Cuba e Raul, al centro di grandi riconciliazioni

Pope Francis speaks with Cuba's President Raul Castro during his arrival ceremony at the airport in Havana, Cuba, Saturday, Sept. 19, 2015. (ANSA/AP Photo/Ramon Espinosa)
Pope Francis speaks with Cuba's President Raul Castro during his arrival ceremony at the airport in Havana, Cuba, Saturday, Sept. 19, 2015. (ANSA/AP Photo/Ramon Espinosa)
Pope Francis speaks with Cuba’s President Raul Castro during his arrival ceremony at the airport in Havana, Cuba, Saturday, Sept. 19, 2015. (ANSA/AP Photo/Ramon Espinosa)

L’AVANA. – E’ davvero lunga l’onda del disgelo avviato nel dicembre del 2014 tra Cuba e gli Usa. Nel giro di qualche mese, L’Avana ha riacceso i motori della propria diplomazia lungo un processo pieno di sorprese: l’ultima, davvero storica, quella dell’incontro il 12 febbraio proprio all’Avana tra il Papa e il patriarca di Mosca Kirill.

L’isola ha reagito alla notizia come di consueto davanti ai grandi annunci, e visite, di questi ultimi mesi sulla scia dell’avvicinamento con Washington, e cioè con qualche breve notizia su principali media ufficiali. “Cuba è onorata di accogliere” il Papa e il patriarca Kirill e “metterà a disposizione tutte le agevolazioni in vista dello storico incontro”, sottolinea un comunicato del ministero degli esteri dell’Avana, subito ripreso da diversi media ufficiali. Altri commenti, o analisi, non ci sono.

La scelta di Cuba quale sede per l’incontro conferma comunque come il dialogo con gli Usa abbia innescato un nuovo corso internazionale del paese, che ha così di fatto mandato in cantina decenni di isolamento. Il paese è un continuo viavai di ministri, imprenditori, uomini d’affari di grandi gruppi, e c’è quasi una corsa all’ Avana.

D’altra parte, lo stesso Raul Castro è impegnato in prima fila sul fronte internazionale. Il presidente che il 12 febbraio accoglierà il Papa e il patriarca Kirill è per esempio rientrato appena qualche giorno fa da una visita in Francia dove è stato ricevuto in pompa magna dal presidente Francois Hollande. A Parigi, così come in altri incontri, Raul ha puntato soprattutto ad un obiettivo, e cioè il pressing nei confronti degli Stati Uniti al fine di porre fine all’ormai quasi eterno embargo americano anti-Cuba.

E’ probabile d’altro lato che Castro metta entro qualche mese la sua firma su un altro accordo ‘historico’, questa volta tutto latinoamericano: proprio all’Avana, da anni sono in corso i negoziati tra i guerriglieri delle Farc e il governo della Colombia. Non si esclude che un accordo di pace possa essere firmato entro qualche mese: un altro risultato tangibile per Raul.

Giocando su più tavoli e grazie all’attivismo sul piano diplomatico, Cuba rimane così al centro della scena, al di là di quanto avviene sul fronte interno, dove il processo di apertura economica viaggia invece ad una velocità completamente diversa e tarda a farsi sentire sul livello di vita dei cubani.

In attesa di capire l’impatto che il colloquio Papa-Kirill avrà nell’isola, di fatto c’è tra l’altro che il ‘Francisco’ argentino che è stato chiave nel lancio del disgelo L’Avana-Washington tornerà, anche se solo per poche ore, a toccare suolo cubano: appena pochi mesi quindi dopo la visita fatta nell’isola a settembre.

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