Continuano a cadere bombe in Siria, 10mila bimbi morti

Pubblicato il 19 febbraio 2016 da redazione

siria2

BEIRUT. – Nel giorno in cui in Siria sarebbe dovuto entrare in vigore un cessate il fuoco annunciato la settimana scorsa da Usa e Russia, a parlare sono state ancora le bombe, mentre si allontana la prospettiva di una ripresa dei negoziati governo-opposizioni. “Questa è una vera strage degli innocenti. Su 300mila morti, oltre 10mila sono bambini, senza parlare di quei bimbi che muoiono annegati o rimangono sotto le macerie dopo un bombardamento. Deve cessare questa strage”, è stato l’appello lanciato dal Nunzio apostolico a Damasco, monsignor Mario Zenari.

L’artiglieria turca continua a bombardare le postazioni delle milizie curde a nord di Aleppo. Almeno due persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite la scorsa notte, secondo l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Mentre le forze governative, con il sostegno delle milizie sciite libanesi di Hezbollah, rimangono all’offensiva in questa regione e in altre nel nord del Paese, con la copertura dei raid aerei russi.

Sono 58.000, secondo l’Onu, i civili in fuga dai combattimenti e dai bombardamenti a nord di Aleppo che si sono ammassati nelle ultime due settimane alla frontiera turca. Amnesty International ha accusato oggi Ankara di non lasciare entrare sul suo territorio nemmeno i civili feriti e di avere “aperto il fuoco e ferito civili, compresi bambini, i quali per disperazione cercavano di attraversare il confine con l’aiuto di trafficanti”.

Intanto le autorità turche hanno fermato a Gaziantep, a poche decine di chilometri dal confine, Rami Jarrah, un giornalista siriano di Aleppo fondatore di Radio Ana, noto per i suoi reportage da Aleppo bombardata dai raid russi e governativi. Le autorità turche non hanno finora reso noti i motivi del fermo.

Su quello che dovrebbe essere il piano diplomatico, si segnala una conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e il re saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud. Il Cremlino ha riferito che i due capi di Stato hanno espresso “interesse a risolvere la crisi in Siria”. Ma per il momento rimangono solo parole, come conferma il pessimismo di Staffan de Mistura. Non è “realistico”, ha ammesso l’inviato speciale dell’Onu, che governo e opposizioni tornino il 25 febbraio al tavolo dei negoziati a Ginevra, come lui aveva auspicato quando aveva annunciato la sospensione dei colloqui, all’inizio del mese. “Ci servono concreti colloqui di pace – ha affermato de Mistura – non solo colloqui per parlare. Ora americani e russi si devono sedere e accordarsi su un piano concreto per la cessazione delle ostilità”.

Ma le tensioni rimangono anche tra gli Usa e la Turchia, impegnata negli ultimi giorni soprattutto nella sua guerra contro i curdi siriani, sostenuti da Washington e di fatto alleati delle forze di Damasco nell’avanzata delle ultime settimane. Proprio le milizie curde siriane dell’Ypg sono accusate dalla Turchia, insieme al Pkk, di essere dietro agli attentati degli ultimi giorni contro l’esercito ad Ankara e a Diyarbakir. Ma la loro dirigenza ha negato ogni responsabilità negli attacchi.

Invece il gruppo ‘Falconi per la liberazione del Kurdistan’ (Tak), in passato legato al Pkk ma che ora agirebbe in maniera indipendente, ha rivendicato l’attentato: il Tak ha inoltre reso noto il nome del presunto kamikaze, che non sarebbe il curdo-siriano Saleh Necar indicato dalle autorità di Ankara ma il loro militante Abdulbaki Sonmez, nome in codice Zinar. Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato alla carica, affermando che delle armi fornite dagli Stati Uniti ai curdi, “la metà sono finite nelle mani dell’Isis”.

Mentre Riad si è detta pronta a rifornire i gruppi ‘moderati’ di opposizione in Siria di missili terra-aria.

In questa babele, un risultato concreto, parziale, de Mistura lo ha raccolto finora solo sul piano umanitario, quando, durante una missione a Damasco, ha ottenuto l’apertura di corridoi umanitari per le popolazioni di cinque località assediate. Tra queste, Madaya, da dove erano arrivate le fotografie di adulti e bambini ridotti a scheletri insieme alle notizie di decine di morti per fame. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) è riuscito a consegnare cibo ad oltre 80.000 persone, ha detto Jakob Kiern, direttore di Pam in Siria. Il quale ha però sottolineato che “singoli e sporadici convogli possono solo fornire soccorso temporaneo a chi ha fame ed è disperato”.

