo, così come la pittura di Michelangelo e la musica di Verdi e Puccini”. “L’Italia è piena di talenti creativi di giovani e di grandi maestri e soprattutto questa creatività italiana può diventare un veicolo formidabile per la crescita”.

L’analisi EY evidenzia anche alcune sfide, come quella della competitività italiana nel mondo e o quella dell’innovazione e del digitale. La cultura può essere poi un’occasione per i giovani: il 41% degli occupati del comparto hanno tra 15 e i 39 anni, contro una media che nel paese per questa fascia d’età è solitamente del 37%.

Tra i nodi da risolvere, infine, si segnala quello della remunerazione della creatività sui canali digitali. Secondo un recente studio Siae, viene ricordato, gli intermediari tecnici (come aggregatori di contenuti e motori di ricerca) generano ricavi per 5 miliardi in Europa e 369 milioni in Italia, e di questi quasi nulla arriva ai produttori di contenuti.

(di Sabina Rosset/ANSA)

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