Anche a Caracas la Festa in onore di San Gabriele dell’Addolorata

Fdeli in chiesa con la replica dell'urna del Santo.
Fdeli in chiesa con la replica dell'urna del Santo.
Fdeli in chiesa con la replica dell’urna del Santo.

Preghiera a San Gabriele dell’Addolorata: O Dio, che con mirabile disegno di amore hai chiamato San Gabriele dell’Addolorata a vivere il mistero della Croce insieme con Maria, la madre di Gesù, guida il nostro spirito verso il tuo Figlio crocifisso perché partecipando alla sua passione e morte conseguiamo la gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

CARACAS. Presso il Club campestre dell’Associazione Abruzzesi in Venezuela, a pochi chilometri da Caracas lungo l’autostrada che congiunge la capitale a Maracay, è stata celebrata una giornata particolare dedicata a San Gabriele dell’Addolorata, patrono della regione Abruzzo e della Gioventù cattolica italiana.

Ad organizzare la cerimonia hanno pensato le signore Faiazza Verina, Ilda Di Crescenzo, Lena Navarrili, Giovanna Forgione, tutte facenti parte della Fondazione San Gabriele in Venezuela. L’occasione è stata propizia per riunire un folto gruppo di abruzzesi ed amici sotto il patrocinio dell’Associazione degli Abruzzesi in Venezuela presieduta da Sandro Di Scipio, presente alla cerimonia con tutto lo staff dirigente composto da: Vittorio Di Stefano, vicepresidente; Elsa Di Nino, tesoriere; Mauro Rosa, vicetesoriere; Cileno Mascioli, segretario; Giovanna Spadorcia, vicesegretario.

La santa messa è stata celebrata nella chiesa del Club, in piccolo una replica del Santuario nella provincia di Teramo, costruito anche grazie al contributo degli abruzzesi del Venezuela.

Da risaltare anche la presenza del Professore Nicola Di Mattia del Collegio Juan XXII il quale insieme a un ex alunno ha interpretato l’inno di sua creazione a San Gabriele dell’Addolorata.

Il presidente Sandro Di Scipio ha approfittato dell’occasione per invitare tutti gli abruzzesi a conoscere le installazioni e partecipare più intensamente alle attività che vi si svolgono, segnalando in particolare il barbecue per cucinare la carne all’aperto, il parco infantile, il campetto sportivo; ed i progetti per una futura biblioteca, un salone per esposizioni ed una piscina.

Dopo la Messa nessuno ha mancato di assaggiare le delizie preparate dalle signore della Fondazione, tra cui la porchetta, le pizzette e una gran varietà di dolci.

San Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838. E’ l’undicesimo di tredici figli di Sante Possenti, sindaco della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome di Francesco. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia. Qui, a meno di 42 anni, muore mamma Agnese. Durante la processione dell’icona del duomo di Spoleto, il 22 agosto 1856, Francesco sentì una voce interiore che lo invitava a lasciare la vita borghese per farsi religioso passionista. Nonostante le forti difficoltà presentategli dal padre, Francesco fu in grado di vincere tutti i suoi argomenti e di persuaderlo della natura genuina della sua vocazione religiosa.

Le signore della Fondazione San Gabriele dell'Addolorata
Le signore della Fondazione San Gabriele dell’Addolorata

Francesco prese i voti nella comunità passionista, assumendo il nome di ‘Gabriele dell’Addolorata’, che rifletteva la sua devozione – radicata in lui fin dall’infanzia, tra l’altro, da una statuetta della Pietà che la madre conservava in casa – per la Madonna Addolorata. Al termine del noviziato pronunciò il voto tipico dei passionisti: quello di diffondere la devozione al Cristo Crocifisso, in seguito emise anche quello di diffondere la devozione alla Vergine Addolorata.
Trascorse sei anni nella congregazione passionista (1856-1862). Verso gli ultimi due anni, quando era già in comunità a Isola del Gran Sasso d’Italia presso il ritiro della Concezione (1859-1862), venne colpito dalla tubercolosi ossea, ma si sforzò sempre di seguire in tutto la vita regolare conventuale compatibilmente con la sua situazione di malattia. Fino a due mesi precedenti la morte poté seguire le celebrazioni liturgiche.

Mantenne fino alla fine la sua abituale serenità di animo, al punto che gli altri confratelli erano desiderosi di passare del tempo al suo capezzale, oltre ai normali doveri di assistenza. Gabriele si rassegnò totalmente alla sua morte imminente. Prima che potesse venire ordinato sacerdote, per motivi di salute e per i torbidi politici (l’Abruzzo era da poco passato dal regno delle Due Sicilie al regno d’Italia), Gabriele morì, all’età di soli 24 anni, nel suo monastero passionista, stringendo al petto un’immagine della Madonna Addolorata.

Benedetto XV ha canonizzato Gabriele nel 1920 e Pio XI lo ha dichiarato patrono della gioventù cattolica. Nel 1959, Giovanni XXIII lo ha dichiarato patrono dell’Abruzzo, dove passò gli ultimi tre anni della sua vita.

Il santuario di San Gabriele dell’Addolorata è una meta di pellegrinaggio molto cara ai giovani. Due gli appuntamenti principali: uno nel mese di marzo, a cento giorni dall’esame di stato, per prendere il diploma di scuola media superiore, in cui migliaia di studenti provenienti dall’Abruzzo e dalle Marche, arrivano al santuario, per pregare per un buon esito dell’esame, e nel quale vengono benedette le penne; ed un altro nell’ultima settimana di agosto, in cui viene celebrata la tendopoli durante la quale centinaia di giovani (ma anche meno giovani) si accampano per cinque giorni, dando vita ad un meeting religioso.

Giuseppina Liberatore

(Fonte: Wikipedia)

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