Moby Prince: 140 sedie vuote per ricordare vittime

(ANSA) – LIVORNO, 10 MAR – Centoquaranta sedie vuote sulle quali si sono accomodate le persone via via che Loris Rispoli, presidente dell’Associazione ‘140 vittime del Moby Prince’, scandiva i nomi di chi perse la vita nell’incendio del traghetto, andato a fuoco 25 anni fa, nella rada del porto di Livorno. L’iniziativa si è svolta questo pomeriggio in piazza della Repubblica a Livorno, a un mese dall’anniversario della tragedia, avvenuta la notte del 10 aprile 1991, la più grande della marineria civile italiana: su ogni sedia un nome, una sedia per ognuna delle 140 persone morte nel disastro. “Ho pensato a questa iniziativa con l’idea di poter dare a tutti la sensazione dell’elenco delle vittime – ha spiegato Rispoli – Quando li leggo al porto forse non si ha questa sensazione. ma metterli qui su una sedia, dar loro quasi una fisicità, e’ un’altra cosa. Quando mi sono messo in mezzo alle file di sedie vuote ho rivissuto il momento in cui ho fatto il riconoscimento del corpo di mia sorella”. Ecco, aggiunge, “volevo far rendere questa città partecipe dell’evento dolore in vista del venticinquesimo anniversario, e preparare la città a questo anniversario che dovrà vedere una forte partecipazione per far sì che si dia il senso di un evento importante in cui ci sarà a Livorno la commissione parlamentare d’inchiesta che speriamo faccia piena luce su questa vicenda”. L’iniziativa,‎’140 sedie in piazza’, è stata l’ultima tappa del viaggio di avvicinamento al 25esimo anniversario. Tra i familiari delle vittime insieme a Loris Rispoli anche Angelo Chessa, mentre per il Comune di Livorno è intervenuto il sindaco Filippo Nogarin che ha detto: “Oggi è un momento di avvicinamento a una data dolorosa per la città. Siamo a 25 anni dalla tragedia e non ci sono risposte. Mentre il dolore non solo è presente, ma è potenziato da tutto questo tempo che è passato senza che siamo stati capaci di dare risposte a quella che è la più grande tragedia della marineria dal dopoguerra a oggi. 140 persone sono morte e oggi siamo qui a chiedere dignità a quello che è un percorso tragico di un evento”.(ANSA).

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