Tutelare la stampa, Renzi minaccia il veto sulla Turchia

Pubblicato il 07 marzo 2016 da redazione

fuocoammare

BRUXELLES.- Senza un chiaro riferimento alla difesa della libertà di stampa nelle conclusioni del summit, l’Italia non firmerà alcun accordo con la Turchia. Il premier Matteo Renzi, secondo quanto riferito da fonti europee, minaccia di porre il suo veto durante il braccio di ferro durissimo tra l’Unione europea e la Turchia che segna questo vertice straordinario sull’emergenza migranti.

Il premier italiano pone un paletto chiarissimo, nel giorno in cui il governo di Ankara, a sorpresa, alza la posta del negoziato con Bruxelles, lanciando all’ultimo minuto nuove richieste. Proposte che sono state al centro dell’esame del Consiglio tutta la giornata, ma anche di un ‘minivertice’ cruciale a margine dei lavori, con la partecipazione del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, della cancelliera Angela Merkel, del premier britannico David Cameron, del presidente francese François Hollande, del premier turco Ahmet Davutoglu e dell’Alto Rappresentante Federica Mogherini.

Secondo quanto riferiscono fonti del Consiglio, l’idea di una sorta di ricatto, posto dalla Turchia a un’Unione dilaniata dalla crisi migranti, non è piaciuta a nessuno. Anzi, pare che la mossa turca sia stata definita da tutti, compresa l’Italia, quanto meno eccessiva nel metodo e nel merito. Soprattutto alla luce del fatto che sull’argomento avevano lavorato in tanti, nei giorni scorsi, a partire del presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Un lavoro delicato che è stato spazzato via dagli eventi.

Tuttavia, l’impegno di tutti, con il governo italiano in prima linea, a fianco soprattutto della Merkel e della Commissione, è quello di cercare una soluzione soddisfacente, in modo da consolidare Schengen. Un sentiero molto stretto, visto che non si vuole ‘mollare’ su tutta la linea rispetto alle richieste turche, ma d’altro canto bisogna evitare con tutte le forze una rottura con Ankara che potrebbe avere l’effetto immediato della chiusura delle frontiere.

Uno scenario drammatico se si pensa a ciò che potrebbe comportare nell’aggravamento della situazione sul campo in Grecia e lungo la rotta balcanica. Insomma, una trattativa lunga, estenuante e durissima. Come la traversata dei migranti che da mesi cercano di sbarcare in Europa attraversando il braccio di mare che separa le coste africane a Lampedusa.

E’ la tragica storia raccontata nel film documentario ‘Fuocoammare’, diretta da Francesco Rosi, che ha conquistato l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Quel giorno, così importante per il cinema italiano, Renzi annunciò che avrebbe regalato quel film ai suoi interlocutori di Bruxelles.

Ed è stato di parola: ha donato a tutti i leader presenti al Consiglio un dvd del film, con tanto di bigliettino con dedica, da “Cara Angela” a “Caro Donald” a “Caro Jean-Claude”. “Fuocoammare – scrive Renzi su Fb – racconta la poesia dell’accoglienza di Lampedusa”. Quel sentimento che è più facile trovare tra i cittadini delle tante Lampeduse d’Europa, che tra i capi di Stato e di governo.

(di Marcello Campo/ANSA)

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