Rohani alle imprese italiane, l’Iran si fida di voi

Pubblicato il 26 gennaio 2016 da redazione

President of the Islamic Republic of Iran Hassan Rowhani (L) and Italian Prime Minister, Matteo Renzi, during their meeting at Campidoglio Palace in Rome, Italy, 25 January 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

President of the Islamic Republic of Iran Hassan Rowhani (L) and Italian Prime Minister, Matteo Renzi, during their meeting at Campidoglio Palace in Rome, Italy, 25 January 2016.
ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – “Gli iraniani si fidano di voi. La nostra collaborazione economica sarà vincente”. Nel Business Forum Italia-Iran, il presidente iraniano Hassan Rohani illustra le potenzialità del suo Paese agli investitori italiani, “il Paese più sicuro e stabile della regione”, con un mercato potenziale di 600 milioni di persone, se si considerano anche le popolazioni che lo circondano.

Un mercato finalmente aperto “dopo anni di sanzioni” che offre “spazi vuoti da riempire”. Ma, avverte Rohani, bisogna fare in fretta: “Già entro un anno questo cambierà, ci sono tantissimi Paesi in fila” pronti a mettere piede nella Repubblica Islamica.

Il presidente iraniano non sembra però dover fare molta fatica per convincere gli imprenditori italiani, almeno stando alla massiccia partecipazione delle grandi aziende come delle piccole e medie imprese all’evento organizzato da Confindustria e dalla Camera di commercio italo-iraniana nella seconda giornata della sua visita in Italia. E stando anche alla valanga di accordi firmati in diversi settori, alla presenza del premier Matteo Renzi. Gli ultimi 7 proprio a margine del Forum, dall’alluminio alle ferrovie ai supporti medicali. Ma si può fare anche meglio, come auspicato dallo stesso premier.

Rohani ha annunciato su Twitter una prossima visita di Renzi a Teheran “per rafforzare i rapporti economici”. Una prima missione di ‘follow up’ degli imprenditori italiani in Iran avverrà già nei prossimi giorni, dall’8 al 10 febbraio. Saranno accompagnati dai ministri delle Infrastrutture Graziano Delrio e dell’Agricoltura Maurizio Martina, ha ricordato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, per poi andare avanti con “missioni economiche sempre più mirate sui diversi settori”.

“Il sogno di Enrico Mattei è diventato realtà, una realtà di assiduo dialogo politico e fortissima collaborazione economica”, ha detto dal palco della conferenza il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che in mattinata aveva incontrato il collega Muhammad Javad Zarif alla Farnesina.

La scelta di Roma come prima tappa in Occidente dopo l’accordo sul nucleare di Teheran e l’Implementation Day del 16 gennaio rappresenta “il riconoscimento della perseveranza con cui l’Italia ha sempre scommesso sull’Iran”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, ricordando le numerose visite di esponenti degli ultimi governi “apripista” (il primo fu quello di Enrico Letta), che hanno preceduto il viaggio di Rohani.

“L’Italia non sta tornando in Iran, perché le istituzioni e le aziende non hanno mai lasciato il Paese, neanche nei momenti difficili – ha sottolineato Gentiloni -. Quello cui aspiriamo è il rilancio a tutto tondo del partenariato strategico per sfruttare potenzialità bilaterali e regionali”.

Potenzialità da cogliere in fretta, avverte anche la Camera di commercio di Teheran. “I costi del lavoro e dell’energia in Iran sono ancora bassi, ma credo che aumenteranno – ha detto il vicepresidente per gli Affari internazionali, Farhad Sharif -. Se volete cominciare un business nel nostro Paese, prima lo fate e meglio è”.

(di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)

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