Scandalo Caritas: tre obblighi di firma

(ANSA) – CAGLIARI, 25 GEN – Dall’obbligo di dimora all’obbligo di firma. Sono state attenuate e le misure cautelari per tre degli indagati nell’inchiesta sullo scandalo dei vestiti usati raccolti dalla Caritas di Cagliari per i poveri e dirottati invece per la vendita nei mercatini in Italia e all’estero. I nuovi provvedimenti sono stati decisi dal gip Giampaolo Casula dopo gli interrogatori dei tre: Andrea Nicolotti, responsabile del servizio mensa, cucine e logistica della Caritas, Giampiero Cesarini e la moglie Rosa Contiello, la coppia di origine campana ma residente a Capoterra che gestiva la raccolta degli indumenti per l’associazione diocesana. Venerdì scorso solo Nicolotti aveva risposto alle domande del giudice, mentre i coniugi erano rimasti in silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere. I tre sono accusati di traffico di rifiuti e truffa in concorso.

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