Dialogo tra bimbi di Venezia-Tunisi ‘tradotto’ da carcerati

(ANSA) – VENEZIA, 15 FEB – Abbattere i muri culturali e religiosi tra le due sponde del Mediterraneo mettendo a confronto il racconto e le esperienze degli adolescenti. E’ quanto si propone “Venezia-Tunisi”, l’iniziativa proposta all’associazione veneziana “Un pesce di pace” che, per superare le barriere linguistiche, si è fatta aiutare, abbattendo simbolicamente altre mura, dai detenuti magrebini del carcere lagunare. In pratica i ragazzini tunisini inviano lettere e messaggi ai loro coetanei di Venezia nelle loro lingue – arabo e francese – i detenuti le traducono in italiano e quindi i messaggi vengono fatti pervenire ai giovani italiani che così possono rispondere grazie sempre alla mediazione linguistica dei carcerati. Tra i primi messaggi giunti agli studenti delle elementari veneziane, quello di Nour, 8 anni, che dice “dalla Tunisia all’Italia: benvenuti! Vi aspettiamo” o quello di Ahamed (10 anni) che sottolinea “mi piace conoscere gli amici di altri Paesi e di religioni differenti”.

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