Il calo benzina aiuta il portafogli degli italiani

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ROMA. – Un ‘tesoretto’ di oltre 7 miliardi nel 2015 è rimasto nelle tasche degli italiani. E’ il risparmio accumulato grazie al calo del prezzo dei carburanti, frutto del crollo delle quotazioni petrolifere, con il greggio precipitato dai circa 100 dollari di inizio 2014 ai 35 della fine del 2015. Stando ai calcoli dell’Unione petrolifera, che ha incrociato i dati sui prezzi e sui consumi del 2015 rispetto all’anno precedente, l’anno scorso automobilisti e autotrasportatori hanno quindi ‘salvato’ 7,1 miliardi: la cifra comprende i 6,2 miliardi relativi al prezzo industriale dei carburanti e i 900 milioni di minor gettito fiscale.

In particolare, il prezzo medio della benzina è sceso in un anno di 17,5 centesimi (14,1 centesimi in meno è la variazione della componente fiscale), passando da 1,713 a 1,538 euro al litro, mentre il gasolio è arretrato di 20,3 centesimi (16,4 in meno per il fisco), scendendo da 1,609 a 1,406 euro al litro. A conti fatti, quindi, per un pieno di un’auto di media cilindrata, nel 2015 gli automobilisti hanno speso circa 10 euro in meno.

A fronte del calo prezzi si è poi registrato l’aumento dei consumi, che non ha però coinvolto la benzina. In generale la domanda petrolifera è aumentata nell’anno del 3,6% a 59,7 milioni di tonnellate, comunque ben lontano dagli 86,7 milioni del 2005. Tra i carburanti, però, è cresciuto solo il gasolio (+1,8%), mentre la verde è arretrata dell’1,2%, in linea con le immatricolazioni di auto nuove, che dal sorpasso del 2004 vedono sempre saldamente in testa quelle diesel.

L’anno che si è da poco concluso, insomma, è stato una passeggiata per chi guida la macchina, ma non è detto che duri. I tentativi di alcuni Paesi produttori di rimettere in moto le quotazioni del petrolio si susseguono e un appuntamento centrale si terrà tra il 20 marzo e il primo aprile, quando è in programma un vertice tra paesi Opec e non Opec, Russia in testa. L’obiettivo è quello di congelare la produzione ai livelli di gennaio, per evitare che il nuovo export in arrivo dall’Iran deprima ancora di più le quotazioni.

Le indiscrezioni circolate in questo senso hanno messo già in moto la speculazione e il greggio è così tornato, negli ultimi giorni, a sfiorare quota 35 dollari. Il risultato è che i prezzi dei carburanti hanno ricominciato a salire e, prevede la Figisc-Confcommercio, la prossima settimana aumenteranno ancora, di almeno 1 centesimo.

(di Francesca Paggio/ANSA)

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