In concerto: romanzo di un giovane per i giovani

Pubblicato il 24 marzo 2016 da redazione

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Giulio Greco in Italia è per i suoi interventi sulla storia della rivista «Atelier», dal momento che ha dedicato a tale argomento la tesi di laurea, e per diversi lavori sulla poesia contemporanea. Pochi sanno, però, che il giovane coltiva diverse passioni, tra le quali il cinema, il teatro, lo sport, la scrittura e… Lascio questi puntini di sospensione per stuzzicare la curiosità di chi intende affrontare la lettura di un divertentissimo, quanto profondo, romanzo dal significativo titolo In concerto.

Un primo elemento positivo della pubblicazione, che va posto in luce, è la coerenza. Non è un pregio di secondo piano, per il fatto che anche romanzi celebrati, come La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, si presentano in modo assai disorganico con personaggi privi di aggancio con la trama fondamentale.

La coerenza (da cohaereo, essere organicamente unito) è rintracciabile fin dal titolo, aperto a significati plurimi, che in primo luogo riprende il Leitmotif del Concerto per flauto e arpa di Mozart nello scandire alcuni momenti importanti della narrazione e che si apre a una ricerca di valore sentimentale e morale che riguarda il rapporto del protagonista, Andrea, con se stesso, con gli amici e con Asia, la ragazza di cui è innamorato e che studia arpa al Conservatorio.

La parola “concerto”, che etimologicamente deriva da concertare, gareggiare, lottare, comporta, infatti, la tensione di elementi discordanti che alla fine trovano una concorde armonia.

La coerenza si gusta anche nell’intreccio che si snoda in otto giorni durante i quali il protagonista vive una serie di esperienze che culminano nello Spannung dell’ultimo incontro con la ragazza amata. Personaggi, situazioni, incontri casuali («Non c’è nulla di casuale» afferma un personaggio) concorrono a definire un pianeta sconosciuto alla maggior parte degli adulti, il mondo giovanile.

Chi presta attenzione a questa “galassia” non può non accorgersi che il mondo negli ultimi trent’anni è cambiato a tal punto che tra le generazioni si è frapposto un vero e proprio abisso.

Il romanzo testimonia appunto che il rapporto generazionale oggi più che mai è diventato estremamente complicato, come si nota durante i dialoghi di Andrea con la madre. Questa cerca di inculcare nel figlio l’ideale della vita tranquilla, fondata sul lavoro fisso e sull’indipendenza, mentre quello insegue il sogno di una precaria occupazione come bartender.

Questo non significa che gli unici legami siano improntati alla conflittualità, tutt’altro; il protagonista allaccia rapporti profondi con persone anziane, con Michel, in primo luogo, il suo maestro nell’arte della preparazione dei cocktail, sempre presente nella sua vita con il ricordo dei suoi insegnamenti, poi con il taxista mussulmano, con la pittrice belga, esperienza di vita fondamentali per la maturazione personale del protagonista.

I due requisiti fondamentali di questo mondo sono l’amicizia e l’amore. Pierre, Fred, il fratello Bernard e Arrigo, di vent’anni più anziano, riempiono la sua vita con i loro problemi e con la condivisione di passione e di ideali. Sincero e affascinante è questo sentimento che lega Andrea a loro e lo aiuta a vivere in pienezza, perché può fidarsi degli amici come di se stesso.

E poi l’amore… quante donne? Asia, Samantha, Paola, Isa, Charlotte… italiane, tedesche, francesi: Andrea è ammalato di sesso al punto di riconoscere la sua vulnerabilità, temuta e desiderata nello stesso tempo, vissuta con passione e con leggerezza, percepita come soddisfazione di continue conquiste e come scacco di fronte a sentimenti più profondi.

Il rapporto con il mondo femminile domina completamente l’interiorità del protagonista, proiettato, per così dire, all’interno di una sola dimensione. A volte ne è protagonista, a volte è succube, sempre “incasinato” nel fronteggiare situazioni complicate tra l’uno e l’altro rapporto, che danno vita a scene gustosissime, tracciate con ironica leggerezza.

Ma ci si limita al sesso? La giovinezza va spesa unicamente nella soddisfazione fisica? Esiste unicamente la gioia di una conquista provvisoria? Le ragazze non mirano ad altro che a vivere un momento di intimità con un bel ragazzo? Il mondo giovanile non si apre a una dimensione diversa?