(di Alberto Zanconato/ANSA)

Ultima ora

09:40F1: Australia, ultimo Gp vinto da Ferrari a Singapore 2015

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - La Ferrari non vinceva un Gran Premio di Formula 1 dal 20 settembre 2015 quando sul circuito di Singapore Sebastian Vettel vinse la sua terza gara al volante della Rossa. Nel 2016 la Rossa non aveva vinto nessun Gran Premio.

09:35F1:Australia,Vettel, oggi potevo guidare Ferrari per sempre

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - ''E' stato un Gp fantastico, è stato folle in senso positivo vedere tutte queste bandiere rosse, la macchina è divertente da guidare, è stata una giornata bellissima''. Parola di Sebastian Vettel sul podio di Melbourne tra una doccia di champagne, gli abbracci e le strette di mano con gli avversari. ''Noi ci siamo - ha detto il pilota tedesco della Ferrari - siamo qui per lottare. Abbiamo fatto un lavoro eccellente, la Ferrari ci permette di competere quest'anno, è molto divertente da guidare, oggi avrei potuto continuare a guidare per sempre''.

09:33Vettel esulta in italiano’grande Ferrari, è per noi’

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - ''Questa è per noi, grande Ferrari, grazie ragazzi''. Gioia ed esultanza targata Sebastian Vettel che appena tagliato il traguardo per primo del Gran Premio d'Australia si lascia andare parlando in italiano con il box ad una gioia irrefrenabile. Poi sceso dall'abitacolo salta come un grillo andando ad abbracciare i suoi meccanici dando il via alla festa della Rossa sul podio di Melbourne, nella prima gara della stagione di Formula 1.

09:32Usa: Pence, ‘lotta all’Obamacare continuerà’

(ANSA) - WASHINGTON, 26 MAR - La lotta all'Obamacare "proseguirà" per mettere fine a "un incubo e dare al popolo americano l'assistenza sanitaria che merita". E' quanto ha sottolineato il vicepresidente americano Mike Pence, intervenendo ad un incontro di imprenditori in West Virginia, all'indomani del fallimento del tentativo Gop di abrogare la legge di assistenza sanitaria voluta da Barack Obama che non è riuscito a raccogliere il sostegno repubblicano sufficiente per essere approvato alla Camera.

09:31Usa: si barrica su bus a Las Vegas e spara, un morto

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Un uomo su un autobus a due piani nella zona dei casinò di Las Vegas, ha estratto una pistola e ha cominciato a sparare, uccidendo una persona e ferendone un'altra per poi barricarsi all'interno per diverse ore prima di arrendersi ed essere arrestato dalla polizia. Le due persone colpite sono state portate in ospedale ma per una di loro non c'era più niente a fare, ha fatto sapere una fonte del University Medical Centermorto. Per ore, i negoziatori, robot e veicoli blindati hanno circondato il bus con le autorità incerte se ci fossero altre vittime all'interno. Nel frattempo, gli ufficiali hanno fatto evacuare i casinò vicini, mettendo in guardia i turisti e i passanti di allontanarsi dalla zona.

09:31F1: Australia, Giovinazzi chiude suo primo Gp al 12/o posto

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Il pilota italiano della Sauber Antonio Giovinazzi ha chiuso al dodicesimo posto il Gran Premio d'Australia, il primo della sua carriera in Formula 1. Dopo 6 anni di assenza, dai tempi di Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi l'Italia, l'Italia rivede un suo driver passare sotto la bandiera a scacchi di un Gp della massima serie. Chiude al quinto posto la Red Bull di Verstappen davanti alla Williams di Massa e alla Force India di Perez. Ottava posizione per la Toro Rosso di Sainz che ha preceduto il compagno di scuderia Kvyat e la Force India di Ocon. Ritirata l'altra Red Bull dell'idolo di casa Daniel Ricciardo e stessa sorte per la McLaren di Fernando Alonso.

09:26Usa: scontri tra pro e anti-Trump in California, 4 arresti

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Tafferugli tra i sostenitori e gli oppositori di Donald Trump su una popolare spiaggia della California del Sud. Il bilancio è di 4 arresti. Lo riferiscono i media statunitensi. Un gruppo di sostenitori di Trump ha improvvisato un corteo sulla spiaggia di Bolsa Chica. Un gruppetto di oppositori - tutti vestiti in nero - era nei pressi. Si è scatenata una battaglia a colpi di pugni e spray al peperoncino.

Archivio Ultima ora