Mattarella: no a muri e barriere, sono una zavorra per l’Ue

Pubblicato il 13 aprile 2016 da redazione

A migrant man trying to remove barbed wire along the fence clashes with Macedonian police at the northern Greek border point of Idomeni, Greece, Wednesday, April 13, 2016. New clashes have broken out between Macedonian police and stranded refugees and other migrants trying to scale a fence on Greece's border with the country. (ANSA/AP Photo/Amel Emric)

A migrant man trying to remove barbed wire along the fence clashes with Macedonian police at the northern Greek border point of Idomeni, Greece, Wednesday, April 13, 2016. New clashes have broken out between Macedonian police and stranded refugees and other migrants trying to scale a fence on Greece’s border with the country. (ANSA/AP Photo/Amel Emric)

TORINO. – “I muri non basteranno a proteggerci. Le barriere che dividono l’Europa sono una zavorra che ne appesantisce il cammino”. Dal Teatro Regio di Torino, dove conclude la seconda edizione del forum per il dialogo italo-tedesco, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dice un chiaro no alla decisione delle autorità austriache di costruire una barriera anti-migranti al Brennero.

“Tornare indietro da Schengen sarebbe un atto di autolesionismo, per tutti. Bisogna trovare soluzioni per le migliaia di donne e uomini che fuggono da guerre, violenze, devastazioni e bussano alle porte della Ue”, avverte il capo dello Stato.

“La gestione di migliaia di profughi rimane la maggiore sfida che l’Europa deve affrontare”, sottolinea il presidente della Repubblica Federale Tedesca, Joachim Gauck. “Non è erigendo muri e rinchiudendosi nei confini nazionali che l’Europa sarà al riparo dall’ininterrotto flusso di migranti”, concorda il sindaco di Torino, Piero Fassino.

Contro il capo dello Stato torna a scagliarsi il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: “Mentre in Italia raddoppiano gli sbarchi e l’Austria si protegge… Mattarella: ‘No a muri e barriere, sono zavorre’. Caro presidente, la zavorra sei tu”.

Tra le priorità dell’Europa c’è anche il governo dell’economia, che per Mattarella “rimane, per molti versi, un nodo irrisolto nell’ambito dell’Eurozona”. “Non possiamo certo affermare – spiega – che dal 2014 si sia riusciti a individuare una soluzione stabile, anche se sono state compiute alcune scelte positive, e tra queste va collocato l’indirizzo seguito dalla Bce. Ora la credibilità della risposta dell’Unione si misurerà sulla concreta operatività del Piano Juncker per gli investimenti e della Comunicazione della Commissione sulla flessibilità”.

L’obiettivo è l’unità dell’Europa, avere un progetto comune, non esiste “un piano B fondato su una presunta via nazionale alla soluzione dei problemi che interpellano il Continente”, sottolinea il capo dello Stato davanti a una platea composta anche da 500 studenti.

“La pressione migratoria, le crisi aperte alle porte dell’Europa, le instabilità in alcune regioni dell’Africa e del medio Oriente, il flagello del terrorismo” indicano chiaramente “che occorre fare di più, e che occorre farlo attraverso uno sforzo realmente corale”.

Sul fronte della sicurezza bisogna “rafforzare la collaborazione tra gli Stati dell’Unione, superando resistenze alla necessità di mettere in comune capacità e conoscenze”. Identico lo spirito che deve animare la lotta al terrorismo. Per Mattarella c’è nella “voce dei cittadini europei, che si è levata alta per chiedere di combattere la barbarie del terrorismo, la più viva testimonianza di una pressante domanda di unità dell’Europa che non può rimanere inascoltata e che anzi deve ricevere coerente e rapida risposta”.

Secondo Mattarella “l’Unione ha bisogno di intervenire sulle cause profonde dell’instabilità. Ha bisogno di esprimersi con una sola voce autorevolmente, sviluppando una politica estera coerente con i propri valori fondanti. Vivere sicuri significa avere alle proprie frontiere popoli che in pace possano vivere e progredire”.

Nella giornata torinese Mattarella incontra anche Maria Sole Agnelli e John Elkann, presidente e vicepresidente della Fondazione Agnelli, che gli illustrano le iniziative in programma per festeggiare i 50 anni dell’ente di ricerca. Altra tappa a Palazzo Madama per la mostra dell’Ermitage e la cena di gala.

(di Amalia Angotti/ANSA)

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