Alfano risponde all’On. Nissoli: La cittadinanza, un caso dai profili problematici

Pubblicato il 01 aprile 2016 da redazione

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ROMA – Il tema del riacquisto della cittadinanza è “meritevole di tutta l’attenzione del caso” ma “necessita di una valutazione su alcuni profili problematici”. Così il Ministro dell’Interno Angelino Alfano che ieri pomeriggio nell’Aula di Montecitorio ha risposto alla interrogazione a risposta immediata presentata dalla deputata Fucsia Nissoli.

– Dove sono gli ostacoli??
– Gli ostacoli – ha aggiunto Alfano – sono in primo luogo, che l’intervento che viene perorato introdurrebbe la possibilità di riacquisto della cittadinanza italiana senza alcun limite temporale e, quindi, anche quando sia trascorso un lasso considerevole di tempo dal momento in cui la persona si è recata stabilmente all’estero e si siano, conseguentemente, venuti ad affievolire i legami con il nostro Paese.

Poi, l’altro aspetto me lo segnala il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Io mi faccio portavoce qui di una preoccupazione che viene da tale Ministero e, cioè, che la trasmissione “iure sanguinis” della cittadinanza italiana. Questa che sarebbe conseguenza automatica dell’auspicato intervento, finirebbe per estendere anche ai discendenti dei diretti beneficiari l’effetto dell’acquisizione della cittadinanza, venendo così ad alterare quel necessario rapporto tra il possesso della cittadinanza e il legame concreto e attuale con l’Italia.

Sempre la Farnesina, ha aggiunto Alfano, “ricorda che la platea dei destinatari di un intervento così organizzato sarebbe indeterminata e, dunque, sarebbero difficili da calcolare gli oneri finanziari”.

– Quindi, – si è chiesto il Ministro – tutto questo perché? Perché si tratta di persone che, allo stato, posseggono la sola cittadinanza straniera – in questo minuto – e che non sono oggetto, conseguentemente, di alcuna forma di censimento da parte delle nostre rappresentanze diplomatiche o consolari.

Quindi, i due problemi strutturali che ho evidenziato sono: in primo luogo, la indeterminatezza, e, poiché finora sono solo stranieri, non c’è un censimento; non sappiamo quanti sono e dobbiamo quantificare gli oneri, anche dal punto di vista finanziario, e capirlo. Il secondo problema è il permanere o no di quel collegamento con il nostro territorio”.

Concludendo, però, Alfano ha ribadito “la volontà e la disponibilità ad affrontare nel merito questa questione, perché c’è la massima attenzione nei confronti dei nostri connazionali all’estero e riteniamo anche bello potere dire loro che il legame con l’Italia non si è interrotto”.

Nella sua replica, la deputata Nissoli, eletta nella Circoscrizione America del Nord e Centroamerica, ha preso nota della “apertura” del Ministro, ma sottolineando da una lato come “il problema non sia totalmente risolto” e dall’altro che “basterebbe poco, penso, per dare un segnale chiaro di disponibilità a coloro che hanno perduto la cittadinanza, magari solo perché – anche come nel mio caso – sposandosi con un americano avrebbero perduto la cittadinanza e, purtroppo, quando c’è stata una proroga, cioè quando sono stati riaperti i termini per presentare la domanda di riacquisto della cittadinanza, c’è stata anche una scarsa comunicazione”.

Certo, ha riconosciuto, “la volontà di affrontare il problema è, comunque, un fatto positivo e spero che si pongano in essere al più presto politiche adeguate per risolvere il problema che è molto sentito, come le abbiamo già detto, nelle comunità italiane. Io comunque – ha assicurato, concludendo la deputata – vigilerò le sue buone intenzioni e spero che non rimangano nel cassetto. La ringrazio, anche a nome di tutti gli italiani all’estero.

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