L’Europa si blinda, sigillate le frontiere

Pubblicato il 22 marzo 2016 da redazione

Passengers and airport staff are evacuated from the terminal building after explosions at Brussels Airport in Zaventem near Brussels, Belgium, 22 March 2016.  EPA/LAURENT DUBRULE

Passengers and airport staff are evacuated from the terminal building after explosions at Brussels Airport in Zaventem near Brussels, Belgium, 22 March 2016. EPA/LAURENT DUBRULE

PARIGI. – Parigi chiude le frontiere con il Belgio, schiera altri 1.600 uomini nelle strade, blinda aeroporti e stazioni ferroviarie. E dall’altra parte della Manica, Londra rafforza la sicurezza negli aeroporti e riunisce il comitato di emergenza “Cobra” mentre anche l’America alza le difese facendo scattare il rafforzamento delle misure di sicurezza a New York, Washington e nelle principali città.

“E’ stato un attacco alla nostra democrazia”, dicono compatti i leader europei in una dichiarazione congiunta: “siamo fermi e uniti nella lotta contro l’odio”, sottolineano parlando di attacchi che “rafforzano solo la nostra risolutezza nella difesa dei valori europei”.

Il presidente francese Hollande che subito dopo gli attentati ha convocato un’immediata riunione di crisi all’Eliseo, sottolinea che “hanno colpito l’intera Europa” mentre il primo ministro britannico Cameron definisce “ignobili” i terroristi. I destini strettamente legati di Francia e Belgio in queste ondate di terrorismo sono evidenti anche oggi.

Nessuno a Parigi lega ufficialmente gli attentati all’arresto – venerdì – di Salah Abdeslam, ma tutti ne sono convinti. Al punto che Hollande ha convocato immediatamente all’Eliseo una riunione di crisi con i massimi responsabili della sicurezza – Valls, Cazeneuve e Le Drian (premier, Interni e Difesa) – per un ennesimo giro di vite antiterrorismo: altri 1.600 fra poliziotti e gendarmi subito nelle strade, per proteggere soprattutto aeroporti, stazioni, metro.

Quattrocento sono stati schierati soltanto nell’Ile-de-France, la regione di Parigi. Consentiti ovunque controlli e perquisizioni di passeggeri, che non potranno più vagare nelle stazioni o negli scali senza un documento e un titolo di trasporto. Valls ha ripetuto la drammatica frase tante volte risuonata dopo gli attacchi, “siamo in guerra”.

Per Hollande “attraverso gli attentati di Bruxelles è stata colpita tutta l’Europa. Ciò che impone che essa adotti disposizioni indispensabili di fronte alla gravità della minaccia”. Poi ha promesso che la Francia sarà “implacabile” contro il terrorismo. Alla gare du Nord, dove è stato sospeso il traffico dei treni ad alta velocità Thalys che arrivano a Bruxelles in poco più di un’ora, si sono registrati ben due allarmi-bomba con altrettante evacuazioni.

La frontiera con il Belgio è controllata a vista dalle due polizie, agenti francesi – riferiscono testimoni diretti – sono appostati anche dal lato della Francia all’altezza del primo casello autostradale. Riunione straordinaria anche a Londra, dove Cameron ha disposto il rafforzamento della sicurezza negli aeroporti, ed ha poi riunito il comitato di emergenza “Cobra”.

Fermi anche gli Eurostar che collegano la capitale britannica a Bruxelles, mentre l’allerta terrorismo resta a livello “grave” e i viaggi in Belgio sono sconsigliati: “i Paesi europei siano uniti contro questi terroristi ignobili”, ha detto Cameron, aggiungendo che si deve fare tutto affinché gli attentatori “non vincano”.

A Cuba, dove si trova per una storica visita, il presidente americano Barack Obama si tiene informato in tempo reale grazie ai suoi consiglieri per la sicurezza. A Washington e a New York è stato elevato il livello di allerta negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, in quelle della metropolitana e attorno ad altri obiettivi “sensibili”.

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha assicurato che “New York è pronta a combattere in ogni modo contro il terrorismo”, escludendo però pericoli imminenti. Misure di sicurezze più rigide negli aeroporti di tutto il Paese, da Washington a Los Angeles, da Boston a Chicago.

(di Tullio Giannotti/ANSA)

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