Nyt, gli Usa apriranno presto un fronte di guerra in Libia

Pubblicato il 26 gennaio 2016 da redazione

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NEW YORK. – L’apertura del fronte libico nella lotta all’Isis potrebbe essere questione di poche settimane. Alla Casa Bianca, così come al Pentagono si lavora senza sosta per mettere a punto un piano che darebbe il via a una vera e propria campagna militare insieme ai partner europei: Italia, Francia e Regno Unito in prima linea.

La conferma arriva dal New York Times, che rivela come forze militari e dell’intelligence Usa siano già sul posto per raccogliere tutte le informazioni necessarie per preparare l’offensiva. Un’offensiva che dovrebbe essere condotta con bombardamenti aerei e raid delle forze speciali americane e alleate.

L’intervento dal cielo sarebbe la prima fase del piano, con l’obiettivo di colpire, indebolire e smantellare il più possibile le postazioni degli uomini dello stato islamico, che hanno la loro roccaforte a Sirte. Ma anche di interrompere ogni canale di comunicazione tra i combattenti dell’Isis in Libia e i simpatizzanti che si trovano ovunque in Nord Africa e nell’Africa subsahariana, dalla regione del Sinai, in Egitto, alla Tunisia.

I bombardamenti aerei, però, potrebbero non bastare. Anche perché per assumere il controllo dei territori strappati ai jihadisti servono sul campo uomini in grado di farlo. E con le divisioni che oggi più che mai continuano a dividere le fazioni libiche non è facile individuare gruppi davvero affidabili. Così sono pronti a intervenire soldati Usa e alleati, che in parte sarebbero già in Libia, con il compito di addestrare i gruppi alleati locali e supportarli in azioni mirate, come avviene oggi in Iraq e Siria.

Il Nyt non nasconde i rischi di un nuovo intervento in Libia, dopo quello che portò alla destituzione del colonnello Gheddafi nel 2011. Il pericolo, infatti, è quello di una “significativa escalation” della guerra all’Isis. Guerra “che potrebbe facilmente allargarsi ad altri Paesi della regione”. Una preoccupazione non da poco, anche alla Casa Bianca, dove il presidente Barack Obama e i suoi più stretti consiglieri valutano ogni minimo dettaglio del piano. Un piano che dovrà convincere il Congresso della necessità di un intervento, con l’Isis oramai in pianta stabile alle porte dell’Europa.

Intanto l’Unione europea si prepara a colpire con sanzioni tre esponenti di Tripoli e Tobruk considerati responsabili di ostacolare la formazione del governo di unità nazionale, col congelamento dei beni ed il divieto di viaggio per Nouri Abu Sahmain e Khalifa al-Ghwell, rispettivamente presidente del parlamento e leader del governo di Tripoli.

Infine, voci riportate dal WikiLao parlano di nuove minacce al generale Paolo Serra, consigliere militare dell’inviato dell’Onu in Libia, Martin Kobler. Ci sarebbe un ‘warning’ che parla di Serra come uno dei nomi inseriti nella lista dei possibili obiettivi stilata da alcuni degli oppositori all’accordo raggiunto in Marocco per la formazione di un governo libico di unità nazionale. Serra in passato è stato già oggetto di minacce in un video di al Qaida in Libia.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

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