Ue presenta le stime, faro su crescita e deficit Italia

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BRUXELLES. – Il giudizio finale sulla legge di stabilità 2016 arriverà a maggio, dopo che la Commissione avrà potuto valutare ‘ex post’ anche le spese per migranti, ma le nuove previsioni economiche in arrivo daranno già un’idea della situazione che aiuterà ad inquadrare i conti pubblici italiani e a dire se e quanto si discostano dagli obiettivi concordati con Bruxelles.

Le ultime previsioni di novembre avevano alzato le stime sul Pil sia per il 2015 (0,9%) che per il 2016 (1,5%), un decimo di punto percentuale in meno delle stime del Governo. Per Bruxelles la ripresa avviata nel 2015 si rafforza nel 2016 grazie ai prezzi del petrolio bassi e alla domanda interna. Anche il deficit veniva indicato in ‘zona sicura’, al 2,6% per quest’anno e 2,3% per il prossimo.

Ma ora che il Governo ha alzato l’asticella al 2,4% per il 2016, incorporando i circa 3,3 miliardi di clausola migranti che finora aveva tenuto fuori dalla legge di stabilità, le cose potrebbero cambiare. E il giudizio inasprirsi, prima di tutto perché Bruxelles ancora non ha concesso la flessibilità e poi perché sono forti i dubbi sulla destinazione di quei fondi dal Governo stanziati, ad esempio, per la cultura.

Resta da capire se, nonostante l’aumento del deficit, c’è ancora spazio per ottenere la flessibilità richiesta visto che il saldo strutturale nella stima di novembre peggiorava di mezzo punto nel 2016 invece di migliorare di 0,1 come richiesto da Bruxelles. E le spese per l’immigrazione, che il Governo considera ‘una tantum’, per Bruxelles sono invece strutturali e quindi andranno ad aggravare quel deficit strutturale che invece dovrebbe scendere, per assicurare al debito un percorso stabile di discesa.

Dai dati su Pil, disavanzo e deficit strutturale 2015, 2016 e 2017 si capirà se l’Italia va nella direzione di uno scostamento ‘significativo’ dagli obiettivi, oppure se la deviazione è tollerabile, e quindi ci sono i margini per concedere l’ulteriore flessibilità richiesta senza troppo compromettere i conti e rendere il rientro nel 2017 troppo doloroso. Perché la flessibilità ha un limite: si può usufruire delle due clausole originali (investimenti e riforme) soltanto una volta, mentre quella per i migranti, facendo parte delle ‘circostanze eccezionali’, viene interpretata di volta in volta.

Una volta sfruttati i margini concessi da Bruxelles, l’Italia dovrà fare tutti gli sforzi di risanamento che ha nel frattempo ha sospeso per il 2015 e 2016. Un conto che potrebbe essere molto salato, e pregiudicare l’intera manovra 2017.

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