La Germania litiga. Si avvicina la fine dell’era Merkel?

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BERLINO. – Le “fantasie” sulla fine dell’era Merkel, in Germania, sono un passatempo, ormai, soprattutto fra i “suoi”. Nel Paese che litiga sulla generosità della cancelliera coi profughi, di fronte ai timori crescenti di un fallimento dell’agognata soluzione europea, proprio i politici del suo partito, la Cdu, e gli alleati bavaresi, ipotizzano scenari e cercano alternative.

Stando allo Spiegel on line, c’è chi già vede la “donna più potente del mondo” in un esilio dorato a dirigere l’Onu, il ritorno ai comandi “dell’eterno principe della corona” Friedrich Merz, e il divorzio fra i cristiano-democratici e i cristiano-sociali bavaresi. Perché nell’entourage di Horst Seehofer, il futuro del partito del ricco Land del sud si vedrebbe a destra, per contendere il terreno ad Alternative fuer Deutschland.

Che lo scacchiere politico tedesco sia a dir poco agitato viene confermato da fughe in avanti ormai quotidiane, e dai numeri dei sondaggi. Un rilevamento dell’Insa pubblicato dalla Bild dà l’estrema destra di AFD addirittura al 13%, di fronte a un crollo della Cdu al 32,5%. Sono assai meno spinti i dati del sondaggio che fa da faro nel Paese: per il Forsa i falchi di Alternativa sono al 10 (comunque in allarmante crescita) e il partito della cancelliera ancora comunque al 37: con un enorme scarto rispetto al 23% dell’SPD. Il clima politico interno resta comunque incandescente.

I bavaresi di Seehofer hanno inviato una lettera di fuoco alla cancelliera, rilanciando la minaccia di portarla davanti alla corte costituzionale a rispondere delle sue politiche sui profughi, se non cambierà rotta in modo visibile. E sono stati i socialdemocratici ad alzare la voce contro la Csu, stigmatizzando quello che suonerebbe come “l’annuncio della rottura della coalizione”.

Fra alleati non si dovrebbe ricorrere alle lettere minatorie, ha attaccato il capogruppo parlamentare dell’SPD Thomas Oppermann, “così non si risolve il problema dei profughi”. Da una seduta a porte chiuse del suo gruppo parlamentare, arriva l’appello di Angela Merkel, che ha chiesto all’Unione di restare compatta: “Lasciateci dimostrare che possiamo risolvere i problemi, senza che l’Europa ne venga danneggiata”, ha detto nel tentativo di placare il fuoco amico.

La cancelliera ha aggiunto che si sta lavorando a un accordo fra Turchia e Grecia, per giungere a una migliore tutela dei confini. Una caduta della Frau di ferro non è più un tabù nel suo Paese, ma lo Spiegel che le ha dedicato la copertina di sabato, definendola “sola”, si chiede adesso: “Sarebbe davvero meglio senza di lei?” Una domanda che ci si dovrebbe fare anche fuori dalla Germania.

(di Rosanna Pugliese/ANSA)

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