Fifa: comincia una nuova era, sprint Salman e Infantino

Pubblicato il 25 febbraio 2016 da redazione

Salman e Infantino

Salman e Infantino

ZURIGO. – A meno di clamorosi colpi di scena, la Fifa avrà un nuovo presidente. L’intensa attività diplomatica non dovrebbe aver sconvolto i pronostici in vista del congresso straordinario a Zurigo. Anche per i bookmaker, il favorito è lo sceicco Salman del Bahrein. Il più accreditato sfidante è l’italo-svizzero Gianni Infantino, il principe Alì di Giordana occupa il ruolo di outsider mentre pochissime possibilità sembrano avere il francese Jerome Champagne e il sudafricano Tokyo Sexwale.

I candidati si sono rivolti ai rappresentanti delle varie confederazioni. Lo Sceicco Salman, presidente della confederazione asiatica, ha messo in evidenza la propria competenza a dirigere nel mondo del calcio. “Credo che negli ultimi tre anni i progressi del calcio in Asia siano sotto gli occhi di tutti”, ha detto. Già forte dell’appoggio della confederazione asiatica e di quella africana – iil vice-presidente della Caf Saketu Patel ha affermato che Salman otterrà 53 dei 54 voti africani – lo sceicco ha ricevuto indirettamente una mano anche dalla Concacaf (America del nord, centrale e caraibi), che ha deciso di non dare indicazioni di voto ai propri delegati.

Se per essere eletto al primo turno serviranno i due terzi dei voti espressi, basterà la maggioranza assoluta dal secondo turno in poi. Ipotizzando che tutti i paesi autorizzati (ossia 207 dei 209 che conta la Fifa, l’Indonesia ed il Kuwait sono sospesi) votino, per passare al primo turno ci vorranno 138 preferenze, ma ne basteranno 104 dal secondo. Ad ogni turno, viene escluso il candidato che ha ricevuto meno voti. L’Africa dispone di 54 voti, l’Asia 44, l’Europa 53, la Concacaf 35, la Conmebol (Sudamerica) 10, e l’Oceania 11.

Anche se ogni delegato non è costretto a votare come suggerito dalla propria confederazione, Salman, che dispone anche di appoggi in Oceania, e in Concacaf, sembra messo molto bene. E ciò malgrado alcuni sospetti riguardo al rispetto dei diritti umani nel suo paese (Salman è accusato di aver perseguitato perfino alcuni calciatori della nazionale del suo paese), sollevati in particolare dai tedeschi Wolfgang Niersbach e Reinhard Rauball. Lo sceicco ha dovuto subire critiche anche sulla destinazione di certi fondi provenienti dalla Fifa.

Sembra probabile che il principe Ali si rivolgesse a lui quando, nel suo discorso di fronte al congresso Uefa ha detto : ”la scelta del presidente della Fifa è essenziale perché deve rappresentare un vero cambiamento. Non dobbiamo ritrovarci come prima o molto peggio di prima.”

Gianni Infantino – che può contare sull’appoggio di Europa, Conmebol ed una parte della Concacaf – si è detto fiducioso. Spera addirittura di ottenere la metà dei voti dall’Africa. Certamente il fatto che sia europeo – ”ma non sono il candidato dell’Europa, bensì quello del calcio”, ha insistito – e che rappresenti una ”soluzione di scorta” dopo la forzata rinuncia di Michel Platini non depone a suo favore. Tuttavia, l’ottimo bilancio finanziario dell’Uefa, di cui è segretario generale, rappresenta un punto positivo, così come l’intensa attività diplomatica svolta negli ultimi mesi (”ho fatto cinque volte il giro del mondo”).

Sfidante battutto da Blatter a maggio del 2015, il principe Ali, presidente della federazione giordana, paga il fatto di non aver alcun ”blocco continentale” alle spalle. E’ però il più giovane e forse quello che può spingere più in là le riforme della Fifa. Ha annunciato che in caso di elezione costituirà un gruppo di personalità extra-calcisitiche, presieduto dall’ex segretario generale delle Nazioni Unite Koffi Annan, per lanciare la Fifa in una nuova era. In caso di elezione, il suo segretario generale sarà europeo. Jerome Champagne, ex-consigliere di Blatter, e Tokyo Sexwale – compagno di cella di Nelson Mandela – che partecipò all’organizzazione del Mondiale 2010 non sono neanche certi di raccogliere il voto della propria federazione nazionale. Possibile quindi che si ritirino all’ultimo momento.

In precedenza, il congresso dovrà votare varie riforme della Fifa. Fra queste, la separazione fra decisioni politiche e operative, l’ampliamento a 37 membri dell’esecutivo che diventerebbe consiglio, l’aumento della presenza femminile, il limite a tre mandati per le funzioni importanti (presidente incluso), o ancora il rinforzo dei controlli sui flussi finanziari e sull’integrità dei membri della Fifa. Il presidente ad interim Issa Hayatou ha partecipato alle riunioni di ogni confederazione per chiedere ai delegati di ”approvare le riforme. E’ assolutamente imperativo, per permettere alla Fifa di rialzarsi ed avere un futuro”.

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