E la capacità del narratore si rivela proprio nella “complessità”, nella rappresentazione a tutto tondo dei personaggi, tutti ben delineati con tratti che rimangono impressi nella mente: la madre “rompicoglioni”, il vicepreside gay che ospita Fred e Andrea, che si recano nella sua scuola per un lavoro, la pittrice belga, al cui vernissage partecipa il protagonista, il maresciallo dei carabinieri che riceve la sua testimonianza per un fatto increscioso capitato all’amico Pierre, come pure Marcello, il compagno della madre, che dimostra un’insospettata capacità di comprensione, le diverse ragazze, dall’appassionata, all’assetata di sesso, dalla sentimentale alla “sanguisuga”.

Colpisce il lettore il dinamismo con cui l’autore narra le vicende, attraverso le quali assistiamo a trasformazioni, a crescite, a rivelazioni, proprio come accade nella vita. Non ci troviamo di fronte a “manichini”, predefiniti come nella commedia dell’arte, i quali devono “incarnare” un’idea per costruire una vicenda o per diventare attori di un contrasto che confeziona l’intreccio.

I personaggi sono immersi profondamente nella realtà, a volte dominatori, a volte dominati, non “vinti” dal destino, a volte vincitori, a volte sconfitti, non sempre trionfatori come nei film. Anche l’irresistibile protagonista conosce momenti di sconforto, di disorientamento, di solitudine. Ma il tratto che lo contraddistingue è la sua capacità di lottare: è convinto che sempre esiste una soluzione, occorre ingegnarsi a trovarla, come accade nella difficile conquista del suo amore, Asia.

La vicenda si irraggia dalla provincia di Novara, a Verbania, ad Alessandria, a Como, a Parigi in un turbinio di occorrenze che tengono il lettore con il fiato sospeso, teso verso un finale inaspettato non solo per la soluzione, ma soprattutto per l’atmosfera…

In modo appropriato si può parlare di Bildunsgroman, perché l’amore, forse il vero protagonista, costituisce lo strumento attraverso il quale Andrea, donnaiolo impenitente, scopre in sé una realtà più autentica, quella del sentimento profondo che coinvolge la totalità del rapporto con la donna.

Lo stile, pur improntato alla chiarezza, alla trasparenza e alla comunicazione, riprende il linguaggio giovanile senza cadere in una acritica mimesi. I dialoghi, anche nel lessico, sanno caratterizzare i personaggi, come avviene durante il colloquio con la pittrice belga o durante la catechesi familiare della madre del protagonista.

Raffinati, poi, sono i passi improntati al sesso: qui l’autore sa coinvolgere il lettore senza cadere nella pornografia, per mezzo di una grazia e di un sottile umorismo con cui riscatta la passione.

Non si può, inoltre, dimenticare un aspetto singolare: Andrea non si limita a raccontare le vicende, ma ama esprimere finissime valutazioni, spesso potenziate da citazioni letterarie. Vezzo? No senz’altro. Anche in questo caso egli allarga la sua Weltanschauung all’esperienza della bellezza sia essa incarnata nella sensualità di un corpo femminile sia essa colta nel tramonto sul lago di Como sia essa fonte di meditazione e di comprensione dell’inestricabile flusso dell’esistenza.

E che non sia inutile sfoggio di cultura, lo si può vedere anche dalla premessa, in cui l’autore ha voluto tracciare in modo estremamente sintetico la sua concezione filosofica della vita, ritratta nella metafora del “concerto”: tout se tien, direbbero i francesi.

Nell’attuale panorama della narrativa italiana, un romanzo fresco, dinamico, accattivante e coinvolgente come questo di Giulio Greco potrebbe rappresentare una diversa modalità di scrittura, capace di unire vita e arte, leggerezza e profondità, riflessione e dinamismo, come avviene nei migliori film… Non dimentichiamo, infatti, che l’autore lavora nel settore dello spettacolo e che è protagonista del film On air. Storia di un successo, dedicato alla carriera radiofonica di Marco Mazzoli, l’indiscusso protagonista dello Zoo di Radio105.

Si sa, come esistono giovani privi di iniziativa, di cultura e di entusiasmo, così esistono giovani intraprendenti, riflessivi e culturalmente ben equipaggiati, che non permettono di cadere nel pessimismo a riguardo del futuro.

Giuliano Ladolfi

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