Rohani a Roma, polemiche per la censura sulle statue nude

Pubblicato il 26 gennaio 2016 da redazione

La Venere Capitolina, la statua coperta durante la visita del presidente iraniano Hassan Rohani. Roma, 26 gennaio 2016. ANSA/

La Venere Capitolina, la statua coperta durante la visita del presidente iraniano Hassan Rohani. Roma, 26 gennaio 2016. ANSA/

ROMA. – E’ diventata un caso politico la decisione di coprire alcune antiche statue di nudi dei Musei Capitolini in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani: diversi esponenti politici l’hanno definita ‘Roba da matti’, ‘oscurantismo’ ‘sudditanza culturale’, ‘vergogna’, ‘censura’, e hanno chiesto, ‘Matteo Renzi spieghi’.

E la vicenda ha trovato eco anche su importanti media internazionali, in alcuni casi con malcelata ironia. In Francia, ad esempio, Le Figaro online ha prontamente ricordato il detto: “a Roma fai come i romani”, per poi però aggiungere che “l’antico adagio sembra aver sofferto delle eccezioni nel corso della visita del presidente iraniano nella città eterna”, perché “delle statue di nudi sono state mascherate” per evitare imbarazzi.

Oltremanica ci ha pensato the Guardian a riferire la vicenda, scrivendo nel suo titolo che “Roma copre le statue di nudi per evitare al presidente iraniano di arrossire”. E Bbc News ricorda pure che “l’Italia ha anche scelto di non servire vino nei pranzi ufficiali, un gesto che la Francia, dove Rohani andrà poi, si è rifiutata di compiere”.

E anche negli Usa, Newsweek ha scritto che “Roma copre le statue di nudi per rispetto a Rohani”, e parla anche di “ulteriore rispetto” a proposito del vino.

Ma al di la delle ironie all’estero, è in Italia che la vicenda ha innescato un’aspra polemica, che viaggia anche sui social network, con l’hashtag #Rouhani che si è rapidamente imposto tra i piu’ popolari. E tra i commenti più infuocati ci sono quelli del leader della Lega Nord Matteo Salvini, secondo cui “Renzi accoglie con tutti gli onori il presidente dell’Iran, lo stesso ‘signore’ che vorrebbe eliminare Israele”. E aggiunge che “per la visita degli iraniani sono state “coperte” da pannelli bianchi alcune statue con nudi dei Musei Capitolini, per rispetto… Roba da matti”.

“La copertura delle statue dei musei capitolini per la visita di Rohani è una prova di zelo eccessivo”, ha dal canto suo affermato il deputato di Forza Italia Luca Squeri, secondo il quale “questo non è rispetto, è annullamento delle differenze o addirittura sottomissione”. E il suo collega di partito e presidente della Liguria Giovanni Toti rincara la dose affermando che “coprire le nostre opere d’arte è rinnegare la nostra cultura. Di questo bisogna vergognarsi, non del ‘nudo'”.

Gianluca Peciola, esponente di Sel, ha invece lanciato una petizione per chiedere al presidente del Consiglio “spiegazioni immediate ed ufficiali su una scelta che – dice – consideriamo una vergogna e una mortificazione per l’arte e la cultura intese come concetti universali”.

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, parla di un “livello di sudditanza culturale di Renzi e della sinistra” che “ha superato ogni limite di decenza”, mentre Fabio Rampelli, del suo stesso partito, sostiene che coprire le statue e’ stata una “scelta degna del peggiore terrorista islamico”.

A cercare di stemperare un po’ l’atmosfera (o forse no) è arrivata l’Associazione radicale Adelaide Aglietta. “A giugno dello scorso anno (non del secolo scorso), solo sette mesi fa, sempre ‘per rispetto’ – spiegano i radicali – vennero coperti i manifesti della mostra di Tamara de Lempicka per la visita del Papa nella laica (si fa per dire) Torino. Allora nessuno si scandalizzò, oggi nessuno lo ricorda”.

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