Via libera a missione Nato contro trafficanti nell’Egeo

Pubblicato il 11 febbraio 2016 da redazione

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BRUXELLES. – I ministri della Difesa dell’Alleanza Atlantica, a cominciare dall’americano Ash Carter, hanno dato il via libera ad una missione sotto bandiera Nato contro “i trafficanti di esseri umani e l’immigrazione illegale” nel mar Egeo.

Ma intanto il presidente Recep Tayyip Erdogan alza la posta. Da una parte torna a chiedere l’istituzione di una ‘no-fly zone’ (sulla quale in Nato glissano) come unico mezzo per fermare la guerra in Siria, dall’altra conferma con “orgoglio” che all’epoca dell’accordo sul piano d’azione con la Ue ha minacciato Juncker di mandare milioni di rifugiati in Europa. E ribadisce che se non avrà più fondi potrebbe aprire le porte anche domani: “Non abbiamo la scritta ‘idioti’ sulla fronte. Saremo pazienti, ma faremo quello che dovremo. Non pensate che gli aerei e gli autobus sono lì per niente…”.

Una minaccia che arriva mentre gli europei notano che il flusso dei migranti dalla Turchia non è significativamente diminuito e la Germania annuncia che manterrà i controlli alle frontiere per altri tre mesi (in coincidenza con l’ultimatum alla Grecia, che potrebbe di fatto ridisegnare la frontiera esterna dell’area Schengen). L’ambasciatore turco presso la Ue, Selim Yenel, invece volla come “inaccettabile” il piano della presidenza olandese di prendere in Europa solo 250mila rifugiati siriani in cambio di frontiere sigillate verso la Ue ma aperte dal lato siriano.

La missione Nato approvata a tempo di record nasce dall’accordo tra Angela Merkel ed il primo ministro Davutoglu, annunciato lunedì scorso durante la visita della cancelliera ad Ankara. Fonti diplomatiche specificano che la leader tedesca aveva già ottenuto il consenso del greco Alexis Tsipras. La missione sarà condotta dai mezzi di Germania, Grecia e Turchia sotto l’egida Nato.

Il comandante supremo dell’Alleanza, Philip Breedlove, ha già dato l’ordine alle tre navi (turca, tedesca e canadese) schierate nel Mediterraneo Orientale come “misura di rassicurazione” per la Turchia, di far rotta nel Mar Egeo. Obiettivo della missione, come sottolinea Carter, la “rete di crimine organizzato” che sfrutta i migranti. I mezzi della Nato, ha precisato il segretario generale, Jens Stoltenberg, “aumenteranno la sorveglianza della frontiera turco-siriana”, con le navi, ma anche con aerei-radar Awacs e sistemi elettronici di intelligence e ricognizione. E l’ex premier norvegese sottolinea che “lo scopo non è quello di fermare o rimandare indietro i barconi dei migranti”.

E’ però evidente lo scopo di scoraggiare chi si mette in mare: tutte le persone che saranno raccolte saranno “automaticamente riportate in Turchia” indipendentemente da dove saranno stati salvati e da chi. Tra i dettagli ancora da chiarire, ma sui quali la Nato annuncia di aver cominciato da subito a lavorare, il coordinamento con Frontex e l’Unione europea. Ma anche il funzionamento pratico della missione.

Stoltenberg e Carter hanno chiarito che i mezzi di Turchia e Grecia opereranno esclusivamente nelle rispettive acque territoriali, senza sconfinamenti. Per riportare in Turchia chi è raccolto da navi greche saranno “seguiti gli accordi bilaterali”. Roberta Pinotti ha espresso soddisfazione per l’accordo e la “risposta operativa ad un problema sul fronte sud dell’Alleanza”.

La ministro della Difesa ha anche ricordato che l’Italia aveva già chiesto tempo fa l’attivazione di una missione simile, riscontrando “perplessità”. Ora il percorso appare “più piano”, osserva, aggiungendo che c’è una “apertura positiva” all’estensione dell’operazione antiterrorismo ‘Active Endeavour’ della Nato (lanciata dopo il 9/11) alle acque davanti alla Libia in cui già opera l’italiana ‘Mare Sicuro’.

(di Marco Galdi/ANSA)

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