Papa: unioni civili? In politica italiana non m’immischio

Pubblicato il 18 febbraio 2016 da redazione

Pope Francis speaks to journalists aboard the flight from Mexico to Italy, 17 February 2016. ANSA/POOL/ALESSANDRO DI MEO

Pope Francis speaks to journalists aboard the flight from Mexico to Italy, 17 February 2016.
ANSA/POOL/ALESSANDRO DI MEO

AEREO PAPALE.- Evita di entrare nel dibattito sulla legge italiana sulle unioni civili, dicendo che “il Papa non si immischia nella politica italiana”, spiegando però che su questi temi bisogna votare “secondo una coscienza ben formata”. Risponde agli attacchi del candidato Usa Donald Trump, spiegando che che vuol fabbricare muri alle frontiere “non è cristiano”. Sui danni del virus Zika ‘apre’ ai contraccettivi, perché se l’aborto è “il male assoluto”, “un crimine”, evitare la gravidanza può essere “il male minore”.

E in un’ora di conversazione a tutto campo con i giornalisti, sul volo di ritorno dal Messico, papa Francesco tocca anche tanti altri temi: dalla pedofilia al nuovo rapporto con gli ortodossi dopo l’incontro con Kirill, dalla discussa amicizia femminile di papa Wojtyla, alla Cina dove “sogna” di andare.

UNIONI CIVILI? NON MI IMMISCHIO, MIO PENSIERO CON CHIESA – “Io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana”, ha risposto sulla discussione sul ddl sulle unioni civili. “Nella prima riunione che io ho avuto con i vescovi nel maggio del 2013 – ha ricordato – una delle tre cose che ho detto: col governo italiano arrangiatevi voi. Perché il Papa è per tutti e non può mettersi in politica, concreta, interna di un paese. Questo non è il ruolo del Papa”.

“E quello che io penso è quello che pensa la Chiesa e han detto in tanti – ha aggiunto -, perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza, ce ne sono tanti. E io penso quello che la Chiesa sempre ha detto”.

A una seconda domanda sullo stesso tema, Francesco ha detto di non ricordare bene il documento vaticano del 2003 in cui si dice tra l’altro che i parlamentari cattolici non devono votare questo tipo di leggi. “Ma il parlamentare cattolico – ha sottolineato – deve votare secondo la sua coscienza ben formata”. “Sulle persone dello stesso sesso – ha quindi ribadito – ripeto quello che è catechismo della Chiesa cattolica”.

SE TRUMP DICE COSTRUIRE MURI NON E’ CRISTIANO – “Una persona che pensa di fare i muri, chiunque sia, e non fare ponti, non è cristiano. Questo non è nel Vangelo”, ha risposto così sulle affermazioni di Donald Trump di voler costruire 2.500 km di muro lungo la frontiera messicana e deportare 10 mln di immigrati. Sul fatto se i cattolici americani debbano votarlo “non mi immischio: soltanto dico, questo uomo non è cristiano, se dice queste cose. Bisogna vedere se ha detto così oppure no. Su questo dò il beneficio del dubbio”.

A proposito del fatto che Trump lo ha definito “un politico” – cosa che oggi ha subito ribadito – e forse una pedina del governo messicano sulla politica dell’immigrazione, Bergoglio ha risposto: “Grazie a Dio che ha detto che sono un politico, perché Aristotele definisce la persona umana come ‘animal politicus’, quindi sono una persona umana”. “Che sono una pedina, mah, forse, non so, lo lascio al giudizio di voi, della gente”, ha aggiunto. Pronta replica di Trump: il “Papa fa politica”, lo stanno “usando come una pedina, e dovrebbero vergognarsi di farlo”.

CONTRO ZIKA NO AD ABORTO, MEGLIO CONTRACCEZIONE – “L’aborto non è un male minore, è un crimine, è fare fuori per salvare, quello che fa la mafia: è un crimine è un male assoluto. Sul male minore, evitare la gravidanza, parliamo in termini di conflitti tra il quinto e il sesto comandamento. Paolo VI, il grande, in una situazione difficile in Africa, ha permesso alle suore di usare gli anticoncezionali nei casi di violenza”.

Così ha risposto sulle indicazioni date a livello internazionale su aborto e contraccezione per evitare i danni del virus Zika. Per il Pontefice, “non si deve confondere il male per evitare la gravidanza, da solo, con l’aborto. L’aborto “è un male in se stesso”. “Invece evitare la gravidanza non è un male assoluto. In certi casi, come questo del virus Zika, o come quello che ho nominato, il beato Paolo VI, era chiaro”.

VESCOVO CHE COPRE PRETI PEDOFILI E’ INCOSCIENTE, SI DIMETTA – “Un vescovo che cambia un sacerdote di parrocchia quando si sono rilevati casi di pedofilia è un incosciente, che dovrebbe per questo presentare la rinuncia”. La pedofilia, ha detto il Papa, “è una mostruosità, perché un sacerdote che è consacrato toglie un figlio a Dio e se lo mangia come in un sacrificio diabolico, lo distrugge”. Sul caso Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, il Papa ha reso omaggio al coraggio di Ratzinger che “lottò nel momento in cui non aveva forza per imporsi”.

WOJTYLA? AMICIZIA CON DONNA NON È UN PECCATO – “Un uomo che non sa avere un buon rapporto di amicizia con una donna, non parlo dei misogini, quelli sono malati, è un uomo a cui manca qualcosa. E io, per esperienza, proprio anche quando chiedo un consiglio a collaboratori, amici, mi piace sempre conoscere il parere di una donna”. Così sull’amicizia di papa Wojtyla con la filosofa Anna Teresa Tymieniecka. “Un’amicizia con una donna non è peccato. Un rapporto amoroso con una donna che non sia tua moglie, è peccato”. “E il Papa è un uomo – ha aggiunto -, il Papa ha bisogno del pensiero delle donne. Il Papa ha un cuore che può avere un’amicizia sana, santa, con una donna”.

INTEGRARE RISPOSATI NON SIGNIFICA FARE LA COMUNIONE – Alla apertura sui contraccezione corrisponde una ‘chiusura’ sull’ ostia ai risposati, tema del Sinodo. “Integrare nella Chiesa non significa fare la comunione”: “questo sarebbe una ferita anche al matrimonio e anche alla coppia perché non le farà fare il lavoro di integrazione”. “E’ un cammino, una strada”.

A CONCILIO PAN-ORTODOSSO SOLO MESSAGGIO; ‘SOGNO’ CINA – “Io sarò presente, spiritualmente e con un messaggio”. Così il Papaha risposto alla domanda se andrà al concilio pan-ortodosso di Creta del prossimo giugno. “Mi piacerebbe andare a salutare il concilio pan-ortodosso – ha detto -, ma devo rispettare”. E alla domanda su quale sia il suo sogno, o anche il suo incubo, ha risposto senza esitazione: “La Cina, andare là, mi piace tanto”.

(dell’inviato Fausto Gasparroni/ANSA)

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