Usa, spetta all’Italia decidere sull’impegno in Libia

Pubblicato il 07 marzo 2016 da redazione

italian-libia

ROMA. – Prima l’endorsement al ruolo guida dell’Italia in un eventuale intervento militare in Libia. Poi i ‘numeri’ sugli uomini che Roma potrebbe schierare. Ora gli Stati Uniti frenano: “Spetta all’Italia decidere e definire i dettagli del suo impegno” nel Paese nordafricano. E’ lo stesso ambasciatore americano a Roma, John Phillips, a tre giorni da un’intervista al ‘Corriere della Sera’ in cui parlava di 5.000 militari italiani da impegnare, a voler precisare il senso delle sue parole.

“Non si è trattato affatto di un suggerimento o di una raccomandazione da parte degli Stati Uniti”, si legge in una nota dell’ambasciata di Via Veneto. “Ho semplicemente detto – spiega quindi Phillips – che l’Italia ha pubblicamente indicato la sua volontà di inviare circa cinquemila italiani. Per quanto riguarda la preparazione e la tempistica, si tratta di decisioni che non sono state ancora prese”.

Una cifra, quella di 5.000 militari, evocata dal ministro della Difesa Roberta Pinotti oltre un anno fa, facendo un parallelo con il numero massimo di soldati inviati nella missione in Afghanistan. Ma dopo giorni di notizie che lasciavano pensare a un’accelerazione nella preparazione di un intervento anti-Isis, un freno era stato posto dal premier Matteo Renzi.

“La guerra non è un videogioco, è una cosa seria – ha detto a ‘Domenica Live’ da Barbara D’Urso -, e bisogna aver rispetto per le parole. Con cinquemila uomini a fare l’invasione della Libia, l’Italia con me presidente non ci va”.

L’opposizione critica la scelta del premier di aver parlato di Libia in tv, anziché in parlamento. Sarà invece Gentiloni a fornire mercoledì – prima al Senato, e poi alla Camera – un’informativa urgente sulla situazione nel Paese. Un appuntamento che era già stato convocato sin dalla scorsa settimana, e poi reso ancor più necessario dalla morte di due dei quattro tecnici della Bonatti rapiti a luglio.

In Aula il ministro ribadirà probabilmente quella che è la condizione necessaria senza la quale, per il governo italiano, una missione militare non è neanche ipotizzabile: e cioè, che sia un esecutivo libico unitario a chiederla. E su questo, assicura il Dipartimento di Stato a Washington, Italia e Stati Uniti sono “in totale sintonia”: “Rimaniamo stretti partner con l’Italia, a Roma abbiamo avuto diverse riunioni e stiamo lavorando a stretto contatto a sostegno della formazione di un governo di unità nazionale”, dice il portavoce Mark Toner, senza tuttavia nascondere che gli Usa hanno già compiuto alcuni raid contro leader dell’Isis in Libia perché in ballo c’era “la sicurezza nazionale”.

Il problema però è che il governo di unità mediato dall’Onu tarda a vedere la luce per l’incapacità del parlamento riconosciuto, insediatosi a Tobruk, di dare la fiducia alla squadra del premier designato Fayez Sarraj. Mentre dal canto suo la ‘rivale’ Tripoli – il cui governo filo-islamista rivendica di essere “l’unico legittimo” – ha già messo in chiaro di non voler interventi stranieri. “Cinquemila soldati italiani? Preferiremmo tecnici, dottori, ingegneri. Ci servono civili per ricostruire la Libia, non soldati per distruggerla”, ha ribadito il vicepremier della capitale Ahmed Amihimid al Hafar al Corsera, chiedendo invece “armi, munizioni e sostegno logistico” per combattere l’Isis da soli.

Sulle forze speciali già schierate sul territorio libico, è stato il sottosegretario alla Difesa, Nicola Latorre, a spiegare la norma contenuta nel decreto sulle missioni internazionali: “Qualora si debba intervenire in operazioni di interesse nazionale, come ad esempio supportare un’azione di liberazione di nostri connazionali sequestrati, oppure un’azione di intelligence che non preveda un’azione militare, si possono utilizzare reparti speciali delle forze armate, con le immunità funzionali di chi opera nei servizi di intelligence. Si tratta – ha sottolineato – di unità numericamente assai esigue, poche decine di persone che non agiscono dal punto di vista bellico”.

(di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)

Ultima ora

03:26Terremoti, scossa magnitudo 3.4 in provincia di Messina

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 22:20 di ieri sulla costa nordest della Sicilia, in provincia di Messina. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 6 km di profondità ed epicentro tra Longi e Frazzanò. Non si segnalano danni a persone o cose. Un'altra scossa, di magnitudo 3, è stata poi registrata alle 23:50 al largo delle isole Eolie, con ipocentro a 14 km di profondità ed epicentro 13 km a sudovest di Leni (isola di Salina). Anche in questo caso non si segnalano danni.

