Papa in Messico: a giovani, non lasciate vita in mano narcos

(ANSA) – MORELIA (MESSICO), 17 FEB – “Non è vero che l’unico modo di vivere, di essere giovani è lasciare la vita nelle mani del narcotraffico o di tutti quelli che la sola cosa che stanno facendo è seminare morte”. Nel bagno di folla con i centomila giovani messicani nello stadio di Morelia, il Papa ha ripetuto anche alla parte di società che ha definito “la ricchezza del Messico” l’appello a rifuggire il potere dei narcos. Nel suo richiamo ai giovani, ha usato un’espressione evocativa: “Gesù mai ci inviterebbe ad essere sicari, ma ci chiama discepoli, ci chiama amici”. “Non è vero – ha detto il Papa – che l’unico modo di vivere per i giovani qui sia nella povertà e nell’emarginazione; emarginazione dalle opportunità, emarginazione dagli spazi, emarginazione da formazione ed educazione, emarginazione dalla speranza”. Nella coreografia dell’incontro di Morelia c’è stata una novità: per la prima volta si è visto Papa Francesco cantare. E ad un giovane che per tirarlo lo stava facendo cadere, non è mancato il rimbrotto di Francesco.

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