Paura per le centrali nucleari, si teme una bomba sporca

Pubblicato il 26 marzo 2016 da redazione

Centrale nucléaire de Doel. Paura per le centrali nucleari, si teme una bomba sporca

Centrale nucléaire de Doel. Paura per le centrali nucleari, si teme una bomba sporca

BRUXELLES. – Monta l’inquietudine per la sicurezza delle centrali nucleari in Belgio, che sarebbero nel mirino del terrorismo jihadista. Giovedì scorso il ministro della Difesa britannico ha affermato che c’è “una nuova ed emergente minaccia”. E nell’ambito dell’indagine sugli attentati di Bruxelles è giallo per l’omicidio, avvenuto giovedì sera nei presi di Charleroi, di un addetto alla vigilanza di un’istituto che produce isotopi nucleari a scopo medico.

La procura di Charleroi si è affrettata a escludere la pista terrorista nell’indagine sull’uccisione di Didier Prospero, addetto alla sorveglianza dell’Ire (Istituto nazionale dei radiolementi) di Fleurus. L’uomo è stato freddato a colpi di arma da fuoco nel bagno della sua villetta, ed anche il suo cane ha subito la stessa sorte.

La stampa fiamminga aveva scritto che dalla casa era scomparso il suo badge personale per entrare nell’istituto, ma anche questo dettaglio è stato smentito dalla procura. Non è stato invece smentito il fatto, riportato dal New York Times, che sono stati ritirati i badge di accesso di tutto il personale non essenziale al funzionamento delle due centrali nucleari belghe di Doel (situata nelle Fiandre a nord di Anversa e dotata di quattro reattori) e Tihange (a Huy in Vallonia, con tre reattori).

Lo stesso Ny Times, in un lungo articolo, rilancia l’ipotesi, già circolata, del rischio di una ‘bomba sporca’ radioattiva ottenuta con le scorie nucleari delle centrali belghe, troppo facili da inifiltrare.

In un clima di forte sfiducia verso polizia ed inquirenti ritenuti responsabili di parecchie ‘sviste’ nelle indagini sugli estremisti residenti in Belgio, i sospetti montano. Quello che è certo è che un filmato con oltre dieci ore di registrazione di una telecamera nascosta e puntata sull’ingresso dell’abitazione del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare belga è stato trovato in un pc sequestrato a dicembre ad uno dei sospetti legati alla strage di Parigi, Mohammed Bakkali, attualmente in prigione.

Bakkali aveva affittato l’appartamento di Schaerbeek in cui vennero preparati l’esplosivo e le cinture per la mattanza del 13 novembre e successivamente la polizia vi scoprì un’impronta di Salah. La notizia del filmato era emersa a metà febbraio, ma è tornata d’attualità in queste ore.

A suo tempo la procura aveva specificato di essere riuscita a vedere, grazie alle telecamere di sorveglianza, che due uomini con un auto a fari spenti avevano recuperato la telecamera nascosta in un cespuglio. Secondo i media belgi i due sarebbero i fratelli El Bakraoui, uno kamikaze all’aeroporto di Zaventem e l’altro nella metro di Maelbeek.

Il fatto stesso di seguire i movimenti del responsabile del programma nucleare lascia pensare che l’obiettivo potesse essere un sequestro per avere accesso alle centrali, prenderle in ostaggio o cercare di impadronirsi di combustibile o scorie radioattive per fabbricare una ‘bomba sporca’.

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