01:19Calcio: 3-2 al Bologna, Inter ai quarti di Coppa Italia

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - L'Inter vola ai quarti di finale di Coppa Italia, battendo il Bologna 3-2 a San Siro. Ma la squadra di Pioli ha avuto bisogno dei tempi supplementari per eliminare i rossoblù che, sotto 2-0, erano riusciti a mettere a segno la rimonta: l'Inter passa in vantaggio al 34' grazie al gol-capolavoro di Murillo. Il colombiano, sul corner di Joao Mario, batte Da Costa con una rovesciata spettacolare. Cinque minuti più tardi arriva il raddoppio con Palacio. Ma il Bologna trova la forza per reagire e al 43' riapre il match con il gol di Dzemaili. Nella ripresa arriva il pari, grazie alla rete di Donsah al 28'. Rimonta completata per la squadra di Donadoni che costringe così Pioli ai tempi supplementari. All'8 del primo extra time però l'Inter si riporta in vantaggio con Candreva che decide così la sfida e manda i nerazzurri avanti.

23:43Calcio: Coppa d’Africa, Mali-Egitto 0-0

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - Esordio in Coppa d'Africa senza reti per l'Egitto di Hector Cuper e del giallorosso Salah. I Faraoni infatti sono stati fermati sullo 0-0 dal Mali, in un match valido per il girone D del torneo.

22:45Calcio:Ceferin in Russia’Uefa favorevole Mondiale allargato’

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - ''Tutte le confederazioni sono nettamente a favore dell'espansione delle partecipanti alla Coppa del Mondo FIFA a 48 squadre a partire dal 2026. Di conseguenza, l'Uefa ha deciso di aderire nel sostenere il nuovo formato della competizione''. Parola del presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin in una intervista alla Tass nel suo primo viaggio pubblico in Russia da numero uno dell'organo che governa il calcio europeo. ''Siamo soddisfatti del fatto che la durata dei Mondiali non aumenterà, questione questa importante per i club preoccupati per il maggior impegno dei rispettivi giocatori''. Ceferin ha risposto così ad una domanda sul fatto che il calcio russo come gli altri sport abbia problemi di doping: ''L'Uefa sta facendo il massimo nella lotta contro il doping. Test rigorosi vengono effettuati sia in occasione dei match internazionali e che delle competizioni Uefa per club. A dicembre abbiamo deciso di mettere in atto un nuovo protocollo per quanto riguarda la conservazione dei campioni''

22:34Prete litiga con amante e le rompe un dito, condanna 2 mesi

(ANSA) - RAVENNA, 17 GEN - Un prete è stato condannato a due mesi di carcere per avere fratturato in canonica un dito a quella che era stata per cinque mesi la sua perpetua e amante. Ma è stato assolto dall'accusa di violenza sessuale (per induzione) perché la perizia psichiatrica disposta dal Tribunale di Ravenna ha stabilito che la giovane, pur segnata da gravi problematiche emotive, era consapevole delle sue azioni. Si è chiuso così il rito abbreviato condizionato a carico di don Alessio Baggetto, 43 anni, all'epoca dei fatti, nel 2013, parroco di Punta Marina Terme, sul litorale ravennate. Per lui la Procura aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione. Mentre la difesa - avvocato Enrico Maria Saviotti - aveva chiesto l'assoluzione anche per le lesioni in quanto il prete si sarebbe semplicemente difeso dal lancio di una statuetta in gesso della Madonna. La ragazza - una 26enne dell'est europeo il cui amministratore di sostegno è l'avvocato Christian Biserni - nel frattempo si è sposata e vive a Roma.

22:27Concorsi pilotati: giudici Bari, rete nazionale di controllo

(ANSA) - BARI, 17 GEN - A pilotare i concorsi universitari di cardiologia fino al 2004 c'era "una vera e propria rete nazionale di controllo". Ne è convinto il tribunale di Bari che, tuttavia, nella sentenza dell'ottobre scorso di cui sono state depositate in questi giorni le motivazioni, ha dovuto dichiarare la prescrizione del reato di associazione per delinquere. Nel processo erano imputati il cardiologo barese Paolo Rizzon, arrestato nell'ambito di questa indagine nel 2004 e ritenuto tra i presunti capi dell'associazione, suo figlio Brian Peter e altri due docenti universitari. Con quella sentenza i giudici baresi avevano anche assolto nel merito Rizzon da cinque accuse di falso e tre di truffa. Con riferimento all'ipotesi di associazione per delinquere, i giudici scrivono che "l'istruttoria dibattimentale ha acclarato che gli imputati hanno agito all'interno di un accordo criminoso, destinato a durare nel tempo". Hanno dovuto però prendere atto della prescrizione.

21:57Calcio: Samp prolunga il contratto a Puggioni

(ANSA) - GENOVA, 17 GEN - La Sampdoria ufficializzerà nei prossimi giorni l'adeguamento dell'ingaggio e l'allungamento del contratto al portiere Christian Puggioni. Un premio per l'estremo difensore, che oggi compie 35 anni, anche alla luce dell'ottimo rendimento del giocatore che sta sostituendo il titolare Emiliano Viviano che si era infortunato ad ottobre. Il contratto di Puggioni scade il prossimo giugno, la Sampdoria vuole allungarlo di un'altra stagione.

Archivio Ultima ora