Pechino batte NY, è la nuova capitale mondiale Paperoni

Pubblicato il 24 febbraio 2016 da redazione

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PECHINO. – Su Pechino sventola la bandiera di nuova capitale mondiale dei “Paperoni”, strappata per la prima volta al simbolo per eccellenza del capitalismo, New York City. L’ultima classifica sui miliardari del pianeta di Hurun, la risposta cinese all’americana Forbes, riserva altre sorprese, a partire dalla top ten delle città: ci sono altre 4 metropoli come Hong Kong, Shanghai, Shenzhen e Hangzhou riconducibili al Dragone. Che detiene il record di 93 donne super ricche “che si sono fatte da sole” (sulle 124 totali), mentre sono 630 i miliardari di origine cinese, il 29% della lista, ben oltre il 20% che è la quota in relazione alla popolazione mondiale.

Pechino può adesso vantare 100 miliardari contro i 95 di Big Apple, a conferma di come l’elite sia riuscita ad accumulare e consolidare vaste ricchezze nonostante un mercato azionario pressoché dimezzato rispetto ai massimi della scorsa estate e un sostanziale raffreddamento dell’economia alle prese con gli scenari e lo yuan quanto mai incerti.

E a riprova di un Paese che, malgrado la “nuova normalità” teorizzata dal presidente Xi Jinping, sia sempre più a velocità divergenti: su tutto questo la quarta sessione del 12/mo Congresso nazionale del Popolo di marzo proverà a dare risposte con il nuovo piano quinquennale. Secondo Rupert Hoogewerf, fondatore di Hurun che ha sede a Shanghai, la crescita esplosiva dei super ricchi cinesi è dovuta alla Borsa: il via libera massiccio dato alle offerte pubbliche iniziali (Ipo), dopo il blocco di anni, ha scatenato un vero e proprio assalto agli acquisti azionari.

A sostegno di questa lettura, Hoogewerf ha aggiunto che i suoi calcoli si basano sui valori dei listini al 15 gennaio scorso, che già scontano il crollo di oltre 40% registrato negli ultimi sei mesi. Se la ricerca fosse stata eseguita durante il picco di Borsa della scorsa estate, il numero di nuovi miliardari a Pechino sarebbe stato di 150, contro gli attuali 32, più che sufficienti a superare gli appena quattro segnati da New York City.

Al terzo posto c’è Mosca con 66 miliardari, poi Hong Kong e Shanghai al quarto e quinto posto, rispettivamente con 64 e 50 super ricchi.

L’immobiliare è la fortuna di un quinto dei 568 miliardari della Grande Cina, titolari di asset per 1.400 miliardi di dollari, sugli stessi livelli del Pil dell’Australia. Nessuno di loro è tra le prime posizioni, che vede al vertice Bill Gates: il primo in classifica è Wang Jianlin (21/mo), a capo di Wanda e uomo più ricco della Cina con 26 miliardi di dollari, appena prima di Li Ka-shing (Cheung Kong) con 25 miliardi e Jack Ma, fondatore di Alibaba (21 miliardi).

La “lunga marcia” di Wang è in corso: dopo aver acquistato Legend Entertainment di gennaio staccando un assegno di 3,5 miliardi, un’altra grande operazione sarebbe in arrivo. A inizio settimana, Viacom ha annunciato l’esame di diverse opzioni per il futuro di Paramount Pictures, rilanciando i rumor sull’arrivo di un colosso cinese per una delle major di Hollywood. Lo scorso mese, all’incontro societario annuale, Wang citò 5 operazioni principali da fare nel 2016 di cui tre fuori dalla Cina.

(Antonio Fatiguso/Ansa)

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