Panama Papers: lo strano business dei passaporti venezuelani

Pubblicato il 07 aprile 2016 da redazione

Pasaporte

CARACAS. – I passaporti venezuelani sono prodotti in Germania ma risultano gestiti da Cuba, attraverso una strana triangolazione che vede come protagonista un potente finanziere peruviano specializzato in manovre offshore: questa la trama rivelata dai cosiddetti Panama Papers.

Al centro della manovra si trova Francisco Pardo Mesones, ex deputato ed ex direttore della Banca Centrale del Perù. Fra il 2007 e il 2014, Pardo ha creato a Panama e nelle Isole Vergini una serie di società offshore per nascondere il suo ruolo nel milionario business fra Caracas e l’Avana.

Il governo venezuelano, infatti, ha concesso a quello cubano la gestione integrale dei suoi documenti di identità, un fatto denunciato a suo tempo dalla stampa d’opposizione, secondo la quale le autorità dell’Avana potevano emettere passaporti venezuelani in tutto il mondo, senza alcuna possibilità di controllo da parte delle autorità di Caracas.

Di fatto, la società cubana Albet Ingenierias y Sistemas controlla in esclusiva il software necessario per produrre documenti con dati biometrici in Venezuela, ma la triangolazione ideata da Pardo mirava soprattutto a nascondere chi era il vero fornitore della tecnologia: un’azienda tedesca che voleva evitare di essere identificata come cliente di Cuba e Venezuela, la Bundesdrukerei.

Le rivelazioni dei Panama Papers confermano dunque non solo i sospetti lanciati dalla stampa venezuelana, ma anche l’inchiesta realizzata due anni fa dal settimanale Der Spiegel in Germania, che denunciava le attività clandestine dell’azienda tedesca, nazionalizzata nel 2009.

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