Il Presidente Sergio Mattarella incontra a Washington la comunità italiana

Pubblicato il 09 febbraio 2016 da redazione

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra a Washington la comunità italiana

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra a Washington la comunità italiana

WASHINGTON- Nel corso della sua visita negli Stati Uniti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato la nostra collettività all’Ambasciata italiana a Washington.

Il discorso del Capo dello Stato è stato introdotto dall’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Claudio Bisogniero che ha ricordato come negli Usa risiedano attualmente oltre 250.000 connazionali di cui circa 6.500 presenti a Washington. Una comunità, quella italiana, in cui, secondo Bisogniero, convivono le realtà dell’emigrazione storica, riunita intorno alle grandi associazioni anche regionali, e quella della nuova comunità italiana composta da funzionari di organizzazioni internazionali, docenti universitari e ricercatori.

Due collettività che trovano spazio negli organismi rappresentativi della nostra comunità. “Di tutti i nostri connazionali e in particolare degli italo americani – ha concluso Bisogniero – voglio sottolineare con orgoglio le loro storie di sacrificio e di successo e il loro grandissimo contributo al rafforzamento dei rapporti fra l’Italia e Stati Uniti e alla diffusione di un immagine positiva del nostro Paese in America”.

“Vi sono italiani da più generazioni che sono cittadini americani, – ha esordito il Presidente Mattarella – connazionali che risiedono abitualmente, e poi c’è chi lavora qui per anni e poi ritorna in Italia, connazionali che lavorano in vari ambienti portando con grande prestigio una conoscenza presso gli altri del nostro paese e delle sue qualità. Tutti voi date una presentazione di grande rilievo all’Italia”.

“C’è un’amicizia antica tra Usa e Italia – ha poi ricordato Mattarella – che va anche alle origini della nostra unità nazionale, si è sviluppata nel corso del tempo e da sette decenni è strettissima, piena di collaborazione, di momenti importanti” .

“Questa amicizia – ha proseguito Mattarella – ci consente di esaminare e di affrontare insieme le sfide di oggi e quelle del futuro” perché “le sfide cambiano, ma l’amicizia tra Stati Uniti e Italia e la collaborazione internazionale sono decisive per affrontare le sfide, i nuovi problemi e i nuovi pericoli che si presentano”.

A proposito dell’Italia il Presidente ha aggiunto che “è in corso un ampio e articolato processo di riforme che ha come obiettivo di rendere il nostro Paese più moderno, più efficiente e più capace di potersi esprimere nelle sedi internazionali”.

“Tutti coloro che sono impegnati in vari settori, dall’economia alla scienza, dalla cultura all’arte, – ha aggiunto Mattarella – sanno che i confini del mondo sono sempre più labili e meno importanti e che si realizza sempre di più un provvido coinvolgimento di aree, regioni e Paesi prima esclusi dal protagonismo in questi vari ambienti di impegno.

Questo rende più impegnativo il compito dei Paesi sviluppati, ma più giusto il mondo. L’Italia, che ha sempre inteso collaborare con i Paesi in vai di sviluppo, cerca di fare la sua parte affinché questo avvenga con equilibrio, apertura e collaborazione reciproca, con beneficio di tutti e in particolare dei Paesi più poveri. Per uno sviluppo armonico del mondo l’Italia svolge la sua parte e cerca di svolgerla sempre meglio”.

“Incontrando le comunità di italiani all’estero – ha continuato il Presidente della Repubblica – ci si sente a casa, perché il clima, il modo di pensare, l’atteggiamento e l’impegno che esprimono gli italiani che lavorano in altri paesi è lo stesso che impiegherebbero in Italia. Il modo di porgersi, la capacità di creare rapporti umani e relazioni con gli altri è un clima e un’attitudine che caratterizza gli italiani e li rende simpatici agli altri interlocutori.

Vi ringrazio – ha concluso Mattarella rivolgendosi alla platea – per quello che fate e il lavoro che svolgete che serve al prestigio del nostro Paese e alla comunità internazionale”.

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