Produzione industriale non decolla, frenata a febbraio

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ROMA. – La ripresa nelle fabbriche italiane compie un anno, ma ancora oscilla tra segni più e segni meno. Lo sanciscono gli ultimi dati Istat sulla produzione industriale a febbraio 2016. Esattamente un anno prima, infatti, è iniziata una serie di aumenti tendenziali interrotta da due sole eccezioni, a giugno e a dicembre 2015.

La festa, per il momento, appare però rimandata, visto che a fianco di un nuovo aumento della produzione rispetto all’anno precedente dell’1,2% e di un ulteriore balzo della fabbricazione degli autoveicoli (+15,3%), c’è un calo dello 0,6% rispetto al mese precedente.

Pesano sull’indice congiunturale l’energia (in flessione del 2,9% sul mese) e i beni di consumo (-0,5%). La contrazione resta comunque inferiore alle attese e segue il risultato da record di gennaio (+1,7%), che aveva visto la crescita maggiore dal 2011.

Il bilancio del primo trimestre potrebbe così rivelarsi in espansione, secondo le stime del Centro studi di Confindustria, con un aumento della produzione industriale dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti, il più ampio dalla fine del 2010, oltre cinque anni fa.

Il Csc si attende per marzo un incremento della produzione dello 0,2% su febbraio e segnala per i prossimi mesi una “tendenza positiva” che emergerebbe dagli indicatori qualitativi anticipatori. Sulla stessa linea, l’ufficio studi di Confcommercio osserva che “la ripresa prosegue da oltre un anno e autorizza un cauto ottimismo”.

Tra le associazioni dei consumatori, invece, prevale il pessimismo: l’Unc sottolinea che, rispetto a prima della crisi, nel 2008, abbiamo perso un quarto della produzione industriale (il 23,4%) e Federconsumatori e Adusbef chiedono interventi per “avviare una vera ripresa” visto che “finora non è mai partita”.

Tra i macrosettori, guidano gli aumenti della produzione i beni strumentali (+6,9% sull’anno, +0,2% su mese), un segnale che sembra indicare una ripresa degli investimenti delle aziende. La crescita è diffusa a dieci comparti dell’industria in senso stretto su tredici.

Risultano in calo solo la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,5%), le industrie tessili, di abbigliamento, pelli e accessori (-2,4%) e la produzione di prodotti farmaceutici (-0,2%).

(di Chiara Munafò/ANSA)

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