Mihajlovic, chi delude in Coppa Italia salta il derby

Alessandria-Milan, semifinale di TIM CUP
Alessandria-Milan, semifinale di TIM CUP
Alessandria-Milan, semifinale di TIM CUP

CARNAGO (VARESE). – Vincere la Coppa Italia, e quindi conquistare anche un posto in Europa League, darebbe un senso alla stagione del Milan, al momento deludente. Ma non arrivare in finale sarebbe un fallimento duro da digerire, visto che finora la strada è stata in discesa per la squadra di Sinisa Mihajlovic (Perugia, Crotone, Sampdoria, Carpi) e in semifinale c’è un avversario di Lega Pro, l’Alessandria. Il rischio flop esiste.

“Pensare che sia facile è il modo migliore per fare brutta figura” è sicuro il serbo, che su internet ha trovato di esempi da mostrare ai suoi: nel 2010 in coppa di Francia hanno raggiunto la finale i dilettanti del Calais e nel 2012 una squadra di terza categoria, il Quevilly. Il Milan non può permettersi di fare la fine di Bordeaux e Rennes.

“Il nostro obiettivo è non rendere ancora più straordinario il cammino dell’Alessandria – ha chiarito il serbo alla vigilia del confronto con un altro allievo di Roberto Mancini -. Sono molto contento per il mio amico Gregucci e i suoi ragazzi, ma dobbiamo e vogliamo andare in finale: quando vinci un trofeo qualsiasi stagione è positiva. Tanti giocatori non hanno mai vinto nulla nella vita: sarebbe imperdonabile sciupare questa chance”.

Oltre al gusto per i vestiti (“Ma non dimentico le sue cravatte di pelle…”), Mihajlovic da Mancini ha assorbito anche quello per la Coppa Italia, vinta una volta al suo fianco e tre ai suoi ordini. E vorrebbe mettere la finale al sicuro prima di affrontarlo domenica a San Siro.

“Bisogna pensare alla semifinale come se fosse una gara secca”, predica il serbo, che in questa settimana può allontanare definitivamente l’ombra di Marcello Lippi (“Io al Milan? Non credo proprio. Al massimo andrò a Viareggio per il Carnevale”, ha detto l’ex ct) e piazzare lo sprint per l’Europa (contro Palermo, Udinese, Genoa, Napoli e Torino) prima del ritorno con l’Alessandria il primo marzo.

Mihajlovic farà un po’ di turn over ma ha promesso “una formazione competitiva e offensiva: chi si risparmia, domenica non giocherà il derby, questo è sicuro”. Boateng può partire titolare al posto di Bonaventura (fuori per un lieve mal di schiena), Balotelli si gioca il posto con Niang.

“Kevin e Mario hanno bisogno di giocare più possibile ma devono meritarselo”, ha chiarito l’allenatore che può contare su due soli difensori centrali (Romagnoli e Zapata) oltre al classe ’95 Simic, il cui trasferimento all’Hajduk Spalato è stato congelato (in Croazia il mercato chiude il 15 febbraio) dopo l’infortunio di Alex a Empoli.

La diagnosi è molto meno grave del previsto, Mihajlovic conta di recuperarlo per il derby. Così, con Mexes che dovrebbe tornare a breve, Galliani ha rinunciato all’ultimo assalto a Ranocchia. “Non facciamo più niente”, ha annunciato l’ad rossonero: “El Ghazi? È tornato Luiz Adriano, siamo troppi in avanti. Vangioni lo aspettiamo per giugno, il River Plate non ce lo darà prima”.

In uscita, mancano solo le firme per il prestito di El Shaarawy alla Roma, mentre non decollano le trattative per Diego Lopez e si attende un’offerta dagli Usa per Nocerino.

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